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	<title>Studimpresa &#187; In Primo Piamo</title>
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	<description>il nuovo modo di fare consulenza</description>
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		<title>Fondo Perduto Under 35 nel Mezzogiorno: opportunità concrete per avviare una nuova impresa nel 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[contributi e opportunità per i giovani imprenditori.]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Perduto Under 35 nel Mezzogiorno 2026: requisiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Incentivi e contributi per i giovani imprenditori del Sud Italia In un contesto economico in continua evoluzione, il sostegno all&#8217;imprenditorialità giovanile rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire la crescita economica e l&#8217;occupazione nel Mezzogiorno. Per il 2026, i giovani under 35 possono beneficiare di importanti agevolazioni a fondo perduto destinate all&#8217;avvio di nuove]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Incentivi e contributi per i giovani imprenditori del Sud Italia</h2>
<p class="isSelectedEnd">In un contesto economico in continua evoluzione, il sostegno all&#8217;imprenditorialità giovanile rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire la crescita economica e l&#8217;occupazione nel Mezzogiorno. Per il 2026, i giovani under 35 possono beneficiare di importanti agevolazioni a fondo perduto destinate all&#8217;avvio di nuove attività imprenditoriali e professionali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra le misure più interessanti spicca <strong>Resto al Sud 2.0</strong>, l&#8217;incentivo pensato per sostenere i giovani che intendono investire nelle regioni del Sud Italia, contribuendo allo sviluppo del tessuto economico locale e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;incentivo è rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che intendono avviare una nuova attività imprenditoriale o professionale nelle regioni del Mezzogiorno.</p>
<p class="isSelectedEnd">Possono accedere ai contributi coloro che risultano:</p>
<ul data-spread="false">
<li>disoccupati o inoccupati;</li>
<li>inattivi;</li>
<li>iscritti ai percorsi di politiche attive del lavoro;</li>
<li>lavoratori con redditi particolarmente bassi.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Le regioni interessate comprendono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le agevolazioni possono assumere diverse forme:</p>
<ul data-spread="false">
<li>voucher a fondo perduto per l&#8217;acquisto di beni, strumenti e servizi necessari all&#8217;avvio dell&#8217;attività;</li>
<li>contributi a fondo perduto che possono coprire una parte significativa degli investimenti programmati;</li>
<li>sostegno finanziario per favorire la nascita di nuove imprese innovative e attività professionali.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;obiettivo è ridurre il fabbisogno finanziario iniziale e consentire ai giovani imprenditori di concentrarsi sullo sviluppo del proprio progetto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le opportunità riguardano numerosi settori economici, tra cui:</p>
<ul data-spread="false">
<li>servizi alle imprese;</li>
<li>attività professionali;</li>
<li>commercio;</li>
<li>turismo e ricettività;</li>
<li>artigianato;</li>
<li>innovazione digitale;</li>
<li>consulenza e servizi tecnologici.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Restano generalmente escluse alcune attività specificamente individuate dalla normativa di riferimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per aumentare le probabilità di ottenere il finanziamento è fondamentale predisporre un business plan dettagliato e realistico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il progetto deve evidenziare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>gli obiettivi dell&#8217;impresa;</li>
<li>il mercato di riferimento;</li>
<li>le strategie commerciali;</li>
<li>gli investimenti previsti;</li>
<li>la sostenibilità economica e finanziaria dell&#8217;iniziativa.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Un piano d&#8217;impresa ben strutturato rappresenta spesso l&#8217;elemento decisivo nella valutazione della domanda.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le misure a fondo perduto dedicate agli under 35 costituiscono una concreta occasione per trasformare un&#8217;idea imprenditoriale in un&#8217;attività reale e competitiva.</p>
<p class="isSelectedEnd">In un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni economiche e tecnologiche, investire nelle proprie competenze e nel proprio progetto imprenditoriale può rappresentare una scelta strategica per costruire il proprio futuro professionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per questo motivo è consigliabile monitorare costantemente l&#8217;apertura dei bandi e affidarsi a professionisti qualificati per la predisposizione della domanda e della documentazione necessaria.</p>
<p><strong>Studimpresa continuerà a seguire l&#8217;evoluzione degli incentivi e delle agevolazioni per imprese e professionisti, fornendo aggiornamenti, approfondimenti e guide operative per cogliere tutte le opportunità disponibili.</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Giugno il mese dell’Imu</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/06/04/giugno-il-mese-dellimu/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 20:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Imposta comunale su immobili]]></category>
		<category><![CDATA[imu 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Imu scadenza 16 giugno]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo di giugno, per milioni di contribuenti torna uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell&#8217;anno: il pagamento dell&#8217;IMU, l&#8217;Imposta Municipale Propria che grava sul possesso di determinati immobili. La scadenza dell&#8217;acconto IMU ovvero il 16 p.v, rappresenta un momento fondamentale per proprietari, professionisti e imprese che devono verificare la propria posizione fiscale e provvedere]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo di giugno, per milioni di contribuenti torna uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell&#8217;anno: il pagamento dell&#8217;IMU, l&#8217;Imposta Municipale Propria che grava sul possesso di determinati immobili.</p>
<p>La scadenza dell&#8217;acconto IMU ovvero il 16 p.v, rappresenta un momento fondamentale per proprietari, professionisti e imprese che devono verificare la propria posizione fiscale e provvedere al corretto versamento dell&#8217;imposta.</p>
<p>L&#8217;IMU è un tributo comunale dovuto dai possessori di immobili. Il gettito dell&#8217;imposta contribuisce al finanziamento dei servizi offerti dai Comuni, come manutenzione urbana, illuminazione pubblica e altri servizi locali.</p>
<p>L&#8217;imposta si applica principalmente a seconde case, immobili commerciali, aree edificabili e terreni agricoli, mentre l&#8217;abitazione principale è generalmente esente, salvo il caso degli immobili di lusso.</p>
<p>Per l&#8217;anno 2026 il calendario dell&#8217;IMU prevede:</p>
<ul>
<li>16 giugno 2026: versamento dell&#8217;acconto;</li>
<li>16 dicembre 2026: versamento del saldo.</li>
</ul>
<p>In alternativa, il contribuente può scegliere di versare l&#8217;intera imposta annuale entro la scadenza del 16 giugno.</p>
<p>Sono tenuti al pagamento dell&#8217;IMU:</p>
<ul>
<li>proprietari di seconde abitazioni;</li>
<li>titolari di negozi, uffici e capannoni;</li>
<li>possessori di aree edificabili;</li>
<li>proprietari di terreni agricoli</li>
<li>soggetti all&#8217;imposta;</li>
<li>titolari di diritti reali come usufrutto, uso, abitazione ed enfiteusi;</li>
<li>proprietari di abitazioni principali</li>
<li>classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.</li>
</ul>
<p>L&#8217;esenzione più conosciuta riguarda l&#8217;abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze. Esistono inoltre ulteriori agevolazioni ed esenzioni previste dalla normativa per particolari categorie di immobili.</p>
<p>L&#8217;IMU può essere versata tramite:</p>
<ul>
<li>Modello F24;</li>
<li>Bollettino postale dedicato.</li>
</ul>
<p>È importante indicare correttamente il codice tributo e il Comune di ubicazione dell&#8217;immobile per evitare errori che potrebbero generare richieste di pagamento o sanzioni.</p>
<p>Il mancato pagamento o il versamento insufficiente dell&#8217;IMU può comportare sanzioni e interessi.</p>
<p>Tuttavia, il contribuente che si accorge dell&#8217;errore può regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso, beneficiando di una significativa riduzione delle sanzioni.</p>
<p>Giugno rappresenta il mese chiave per la gestione dell&#8217;IMU. Verificare per tempo la propria situazione immobiliare, controllare le aliquote comunali e predisporre correttamente i versamenti consente di evitare errori, sanzioni e inutili contenziosi.</p>
<p>Una corretta pianificazione fiscale resta sempre il modo migliore per affrontare serenamente gli adempimenti tributari.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dichiarazione IMU 2026: obbligo, scadenza IMU 30 giugno 2026 e sanzioni</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/06/03/dichiarazione-imu-2026-obbligo-scadenza-imu-30-giugno-2026-e-sanzioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Dichiarazione IMU 2026: chi deve presentarla entro il 30 giugno e quali sono le sanzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La dichiarazione IMU 2026 non è un adempimento richiesto ogni anno a tutti i contribuenti. L’obbligo dichiarazione IMU nasce solo in specifiche circostanze in cui è necessario comunicare al Comune informazioni rilevanti per il corretto calcolo dell’Imposta Municipale Propria e non già presenti nelle banche dati pubbliche. Con l’avvicinarsi della scadenza IMU 30 giugno 2026,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La dichiarazione IMU 2026 non è un adempimento richiesto ogni anno a tutti i contribuenti. L’obbligo dichiarazione IMU nasce solo in specifiche circostanze in cui è necessario comunicare al Comune informazioni rilevanti per il corretto calcolo dell’Imposta Municipale Propria e non già presenti nelle banche dati pubbliche. Con l’avvicinarsi della scadenza IMU 30 giugno 2026, è importante verificare attentamente la propria posizione per evitare errori, contestazioni e possibili sanzioni.</p>
<p>La dichiarazione IMU 2026 è il documento con cui il contribuente comunica al Comune situazioni che incidono sul calcolo dell’IMU e che non risultano automaticamente dai dati catastali o da altre informazioni disponibili agli enti locali, e va presentata entro il 30 giugno 2026.</p>
<p>Una volta presentata, la dichiarazione mantiene la propria validità anche negli anni successivi, salvo modifiche o variazioni che rendano necessario un nuovo invio.</p>
<p>Le variazioni intervenute nel corso del 2025 devono essere comunicate entro la scadenza IMU 30 giugno 2026.</p>
<p>La dichiarazione IMU può essere trasmessa secondo le modalità previste dal Comune competente, generalmente tramite:</p>
<ul>
<li>consegna diretta agli uffici;</li>
<li>invio tramite raccomandata;</li>
<li>posta elettronica certificata (PEC).</li>
</ul>
<p>Rispettare la scadenza IMU 30 giugno 2026 è fondamentale per evitare l’applicazione di sanzioni e garantire la corretta gestione degli obblighi fiscali.</p>
<p>L’obbligo dichiarazione IMU sussiste quando il Comune non può acquisire autonomamente le informazioni necessarie per determinare correttamente l’imposta.</p>
<p>Tra i casi più frequenti rientrano:</p>
<ul>
<li>immobili concessi in comodato con applicazione di agevolazioni fiscali IMU;</li>
<li>immobili dichiarati inagibili o inabitabili;</li>
<li>fabbricati di interesse storico o artistico che beneficiano di riduzioni d’imposta;</li>
<li>acquisizione o perdita dei requisiti necessari per usufruire di esenzioni IMU;</li>
<li>terreni agricoli che godono di specifiche agevolazioni;</li>
<li>immobili occupati abusivamente per i quali sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria;</li>
<li>particolari fattispecie relative a immobili concessi in leasing.</li>
</ul>
<p>Verificare l’eventuale obbligo dichiarazione IMU è essenziale per evitare irregolarità e contestazioni future.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, la dichiarazione IMU non deve essere presentata se le informazioni sono già disponibili nei pubblici registri e quindi conoscibili dal Comune.</p>
<p>Ad esempio:</p>
<ul>
<li>compravendite immobiliari regolarmente registrate;</li>
<li>successioni già dichiarate;</li>
<li>variazioni catastali correttamente comunicate agli enti competenti.</li>
</ul>
<p>In caso di dubbi sulla propria situazione, è consigliabile rivolgersi a un professionista o all’ufficio tributi del Comune di riferimento.</p>
<p>La mancata presentazione della dichiarazione IMU nei casi in cui è obbligatoria può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative rilevanti.</p>
<p>La normativa prevede una sanzione compresa tra il 100% e il 200% dell’imposta dovuta, con un minimo di 50 euro.</p>
<p>Qualora ne ricorrano i presupposti, è possibile ridurre le sanzioni attraverso il ravvedimento operoso, regolarizzando spontaneamente la propria posizione prima dell’avvio di controlli da parte del Comune.</p>
<p>La dichiarazione IMU 2026 non rappresenta un obbligo annuale generalizzato, ma uno strumento indispensabile per comunicare al Comune situazioni particolari che incidono sull’imposta dovuta. Verificare per tempo l’eventuale obbligo dichiarazione IMU e rispettare la scadenza IMU 30 giugno 2026 consente di evitare contestazioni, ridurre il rischio di sanzioni e gestire correttamente gli adempimenti fiscali relativi agli immobili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>730 e cartelle esattoriali: quando il Fisco può congelare il rimborso</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/05/29/730-e-cartelle-esattoriali-quando-il-fisco-puo-congelare-il-rimborso/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[730 blocco rimborso]]></category>
		<category><![CDATA[Rimborso 730]]></category>

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		<description><![CDATA[Un contribuente guarda sconsolato il proprio smartphone con la scritta: “Rimborso 730 in arrivo… forse!” Davanti a lui, un enorme lucchetto con il logo del Fisco blocca una valigetta piena di euro 💶. Accanto, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate dice: “Prima saldiamo le cartelle… poi ne riparliamo!” Sul fondo, una pila di cartelle esattoriali rincorre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un contribuente guarda sconsolato il proprio smartphone con la scritta:<br />
“Rimborso 730 in arrivo… forse!”</p>
<p>Davanti a lui, un enorme lucchetto con il logo del Fisco blocca una valigetta piena di euro <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f4b6.png" alt="💶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.<br />
Accanto, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate dice:<br />
“Prima saldiamo le cartelle… poi ne riparliamo!”</p>
<p>Sul fondo, una pila di cartelle esattoriali rincorre il contribuente mentre cerca di afferrare il rimborso.</p>
<p>Blocco rimborsi 730 per chi ha cartelle non pagate: come sbloccare il credito fiscale</p>
<p>Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso del possibile blocco dei rimborsi del modello 730 per i contribuenti che hanno cartelle esattoriali non pagate. Una novità che sta creando dubbi e preoccupazioni tra lavoratori dipendenti e pensionati che attendono il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione.</p>
<p>Vediamo cosa prevede la normativa, quando può scattare il blocco e soprattutto quali sono le soluzioni per sbloccare il credito fiscale.</p>
<p>La nuova disciplina nasce dalla riforma della riscossione prevista dal Decreto Legislativo n. 110/2024, che rafforza i controlli tra crediti fiscali e debiti iscritti a ruolo.</p>
<p>In pratica, l’Agenzia delle Entrate può verificare se il contribuente che deve ricevere un rimborso fiscale ha cartelle esattoriali scadute e non pagate affidate all’Agenzia Entrate-Riscossione.</p>
<p>Il meccanismo interessa soprattutto i rimborsi superiori a 500 euro e i contribuenti con debiti fiscali superiori a 1.500 euro.</p>
<p>Se risultano cartelle esattoriali non saldate, il rimborso può essere sospeso temporaneamente e utilizzato per compensare, totalmente o parzialmente, i debiti fiscali presenti.</p>
<p>La procedura segue diversi passaggi:</p>
<ol>
<li>Il contribuente presenta il modello 730 con un credito IRPEF;</li>
<li>L’Agenzia delle Entrate elabora il rimborso;</li>
<li>Viene effettuata una verifica sulla presenza di cartelle esattoriali scadute;</li>
<li>In caso di debiti fiscali aperti, il rimborso può essere sospeso;</li>
<li>L’importo viene eventualmente compensato con le somme dovute al Fisco.</li>
</ol>
<p>L’obiettivo della norma è ridurre i casi in cui il contribuente riceve un rimborso pur avendo debiti fiscali già iscritti a ruolo.</p>
<p>Il rischio riguarda principalmente:</p>
<ul>
<li>contribuenti con cartelle esattoriali non pagate;</li>
<li>soggetti decaduti da precedenti rateizzazioni;</li>
<li>persone con avvisi esecutivi o debiti fiscali già affidati alla riscossione;</li>
<li>contribuenti con più posizioni debitorie aperte.</li>
</ul>
<p>Non tutti i rimborsi vengono automaticamente bloccati: molto dipende dall’importo del credito fiscale e dalla situazione debitoria complessiva.</p>
<p>Esistono diverse soluzioni per regolarizzare la propria posizione e ottenere lo sblocco del credito fiscale.</p>
<p>1. Pagare le cartelle esattoriali</p>
<p>La soluzione più immediata è il pagamento integrale delle somme dovute. Una volta regolarizzata la posizione, il rimborso può essere riattivato.</p>
<p>2. Chiedere una rateizzazione</p>
<p>Chi non riesce a pagare subito l’intero importo può richiedere una dilazione all’Agenzia Entrate-Riscossione.</p>
<p>La rateizzazione permette spesso di sospendere le procedure di recupero e mantenere una posizione regolare, purché le rate vengano pagate correttamente.</p>
<p>3. Verificare eventuali errori o prescrizioni</p>
<p>In alcuni casi le cartelle possono contenere errori oppure risultare prescritte. È quindi importante controllare attentamente:</p>
<ul>
<li>date di notifica;</li>
<li>importi richiesti;</li>
<li>eventuali sanzioni duplicate;</li>
<li>prescrizione dei tributi.</li>
</ul>
<p>Se emergono anomalie, il contribuente può presentare ricorso o richiedere l’annullamento della cartella.</p>
<p>4. Controllare la propria situazione fiscale online</p>
<p>Un passaggio fondamentale è verificare la propria posizione sul portale dell’Agenzia Entrate-Riscossione o tramite il cassetto fiscale.</p>
<p>In questo modo è possibile controllare:</p>
<ul>
<li>cartelle aperte;</li>
<li>rate scadute;</li>
<li>importi ancora dovuti;</li>
<li>eventuali compensazioni già avviate.</li>
</ul>
<p>Quando scattano controlli fiscali o compensazioni, i tempi di accredito del rimborso 730 possono allungarsi sensibilmente.</p>
<p>In alcuni casi il pagamento può slittare di diversi mesi rispetto alle normali tempistiche previste per lavoratori dipendenti e pensionati.</p>
<p>Per questo motivo è consigliabile verificare con anticipo eventuali pendenze fiscali prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>In conclusione il blocco dei rimborsi 730 rappresenta una delle principali novità della riforma fiscale 2025 e punta a rafforzare il recupero dei debiti tributari.</p>
<p>Per i contribuenti è fondamentale monitorare la propria situazione fiscale, evitare la decadenza dalle rateizzazioni e intervenire tempestivamente in presenza di cartelle esattoriali non pagate.</p>
<p>Agire in anticipo può evitare il congelamento del rimborso e permettere di ricevere regolarmente il credito IRPEF spettante.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IMU 2026: tutte le regole aggiornate, le scadenze e le agevolazioni da conoscere</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[IMU]]></category>
		<category><![CDATA[imu 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[L’IMU 2026 conferma gran parte delle regole già viste negli ultimi anni, ma introduce anche alcune novità importanti sulle aliquote comunali e sulle agevolazioni applicabili a determinate categorie di immobili.          Per proprietari di seconde case, immobili locati, negozi e terreni edificabili, è fondamentale conoscere scadenze, esenzioni e modalità di calcolo per]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p data-start="84" data-end="472">L’IMU 2026 conferma gran parte delle regole già viste negli ultimi anni, ma introduce anche alcune novità importanti sulle aliquote comunali e sulle agevolazioni applicabili a determinate categorie di immobili.          Per proprietari di seconde case, immobili locati, negozi e terreni edificabili, è fondamentale conoscere scadenze, esenzioni e modalità di calcolo per evitare errori e sanzioni.</p>
<p data-start="474" data-end="554">In questa guida aggiornata vediamo tutto quello che c’è da sapere sull’IMU 2026.</p>
<p data-start="591" data-end="621">Le scadenze restano invariate:</p>
<ul data-start="623" data-end="715">
<li data-section-id="195n4no" data-start="623" data-end="669"><strong data-start="625" data-end="643">16 giugno 2026</strong> → pagamento dell’acconto;</li>
<li data-section-id="50ahg4" data-start="670" data-end="715"><strong data-start="672" data-end="692">16 dicembre 2026</strong> → pagamento del saldo.</li>
</ul>
<p data-start="717" data-end="750">L’acconto si calcola utilizzando:</p>
<ul data-start="751" data-end="861">
<li data-section-id="h2dkrp" data-start="751" data-end="799">le aliquote pubblicate dal Comune per il 2026;</li>
<li data-section-id="1lkf76k" data-start="800" data-end="861">oppure, in assenza di nuove delibere, le aliquote del 2025.</li>
</ul>
<p data-start="894" data-end="944">L’IMU continua a essere dovuta principalmente per:</p>
<ul data-start="946" data-end="1084">
<li data-section-id="12bh7v6" data-start="946" data-end="961">seconde case;</li>
<li data-section-id="1s0lgzn" data-start="962" data-end="989">immobili dati in affitto;</li>
<li data-section-id="1qux4k0" data-start="990" data-end="1008">negozi e uffici;</li>
<li data-section-id="l7e4na" data-start="1009" data-end="1033">capannoni industriali;</li>
<li data-section-id="1bv3odn" data-start="1034" data-end="1053">aree edificabili;</li>
<li data-section-id="1121pxq" data-start="1054" data-end="1084">terreni agricoli non esenti.</li>
</ul>
<p data-start="1086" data-end="1180">Restano esclusi dal pagamento, salvo eccezioni, gli immobili adibiti ad abitazione principale.</p>
<p data-start="1235" data-end="1321">L’abitazione principale non paga IMU se appartiene alle categorie catastali ordinarie:</p>
<ul data-start="1323" data-end="1358">
<li data-section-id="1o4edw" data-start="1323" data-end="1328">A/2</li>
<li data-section-id="1o4edx" data-start="1329" data-end="1334">A/3</li>
<li data-section-id="1o4edu" data-start="1335" data-end="1340">A/4</li>
<li data-section-id="1o4edv" data-start="1341" data-end="1346">A/5</li>
<li data-section-id="1o4eds" data-start="1347" data-end="1352">A/6</li>
<li data-section-id="1o4edt" data-start="1353" data-end="1358">A/7</li>
</ul>
<p data-start="1360" data-end="1417">L’esenzione non si applica invece agli immobili di lusso:</p>
<ul data-start="1419" data-end="1436">
<li data-section-id="1o4edz" data-start="1419" data-end="1424">A/1</li>
<li data-section-id="1o4ee6" data-start="1425" data-end="1430">A/8</li>
<li data-section-id="1o4ee7" data-start="1431" data-end="1436">A/9</li>
</ul>
<p data-start="1438" data-end="1545">In questi casi l’IMU resta dovuta anche se l’immobile rappresenta la residenza principale del proprietario.</p>
<p data-start="1638" data-end="1777">È prevista una riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili concessi in comodato gratuito a figli o genitori, a condizione che:</p>
<ul data-start="1779" data-end="1964">
<li data-section-id="v4deep" data-start="1779" data-end="1809">il contratto sia registrato;</li>
<li data-section-id="ke6hcn" data-start="1810" data-end="1902">il comodante possieda un solo immobile abitativo oltre alla propria abitazione principale;</li>
<li data-section-id="1q2x5l8" data-start="1903" data-end="1964">il familiare utilizzi l’immobile come residenza principale.</li>
</ul>
<p data-start="2019" data-end="2123">Per gli immobili locati con contratto a canone concordato è prevista una riduzione del 25% dell’imposta.</p>
<p data-start="2125" data-end="2183">In pratica il proprietario paga il 75% dell’IMU ordinaria.</p>
<p data-start="2228" data-end="2329">Gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili possono beneficiare di una riduzione del 50%, purché:</p>
<ul data-start="2331" data-end="2427">
<li data-section-id="1kezdsn" data-start="2331" data-end="2354">non siano utilizzati;</li>
<li data-section-id="ikh0kn" data-start="2355" data-end="2427">l’inagibilità sia certificata secondo le modalità previste dal Comune.</li>
</ul>
<p data-start="2484" data-end="2577">Anche nel 2026 è prevista l’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente, ma solo se:</p>
<ul data-start="2579" data-end="2707">
<li data-section-id="k6m66k" data-start="2579" data-end="2623">è stata presentata denuncia alle autorità;</li>
<li data-section-id="m5t8xq" data-start="2624" data-end="2664">è stata avviata un’azione giudiziaria;</li>
<li data-section-id="1rs0q7p" data-start="2665" data-end="2707">il Comune riceve apposita comunicazione.</li>
</ul>
<p data-start="2773" data-end="2891">Una delle principali novità riguarda il nuovo “Prospetto IMU” predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.</p>
<p data-start="2893" data-end="3047">Dal 2026 i Comuni devono utilizzare un modello standardizzato per definire le aliquote, con categorie più precise e nuove possibilità di differenziazione.</p>
<p data-start="3049" data-end="3121">Le amministrazioni comunali potranno introdurre aliquote specifiche per:</p>
<ul data-start="3123" data-end="3239">
<li data-section-id="knbgb2" data-start="3123" data-end="3141">immobili sfitti;</li>
<li data-section-id="1143cch" data-start="3142" data-end="3174">immobili concessi in comodato;</li>
<li data-section-id="o7xfxy" data-start="3175" data-end="3198">fabbricati inagibili;</li>
<li data-section-id="13qauc" data-start="3199" data-end="3239">particolari tipologie di seconde case.</li>
</ul>
<p data-start="3241" data-end="3339">Questo cambiamento punta a rendere più trasparente il sistema e a uniformare le delibere comunali.</p>
<p data-start="3372" data-end="3440">Il calcolo dell’IMU parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%.</p>
<p data-start="3442" data-end="3460">La formula base è:</p>
<p data-start="3462" data-end="3499"><span class="inline-block align-middle"><span class="katex"><span class="katex-mathml">IMU=(Rendita catastale×1,05×Moltiplicatore)×Aliquota\mathrm{IMU} = (\text{Rendita catastale} \times 1{,}05 \times \text{Moltiplicatore}) \times \text{Aliquota}</span><span class="katex-html"><span class="base"><span class="mord"><span class="mord mathrm">IMU</span></span><span class="mrel">=</span></span><span class="base"><span class="mopen">(</span><span class="mord text"><span class="mord">Rendita catastale</span></span><span class="mbin">×</span></span><span class="base"><span class="mord">1</span><span class="mord"><span class="mpunct">,</span></span><span class="mord">05</span><span class="mbin">×</span></span><span class="base"><span class="mord text"><span class="mord">Moltiplicatore</span></span><span class="mclose">)</span><span class="mbin">×</span></span><span class="base"><span class="mord text"><span class="mord">Aliquota</span></span></span></span></span></span></p>
<p data-start="3501" data-end="3558">Per le abitazioni il moltiplicatore più utilizzato è 160.</p>
<p data-start="3560" data-end="3662">Al risultato ottenuto vanno poi applicate eventuali riduzioni o agevolazioni previste dalla normativa.</p>
<p data-start="3717" data-end="3810">Negli ultimi anni molti Comuni hanno intensificato i controlli sulle agevolazioni prima casa.</p>
<p data-start="3812" data-end="3848">Le verifiche riguardano soprattutto:</p>
<ul data-start="3850" data-end="3965">
<li data-section-id="1qsvz2s" data-start="3850" data-end="3872">residenza effettiva;</li>
<li data-section-id="5zs3xt" data-start="3873" data-end="3897">consumi di luce e gas;</li>
<li data-section-id="1443er6" data-start="3898" data-end="3929">utilizzo reale dell’immobile;</li>
<li data-section-id="uqke93" data-start="3930" data-end="3965">situazioni di residenza fittizia.</li>
</ul>
<p data-start="3967" data-end="4016">In caso di irregolarità possono essere richiesti:</p>
<ul data-start="4017" data-end="4092">
<li data-section-id="ijymp6" data-start="4017" data-end="4052">pagamento dell’imposta arretrata;</li>
<li data-section-id="17zuxwb" data-start="4053" data-end="4065">interessi;</li>
<li data-section-id="gb3644" data-start="4066" data-end="4092">sanzioni amministrative.</li>
</ul>
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<p data-start="4115" data-end="4289">L’IMU 2026 conferma l’impianto degli anni precedenti ma introduce regole più strutturate per le aliquote comunali e mantiene numerose agevolazioni per famiglie e proprietari.</p>
<p data-start="4291" data-end="4326">Per evitare errori è consigliabile:</p>
<ul data-start="4327" data-end="4511">
<li data-section-id="1pimswr" data-start="4327" data-end="4378">verificare sempre la delibera del proprio Comune;</li>
<li data-section-id="lwih62" data-start="4379" data-end="4425">controllare eventuali riduzioni applicabili;</li>
<li data-section-id="1c9a4g3" data-start="4426" data-end="4511">conservare tutta la documentazione relativa a comodati, contratti o certificazioni.</li>
</ul>
<p data-start="4513" data-end="4646" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Una corretta pianificazione fiscale consente di ridurre il rischio di sanzioni e, in molti casi, anche l’importo dell’imposta dovuta.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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</div>
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</div>
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</div>
<p data-start="1086" data-end="1180">
<p data-start="474" data-end="554">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CPB 2026–2027: proroga al 31 ottobre e nuove soglie ISA, concordato più accessibile anche ai “meno meritevoli”</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/05/18/cpb-2026-2027-proroga-al-31-ottobre-e-nuove-soglie-isa-concordato-piu-accessibile-anche-ai-meno-meritevoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 05:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Concordato biennale CPB 2026-2027]]></category>

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		<description><![CDATA[CPB 2026–2027: proroga al 31 ottobre e nuove soglie ISA, cosa cambia per imprese e professionisti Importanti novità in arrivo per il Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026–2027. Il legislatore punta a rendere lo strumento più accessibile e maggiormente aderente alla realtà economica dei contribuenti, introducendo una proroga dei termini di adesione e nuove regole che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CPB 2026–2027: proroga al 31 ottobre e nuove soglie ISA, cosa cambia per imprese e professionisti</p>
<p>Importanti novità in arrivo per il Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026–2027. Il legislatore punta a rendere lo strumento più accessibile e maggiormente aderente alla realtà economica dei contribuenti, introducendo una proroga dei termini di adesione e nuove regole che riguardano i contribuenti con punteggi ISA più bassi.</p>
<p>Proroga della scadenza: adesione fino al 31 ottobre</p>
<p>Una delle modifiche più attese riguarda il termine per aderire al CPB, che slitta dal precedente calendario al 31 ottobre 2026, allineandosi così alla scadenza della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>La proroga rappresenta una scelta importante per professionisti, imprese e consulenti fiscali, che avranno più tempo per valutare la convenienza dell’adesione e simulare l’impatto del reddito concordato.</p>
<p>La vera novità del CPB 2026–2027 riguarda l’introduzione di limiti massimi di incremento del reddito proposto anche per i contribuenti con ISA medio-bassi, spesso definiti “meno meritevoli”.</p>
<p>In pratica, l’Agenzia delle Entrate non potrà formulare proposte eccessivamente distanti rispetto al reddito di riferimento, introducendo un sistema più equilibrato.</p>
<p>Le nuove soglie previste</p>
<table width="964.0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle">Punteggio ISA</td>
<td valign="middle">Incremento massimo del reddito concordato</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">ISA 10</td>
<td valign="middle">10%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">ISA da 9 a &lt;10</td>
<td valign="middle">15%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">ISA da 8 a &lt;9</td>
<td valign="middle">25%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">ISA da 6 a &lt;8</td>
<td valign="middle">30%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">ISA da 1 a &lt;6</td>
<td valign="middle">35%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L’obiettivo è rendere il CPB più sostenibile anche per quei contribuenti che, pur non avendo punteggi ISA elevati, intendono aderire a un sistema di maggiore certezza fiscale.</p>
<p>Software CPB disponibile entro il 15 maggio</p>
<p>Ulteriore novità riguarda il rilascio del software per l’elaborazione della proposta di concordato, previsto entro il 15 maggio, permettendo ai professionisti di effettuare simulazioni e valutazioni con maggiore anticipo.</p>
<p>Conviene aderire al CPB?</p>
<p>La risposta non è uguale per tutti. Il Concordato Preventivo Biennale può rappresentare una valida opportunità per chi desidera:</p>
<p>✔️ maggiore certezza fiscale per due anni;<br />
✔️ ridurre il rischio di accertamenti sul reddito concordato;<br />
✔️ pianificare con più precisione il carico tributario.</p>
<p>Tuttavia, prima dell’adesione è fondamentale effettuare un’analisi preventiva della convenienza, considerando andamento del business, marginalità attesa e sostenibilità del reddito proposto.</p>
<p>Conclusioni</p>
<p>Il CPB 2026–2027 si presenta con regole più flessibili e una finestra temporale più ampia. La proroga al 31 ottobre e le nuove soglie ISA rappresentano un tentativo di ampliare la platea dei contribuenti interessati, rendendo il concordato meno penalizzante anche per chi presenta indicatori fiscali non elevati.</p>
<p>Per maggiori informazioni e un’analisi personalizzata del tuo caso, puoi chiedere una consulenza ai professionisti di Studimpresa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Certificati Bianchi (TEE): l’incentivo nascosto per i panifici moderni”</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/05/14/certificati-bianchi-tee-lincentivo-nascosto-per-i-panifici-moderni/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/05/14/certificati-bianchi-tee-lincentivo-nascosto-per-i-panifici-moderni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 20:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Certificati bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Certificati TEE]]></category>
		<category><![CDATA[TEE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studimpresa.it/?p=1471</guid>
		<description><![CDATA[I TEE sono incentivi riconosciuti alle imprese che realizzano interventi in grado di generare un risparmio energetico misurabile e certificato. In pratica, se un’azienda riduce i consumi grazie all’acquisto di nuovi impianti più efficienti, può ottenere dei titoli con valore economico. Il sistema è gestito dal GSE, che valuta i progetti di efficientamento energetico e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I TEE sono incentivi riconosciuti alle imprese che realizzano interventi in grado di generare un risparmio energetico misurabile e certificato.<br />
In pratica, se un’azienda riduce i consumi grazie all’acquisto di nuovi impianti più efficienti, può ottenere dei titoli con valore economico.</p>
<p>Il sistema è gestito dal GSE, che valuta i progetti di efficientamento energetico e riconosce i titoli in base al risparmio ottenuto.</p>
<p>Quali macchinari per panifici possono generare TEE?</p>
<p>Nel comparto della panificazione, i Certificati Bianchi possono essere richiesti soprattutto quando si sostituiscono vecchi impianti energivori con soluzioni ad alta efficienza.</p>
<p>Tra gli investimenti più interessanti troviamo:</p>
<ul>
<li>Forni industriali ad alta efficienza energetica</li>
<li>Impastatrici di nuova generazione a basso consumo</li>
<li>Celle di lievitazione efficienti</li>
<li>Abbattitori e impianti frigoriferi evoluti</li>
<li>Sistemi di recupero del calore dei forni</li>
<li>Linee automatizzate per la produzione del pane</li>
</ul>
<p>L’obiettivo deve essere sempre uno:        consumare meno energia rispetto al passato.  Come si calcola il beneficio TEE?                            Il vantaggio non è automatico e non esiste una percentuale fissa. Il beneficio dipende dal risparmio energetico effettivo generato dal nuovo macchinario rispetto a quello sostituito.                In sostanza, si confrontano:</p>
<p>Consumi del vecchio impianto meno          Consumi del nuovo impianto<br />
= Risparmio energetico annuo</p>
<p>Più alto è il risparmio, maggiore potrà essere il numero di TEE riconosciuti.</p>
<p>Ogni titolo rappresenta una quantità certificata di energia risparmiata e può essere valorizzato economicamente sul mercato energetico.</p>
<p>Quanto può guadagnare un panificio?</p>
<p>L’importo varia caso per caso. Un piccolo laboratorio artigianale potrebbe ottenere un beneficio limitato, mentre un panificio industriale che sostituisce forni e linee complete ad alto assorbimento può ottenere incentivi decisamente più interessanti.</p>
<p>I fattori che incidono maggiormente sono:</p>
<ul>
<li>costo dell’investimento</li>
<li>ore di utilizzo giornaliero dei macchinari</li>
<li>riduzione dei consumi di gas o elettricità</li>
<li>tipologia e dimensione dell’impianto</li>
</ul>
<p>Conviene richiederli?</p>
<p>Per molte attività del settore alimentare la risposta può essere sì, soprattutto in presenza di investimenti importanti e consumi energetici elevati. Tuttavia, è fondamentale effettuare una valutazione tecnica preventiva, perché il riconoscimento dei TEE richiede dati energetici precisi e procedure specifiche.</p>
<p>In conclusione,  investire  in macchinari efficienti per la panificazione non significa solo migliorare la produzione e ridurre i costi in bolletta, ma può rappresentare anche un’opportunità economica grazie ai Certificati Bianchi.<br />
Per questo motivo, prima di acquistare nuovi impianti è utile verificare se l’investimento può accedere ai TEE e quale beneficio concreto si può ottenere.</p>
<p>Per maggiori informazioni affidati ai professionisti di Studimpresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“POS e scontrini, boom nei primi quattro mesi: +40%”</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[“L’effetto POS spinge gli scontrini: L’utilizzo dei pagamenti elettronici continua a crescere e, con esso, aumenta anche il numero degli scontrini emessi. Nei primi quattro mesi dell’anno si registra infatti un incremento del 40%, un dato che conferma quanto il POS stia cambiando le abitudini di consumatori ed esercenti. Sempre più clienti scelgono di pagare]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“L’effetto POS spinge gli scontrini:</p>
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<p data-start="74" data-end="359">L’utilizzo dei pagamenti elettronici continua a crescere e, con esso, aumenta anche il numero degli scontrini emessi. Nei primi quattro mesi dell’anno si registra infatti un incremento del 40%, un dato che conferma quanto il POS stia cambiando le abitudini di consumatori ed esercenti.</p>
<p data-start="361" data-end="700">Sempre più clienti scelgono di pagare con carta, smartphone o smartwatch. Una comodità che rende gli acquisti più rapidi e semplici, ma che produce anche un altro effetto: ogni transazione elettronica lascia una traccia immediata e viene spesso collegata direttamente al registratore telematico. In pratica, il POS “trascina” lo scontrino.</p>
<p data-start="702" data-end="968">Per molti commercianti il pagamento digitale rappresenta ormai una necessità. Non solo per rispettare gli obblighi normativi, ma anche per rispondere alle richieste dei clienti, che si aspettano la possibilità di pagare in modo elettronico anche per piccoli importi.</p>
<p data-start="970" data-end="1030">L’aumento degli scontrini emessi è legato a diversi fattori:</p>
<ul data-start="1031" data-end="1232">
<li data-section-id="16cp7cs" data-start="1031" data-end="1076">maggiore diffusione dei pagamenti cashless;</li>
<li data-section-id="n4k83q" data-start="1077" data-end="1126">integrazione tra POS e registratori telematici;</li>
<li data-section-id="8atxij" data-start="1127" data-end="1155">velocità delle operazioni;</li>
<li data-section-id="1q1x2gq" data-start="1156" data-end="1190">riduzione dell’uso del contante;</li>
<li data-section-id="1tb0p14" data-start="1191" data-end="1232">maggiore trasparenza delle transazioni.</li>
</ul>
<p data-start="1234" data-end="1467">Secondo gli osservatori del settore, il trend è destinato a continuare. I pagamenti digitali stanno diventando la normalità e contribuiscono a modernizzare il commercio, soprattutto nelle piccole attività e nei servizi di prossimità.</p>
<p data-start="1469" data-end="1693">Il dato del +40% nei primi quattro mesi rappresenta quindi non solo un successo tecnologico, ma anche un cambiamento culturale. Sempre meno contanti, sempre più pagamenti tracciabili e una gestione fiscale più automatizzata.</p>
<p data-start="1695" data-end="1830" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il POS, da semplice strumento di pagamento, si conferma così uno dei protagonisti della trasformazione digitale del commercio italiano.</p>
</div>
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		<title>ZES Unica 2025, bonus imprese: cosa fare entro il 15 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2026 20:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus aggiuntivo ZES 2025: come richiederlo entro il 15 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Zeus]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese del Mezzogiorno devono segnare in agenda una scadenza importante: entro il 15 maggio 2025 occorre presentare la comunicazione integrativa per poter beneficiare del bonus aggiuntivo ZES Unica 2025, l’agevolazione fiscale destinata agli investimenti produttivi effettuati nel Sud Italia. La misura rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che stanno investendo in beni strumentali e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese del Mezzogiorno devono segnare in agenda una scadenza importante: entro il 15 maggio 2025 occorre presentare la comunicazione integrativa per poter beneficiare del bonus aggiuntivo ZES Unica 2025, l’agevolazione fiscale destinata agli investimenti produttivi effettuati nel Sud Italia.</p>
<p>La misura rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che stanno investendo in beni strumentali e nello sviluppo delle proprie attività, consentendo di ottenere un credito d’imposta utile a ridurre il carico fiscale e sostenere la crescita aziendale.</p>
<p>Cos’è il bonus aggiuntivo ZES Unica 2025</p>
<p>La ZES Unica Mezzogiorno è uno strumento pensato per incentivare gli investimenti nelle regioni del Sud Italia. Il bonus aggiuntivo riguarda le imprese che hanno già aderito alla misura e che devono ora confermare o aggiornare gli investimenti effettuati tramite un’apposita comunicazione.</p>
<p>La presentazione della domanda è fondamentale per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare gli importi spettanti e procedere alla determinazione del credito d’imposta effettivamente riconosciuto.</p>
<p>Chi può beneficiarne</p>
<p>L’agevolazione interessa le imprese che:</p>
<ul>
<li>operano nelle regioni comprese nella ZES Unica del Mezzogiorno;</li>
<li>hanno effettuato investimenti in beni strumentali destinati alle strutture produttive;</li>
<li>hanno già presentato la precedente comunicazione prevista dalla normativa;</li>
<li>intendono confermare o integrare i dati degli investimenti effettuati.</li>
</ul>
<p>Il 15 maggio 2025, termine ultimo per l’invio della comunicazione integrativa. Rispettare la scadenza è essenziale per non rischiare di perdere l’accesso al beneficio fiscale.</p>
<p>Per questo motivo, è consigliabile verificare con attenzione la documentazione degli investimenti e la correttezza dei dati da trasmettere, così da evitare errori o omissioni che potrebbero rallentare il riconoscimento del bonus.</p>
<p>Un’opportunità per le imprese del Sud</p>
<p>In un contesto economico che richiede investimenti e innovazione, il bonus ZES rappresenta un sostegno importante per le imprese del Mezzogiorno, favorendo la crescita, la modernizzazione degli impianti e il rafforzamento della competitività aziendale.</p>
<p>Pianificare correttamente gli investimenti e rispettare le scadenze fiscali può fare la differenza nell’ottenere un vantaggio concreto per la propria impresa.</p>
<p>Per maggiori approfondimenti fiscali e assistenza professionale:<br />
<a href="https://www.studimpresa.it/?utm_source=chatgpt.com">Studimpresa</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Legge di Bilancio 2025: come cambia il sistema delle detrazioni fiscali</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/05/13/legge-di-bilancio-2025-come-cambia-il-sistema-delle-detrazioni-fiscali/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[detrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[nuove detrazioni fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), il legislatore ha introdotto un importante riordino delle detrazioni fiscali IRPEF, destinato ad avere un impatto significativo sui contribuenti con redditi medio-alti. La novità principale consiste nell’introduzione di un tetto massimo alle spese detraibili, determinato in funzione del reddito complessivo e della composizione del nucleo familiare,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="text-base my-auto mx-auto [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
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<p data-start="75" data-end="294">Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), il legislatore ha introdotto un importante riordino delle detrazioni fiscali IRPEF, destinato ad avere un impatto significativo sui contribuenti con redditi medio-alti.</p>
<p data-start="296" data-end="534">La novità principale consiste nell’introduzione di un tetto massimo alle spese detraibili, determinato in funzione del reddito complessivo e della composizione del nucleo familiare, in particolare del numero di figli fiscalmente a carico.</p>
<p data-start="572" data-end="804">Il nuovo limite alle detrazioni a partire dal periodo d’imposta 2025, i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro non potranno più beneficiare senza limiti delle detrazioni del 19%, ma dovranno rispettare un plafond massimo di spese agevolabili.</p>
<p data-start="806" data-end="839">Il meccanismo prevede due soglie:</p>
<ul data-start="841" data-end="993">
<li data-section-id="1r0zda5" data-start="841" data-end="922">14.000 euro di spese detraibili per redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro;</li>
<li data-section-id="46rx8q" data-start="923" data-end="993">8.000 euro di spese detraibili per redditi superiori a 100.000 euro.</li>
</ul>
<p data-start="995" data-end="1158">Tali importi rappresentano però soltanto la base di calcolo, poiché devono essere moltiplicati per un coefficiente familiare collegato al numero di figli a carico.</p>
<p data-start="1192" data-end="1335">La riforma attribuisce particolare rilevanza alla composizione familiare, riconoscendo una maggiore capacità di detrazione ai nuclei con figli.</p>
<p data-start="1337" data-end="1377">I coefficienti previsti sono i seguenti:</p>
<ul data-start="1379" data-end="1559">
<li data-section-id="1rumz3c" data-start="1379" data-end="1415">0,50 in assenza di figli a carico;</li>
<li data-section-id="b2d2x3" data-start="1416" data-end="1446">0,70 con un figlio a carico;</li>
<li data-section-id="a14qct" data-start="1447" data-end="1477">0,85 con due figli a carico;</li>
<li data-section-id="1qm1y75" data-start="1478" data-end="1559">1,00 con tre o più figli oppure in presenza di almeno un figlio con disabilità.</li>
</ul>
<p data-start="1561" data-end="1655">Ne deriva che il limite effettivo di spesa varia sensibilmente da contribuente a contribuente.</p>
<p data-start="1561" data-end="1655">Alcuni esempi:</p>
<p data-start="1684" data-end="1797">Un contribuente con reddito pari a 90.000 euro e due figli a carico potrà beneficiare di un tetto massimo pari a:</p>
<p data-start="1799" data-end="1827">14.000 × 0,85 = 11.900 euro.</p>
<p data-start="1829" data-end="1925">Diversamente, un contribuente con reddito di 120.000 euro e nessun figlio avrà un limite pari a:</p>
<p data-start="1927" data-end="1953">8.000 × 0,50 = 4.000 euro.</p>
<p data-start="1927" data-end="1953">Quali spese restano escluse dal tetto</p>
<p data-start="1997" data-end="2179">Il nuovo sistema non si applica indistintamente a tutte le detrazioni. La Legge di Bilancio ha infatti escluso alcune categorie di oneri considerate meritevoli di particolare tutela.</p>
<p data-start="2181" data-end="2206">Restano fuori dal limite:</p>
<ul data-start="2208" data-end="2448">
<li data-section-id="eesfys" data-start="2208" data-end="2229">le spese sanitarie;</li>
<li data-section-id="b1oya0" data-start="2230" data-end="2300">gli interessi passivi sui mutui stipulati entro il 31 dicembre 2024;</li>
<li data-section-id="97a7a0" data-start="2301" data-end="2343">alcune spese assicurative già agevolate;</li>
<li data-section-id="1fkhg7r" data-start="2344" data-end="2400">le spese edilizie sostenute entro il 31 dicembre 2024;</li>
<li data-section-id="14k9acp" data-start="2401" data-end="2448">gli investimenti in startup e PMI innovative.</li>
</ul>
<p data-start="2450" data-end="2599">L’obiettivo dichiarato è quello di evitare effetti penalizzanti su spese considerate essenziali o già maturate sulla base della normativa previgente.</p>
<p data-start="2450" data-end="2599">Come cambiano le detrazioni per i figli ?</p>
<p data-start="2646" data-end="2724">La riforma interviene inoltre sulla disciplina dei figli fiscalmente a carico.</p>
<p data-start="2726" data-end="2735">Dal 2025:</p>
<ul data-start="2736" data-end="2884">
<li data-section-id="sckgnk" data-start="2736" data-end="2815">le detrazioni spettano soltanto per i figli di età compresa tra 21 e 30 anni;</li>
<li data-section-id="1lq3yfd" data-start="2816" data-end="2884">per i figli con disabilità non è previsto alcun limite anagrafico.</li>
</ul>
<p data-start="2886" data-end="2991">La modifica si inserisce nel processo di coordinamento tra detrazioni fiscali e assegno unico universale.</p>
<p data-start="2886" data-end="2991">La nuova riforma punta alla progressività.</p>
<p data-start="3038" data-end="3269">Il nuovo impianto normativo mira a rafforzare la progressività del sistema fiscale, riducendo il beneficio delle detrazioni per i contribuenti con redditi più elevati e concentrando maggiormente il sostegno sulle famiglie numerose.</p>
<p data-start="3271" data-end="3520">Tuttavia, la riforma richiederà particolare attenzione in fase di pianificazione fiscale, soprattutto per i contribuenti che sostengono annualmente spese detraibili rilevanti, come istruzione, assicurazioni, erogazioni liberali o interventi edilizi.</p>
<p data-start="3522" data-end="3734" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per professionisti e consulenti fiscali sarà quindi fondamentale valutare preventivamente il nuovo plafond disponibile, così da ottimizzare la distribuzione delle spese e prevenire la perdita di benefici fiscali.</p>
</div>
</div>
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