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	<title>Studimpresa &#187; In Primo Piamo</title>
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	<description>il nuovo modo di fare consulenza</description>
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		<title>Deduzioni e detrazioni fiscali: differenze, calcolo e spese detraibili 730/2026</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 20:24:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[730]]></category>
		<category><![CDATA[730.2026]]></category>
		<category><![CDATA[Deduzioni e detrazioni sul reddito]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo della stagione della dichiarazione dei redditi 2026, la domanda che ogni contribuente si pone è sempre la stessa: &#8220;Come posso pagare meno tasse legalmente?&#8221;. La risposta risiede in due concetti fondamentali ma spesso confusi: le deduzioni e le detrazioni fiscali. In questo articolo vedremo le differenze chiave, le novità introdotte dalla recente riforma]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo della stagione della dichiarazione dei redditi 2026, la domanda che ogni contribuente si pone è sempre la stessa: &#8220;Come posso pagare meno tasse legalmente?&#8221;. La risposta risiede in due concetti fondamentali ma spesso confusi: le deduzioni e le detrazioni fiscali.</p>
<p>In questo articolo vedremo le differenze chiave, le novità introdotte dalla recente riforma fiscale e l&#8217;elenco delle spese che potrai scaricare nel Modello 730/2026.</p>
<p>1. La Differenza Fondamentale: Deduzione vs Detrazione</p>
<p>Anche se l&#8217;obiettivo finale è lo stesso (ridurre l&#8217;esborso verso l&#8217;Erario), il meccanismo tecnico è profondamente diverso.</p>
<p>Cos&#8217;è la Deduzione Fiscale?</p>
<p>La deduzione agisce prima del calcolo delle tasse. Viene sottratta direttamente dal tuo reddito complessivo.</p>
<p>• Effetto: Riduce la base imponibile (il valore su cui verranno applicate le aliquote IRPEF).</p>
<p>• Vantaggio: È proporzionale alla tua aliquota. Più alto è il tuo reddito, maggiore è il risparmio.</p>
<p>Cos&#8217;è la Detrazione Fiscale?</p>
<p>La detrazione agisce dopo che è stata calcolata l&#8217;imposta lorda. È, di fatto, uno &#8220;sconto&#8221; sulla cifra finale da pagare.</p>
<p>• Effetto: Si sottrae direttamente dall&#8217;imposta lorda per arrivare all&#8217;imposta netta.</p>
<p>• Vantaggio: Di solito è una percentuale fissa (es. il 19% o il 50%) della spesa sostenuta.</p>
<p>2. Le Nuove Aliquote IRPEF 2026</p>
<p>Per calcolare correttamente i benefici, dobbiamo tenere conto dei nuovi scaglioni IRPEF in vigore dal 01 gennaio 2026.</p>
<p>3. Spese Deducibili: Cosa abbassa il reddito</p>
<p>Le spese deducibili sono meno numerose ma spesso molto pesanti in termini di risparmio. Le principali includono:</p>
<p>• Contributi previdenziali e assistenziali: Versamenti per la pensione obbligatoria o volontaria (riscatto laurea).</p>
<p>• Previdenza complementare: Contributi ai fondi pensione (fino a un massimo di 5.164,57 €).</p>
<p>• Assegni di mantenimento: Somme versate all&#8217;ex coniuge (esclusa la quota per i figli).</p>
<p>• Erogazioni liberali: Donazioni a ONLUS, ONG e istituzioni religiose.</p>
<p>• Spese mediche e di assistenza per disabili: Interamente deducibili per i soggetti riconosciuti ai sensi della Legge 104.</p>
<p>4. Spese Detraibili: Lo sconto nel 730/2026</p>
<p>Le detrazioni al 19% sono le più comuni. Ecco le voci principali da non dimenticare:</p>
<p>Salute e Famiglia</p>
<p>• Spese Sanitarie: Detrazione del 19% per la quota eccedente la franchigia di 129,11 €. Include farmaci, visite specialistiche, esami e interventi.</p>
<p>• Spese Scolastiche e Universitarie: Detrazione per rette, mense e gite (fino a un tetto di 190 € di rimborso per figlio per la scuola dell&#8217;obbligo).</p>
<p>• Attività Sportive Figli: Per ragazzi dai 5 ai 18 anni (limite spesa 210 € a figlio).</p>
<p>Casa e Bonus Edilizi</p>
<p>• Interessi Passivi Mutuo: Detrazione del 19% sugli interessi per l&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione principale (max 4.000 €).</p>
<p>• Bonus Ristrutturazioni: Detrazione del 50% (o 36% a seconda dei casi legislativi correnti nel 2026) ripartita in 10 quote annuali.</p>
<p>• Ecobonus: Per il risparmio energetico e sostituzione caldaie/infissi.</p>
<p>5. Come calcolare il risparmio (Esempio Pratico)</p>
<p>Immagina di avere un reddito di 30.000 € e di aver sostenuto spese mediche per 1.000 €.</p>
<p>1. Senza Deduzioni: L&#8217;imposta viene calcolata sui 30.000 €.</p>
<p>2. Con Deduzione (es. 1.000 € fondo pensione): Il tuo nuovo imponibile è 29.000 €. Pagherai il 33% di tasse su 1.000 € in meno (risparmio netto: 330 €).</p>
<p>3. Con Detrazione (es. 1.000 € spese mediche): Calcoli prima l&#8217;imposta sui 30.000 €. Poi sottrai il 19% di (1.000 &#8211; 129,11 franchigia) = 165,47 € di sconto diretto dalle tasse.</p>
<p>Per non perdere i rimborsi nel 2026, ricorda di:</p>
<p>1. Tracciabilità: Tutte le spese (tranne farmaci e dispositivi medici acquistati in strutture pubbliche/convenzionate) devono essere pagate con mezzi tracciabili (carte, bonifici).</p>
<p>2. Conservare i documenti: Tieni scontrini parlanti e fatture per almeno 5 anni.</p>
<p>3. Controllare la Precompilata: L&#8217;Agenzia delle Entrate inserisce molti dati, ma spesso mancano le erogazioni liberali o alcune spese universitarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Credito ZES Unica: come ottenere fino al 14,6% in più sugli investimenti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 17:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Autotutela]]></category>
		<category><![CDATA[Zes]]></category>
		<category><![CDATA[ZES CONTRIBUTO AGGIUNTIVO]]></category>

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		<description><![CDATA[Credito d’imposta ZES Unica: al via il contributo aggiuntivo Il credito d’imposta ZES Unica si conferma uno degli strumenti più rilevanti per sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno. La recente introduzione del contributo aggiuntivo rappresenta una novità importante, che aumenta concretamente il beneficio per molte imprese che avevano già aderito alla misura. In questo articolo vediamo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Credito d’imposta ZES Unica: al via il contributo aggiuntivo</h1>
<p class="isSelectedEnd">Il <strong>credito d’imposta ZES Unica</strong> si conferma uno degli strumenti più rilevanti per sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno. La recente introduzione del <strong>contributo aggiuntivo</strong> rappresenta una novità importante, che aumenta concretamente il beneficio per molte imprese che avevano già aderito alla misura.</p>
<p>In questo articolo vediamo cosa cambia, come funziona l’agevolazione e perché questo aggiornamento può fare la differenza nelle strategie di investimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">La <strong>ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno)</strong> è un’area che comprende tutte le regioni del Sud Italia, istituita per favorire lo sviluppo economico attraverso incentivi fiscali e semplificazioni amministrative.</p>
<p>Tra questi, il principale è proprio il <strong>credito d’imposta per gli investimenti</strong>, rivolto alle imprese che acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive situate nel Sud.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’agevolazione consente di recuperare una parte significativa degli investimenti effettuati, con percentuali che variano in base alla dimensione aziendale:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>fino al 60% per le piccole imprese</strong></li>
<li><strong>fino al 50% per le medie imprese</strong></li>
<li><strong>fino al 40% per le grandi imprese</strong></li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Rientrano tra gli investimenti agevolabili:</p>
<ul data-spread="false">
<li>macchinari e impianti</li>
<li>attrezzature</li>
<li>immobili strumentali</li>
<li>terreni (entro determinati limiti)</li>
</ul>
<p>Il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, riducendo direttamente il carico fiscale dell’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vera novità riguarda l’introduzione di un <strong>contributo aggiuntivo pari al 14,6189%</strong>, riconosciuto alle imprese che avevano già presentato domanda per investimenti precedenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questa misura nasce da una situazione concreta: nel 2025 le richieste hanno superato le risorse disponibili, portando a una riduzione delle percentuali effettivamente riconosciute. Con nuovi stanziamenti, lo Stato ha deciso di integrare il beneficio.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> In pratica:</p>
<ul data-spread="false">
<li>non è necessario presentare una nuova domanda</li>
<li>il credito viene <strong>automaticamente incrementato</strong></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">l’importo è visibile nel cassetto fiscale</span></li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Un esempio pratico</span></h2>
<p class="isSelectedEnd">Immaginiamo una piccola impresa che ha effettuato un investimento di 200.000 euro.</p>
<ul data-spread="false">
<li>Credito base (60%): 120.000 euro</li>
<li>Contributo aggiuntivo (~14,6%): circa 17.500 euro</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd"><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Totale beneficio: <strong>circa 137.500 euro</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Un incremento significativo, che migliora la sostenibilità finanziaria dell’investimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il credito ZES Unica resta una delle misure più vantaggiose disponibili oggi per le imprese del Sud. I principali punti di forza sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>elevata intensità dell’aiuto</strong></li>
<li><strong>utilizzo immediato in compensazione</strong></li>
<li><strong>ampia tipologia di investimenti ammessi</strong></li>
<li><strong>nessun obbligo di restituzione</strong></li>
</ul>
<p>In conclusione, il  contributo aggiuntivo rafforza ulteriormente la misura, rendendola ancora più competitiva rispetto ad altri incentivi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nonostante i vantaggi, è importante considerare alcuni aspetti:</p>
<ul data-spread="false">
<li>le risorse sono limitate e possono portare a riduzioni proporzionali</li>
<li>è necessario rispettare tutti i requisiti tecnici e territoriali</li>
<li>i tempi e le modalità operative devono essere gestiti con attenzione</li>
</ul>
<p>Una pianificazione corretta è fondamentale per evitare problemi in fase di controllo.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’introduzione del contributo aggiuntivo nel credito d’imposta ZES Unica rappresenta un segnale positivo per il sistema produttivo del Mezzogiorno. Non solo aumenta il beneficio per chi ha già investito, ma rafforza anche la fiducia nello strumento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per le imprese che stanno valutando nuovi investimenti, il 2026 si conferma un anno strategico: sfruttare questa opportunità può significare ridurre drasticamente i costi e accelerare la crescita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Se stai pianificando un investimento e vuoi capire quanto puoi ottenere realmente, fare una simulazione personalizzata è il primo passo per prendere una decisione consapevole, contattaci info@studimpresa.it</p>
<div contenteditable="false">
<hr />
</div>
<div contenteditable="false">
<hr />
</div>
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		<title>Dichiarazione dei redditi 2026: dal 30 aprile disponibile il 730 precompilato</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/04/13/dichiarazione-dei-redditi-2026-dal-30-aprile-disponibile-il-730-precompilato/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/04/13/dichiarazione-dei-redditi-2026-dal-30-aprile-disponibile-il-730-precompilato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 08:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[730/2026]]></category>
		<category><![CDATA[precompilata 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[730 precompilato 2026: si parte il 30 aprile. Ecco cosa fare (e quando) Anche quest’anno torna uno degli appuntamenti fiscali più attesi: il 730 precompilato 2026. La data da segnare in calendario è il 30 aprile 2026, giorno in cui l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile la dichiarazione online. Ma attenzione: da quel momento non sarà]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>730 precompilato 2026: si parte il 30 aprile. Ecco cosa fare (e quando)</h1>
<p class="isSelectedEnd">Anche quest’anno torna uno degli appuntamenti fiscali più attesi: il <strong>730 precompilato 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La data da segnare in calendario è il <strong>30 aprile 2026</strong>, giorno in cui l’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> renderà disponibile la dichiarazione online.</p>
<p>Ma attenzione: da quel momento non sarà ancora possibile inviarla. Vediamo nel dettaglio tutte le scadenze e cosa fare per evitare errori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il calendario del 730 precompilato 2026 si articola in tre fasi principali:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>30 aprile 2026</strong> → accesso alla dichiarazione in modalità consultazione</li>
<li><strong>dal 20 maggio 2026</strong> → possibilità di modificare, accettare e inviare il modello</li>
<li><strong>30 settembre 2026</strong> → scadenza per l’invio</li>
</ul>
<p>In pratica, hai qualche settimana di tempo per controllare con calma tutti i dati prima di procedere.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal 30 aprile puoi accedere alla tua dichiarazione e verificare che tutte le informazioni siano corrette. Tra le principali voci da controllare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>redditi da lavoro dipendente (Certificazione Unica)</li>
<li>spese sanitarie</li>
<li>interessi sul mutuo</li>
<li>spese scolastiche e universitarie</li>
<li>eventuali bonus o detrazioni</li>
</ul>
<p>Anche se molti dati sono già inseriti automaticamente, è sempre importante fare un controllo accurato per evitare errori o omissioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Se tutti i dati sono corretti, puoi semplicemente <strong>accettare il 730 precompilato</strong> senza modifiche. In questo caso:</p>
<ul data-spread="false">
<li>i controlli fiscali sono ridotti</li>
<li>la procedura è più veloce</li>
</ul>
<p>Se invece mancano informazioni o ci sono errori, puoi modificare la dichiarazione prima dell’invio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno dei vantaggi del 730 è la velocità nei rimborsi. Se invii la dichiarazione:</p>
<ul data-spread="false">
<li>entro giugno → rimborso già in estate (in busta paga o pensione)</li>
<li>più tardi → tempi un po’ più lunghi</li>
</ul>
<p>Per questo motivo, conviene muoversi in anticipo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Accedi subito dal 30 aprile per verificare i dati</li>
<li>Prepara documenti e ricevute prima del 20 maggio</li>
<li>Invia il prima possibile per ricevere prima il rimborso</li>
<li>In caso di dubbi, rivolgiti a un CAF o a un professionista</li>
</ul>
<p>In conclusione il 730 precompilato 2026 è uno strumento sempre più semplice e completo, ma non va preso alla leggera.</p>
<p>Controllare bene i dati e rispettare le scadenze è fondamentale per evitare problemi e ottenere rapidamente eventuali rimborsi.</p>
<p>Segna quindi la data: <strong>30 aprile 2026</strong>. È il primo passo per sistemare la tua dichiarazione senza stress.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Stipendi in contanti? Attenzione: la Cassazione moltiplica le sanzioni</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/04/08/stipendi-in-contanti-attenzione-la-cassazione-moltiplica-le-sanzioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[contanti]]></category>
		<category><![CDATA[divieto stipendi in contanti]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi in contanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Stipendi pagati in contanti: sanzioni per ogni violazione secondo la Cassazione Il pagamento delle retribuzioni in contanti è un tema che continua a generare dubbi tra datori di lavoro e professionisti. La normativa italiana, ormai consolidata, impone l’utilizzo di strumenti tracciabili per il pagamento degli stipendi, con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare e garantire]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stipendi pagati in contanti: sanzioni per ogni violazione secondo la Cassazione</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Il pagamento delle retribuzioni in contanti è un tema che continua a generare dubbi tra datori di lavoro e professionisti. La normativa italiana, ormai consolidata, impone l’utilizzo di strumenti tracciabili per il pagamento degli stipendi, con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare e garantire maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro. A rafforzare questo impianto normativo è intervenuta anche la giurisprudenza, chiarendo aspetti fondamentali sul regime sanzionatorio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro non possono più corrispondere le retribuzioni in contanti, fatta eccezione per limitati casi (come i rapporti di lavoro domestico). Le somme dovute ai lavoratori devono essere erogate attraverso strumenti tracciabili, quali:</p>
<ul data-spread="false">
<li>bonifico bancario o postale;</li>
<li>assegno consegnato al lavoratore;</li>
<li>strumenti di pagamento elettronici.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">La finalità della norma è duplice: da un lato, tutelare il lavoratore; dall’altro, prevenire fenomeni di evasione contributiva e fiscale</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il modo in cui devono essere applicate le sanzioni in caso di violazione. Su questo punto, la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento importante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo l’orientamento della giurisprudenza, il pagamento dello stipendio in contanti non costituisce un’unica violazione “continuata”, ma dà luogo a <strong>illeciti distinti per ciascun pagamento effettuato</strong>. In altre parole, ogni mensilità corrisposta in contanti rappresenta una violazione autonoma.</p>
<p class="isSelectedEnd">La conseguenza pratica di questo principio è particolarmente rilevante per i datori di lavoro. La sanzione amministrativa prevista va da 1.000 a 5.000 euro, ma non viene applicata una sola volta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al contrario:</p>
<ul data-spread="false">
<li>ogni pagamento irregolare costituisce una violazione;</li>
<li>la sanzione può quindi essere moltiplicata per il numero di mensilità interessate.</li>
</ul>
<h3>Un esempio concreto</h3>
<p class="isSelectedEnd">Se un datore di lavoro paga lo stipendio in contanti per un intero anno (12 mensilità), potrà essere soggetto a:</p>
<ul data-spread="false">
<li>12 violazioni distinte;</li>
<li>una sanzione complessiva potenzialmente molto elevata.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Alla base di questa interpretazione c’è un principio giuridico chiaro: l’illecito è considerato <strong>istantaneo</strong>, e non permanente o continuato. Ciò significa che si realizza nel momento stesso in cui viene effettuato il pagamento non tracciabile, e si ripete ogni volta che la condotta viene reiterata.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la prova del pagamento. La firma del lavoratore sulla busta paga:</p>
<ul data-spread="false">
<li>non dimostra che il pagamento sia avvenuto con modalità regolari;</li>
<li>non esonera il datore di lavoro dalle responsabilità.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">La tracciabilità resta quindi un requisito essenziale e imprescindibile.</p>
<p class="isSelectedEnd">Infatti l’orientamento della Cassazione rafforza un messaggio già chiaro nella normativa: il pagamento degli stipendi deve essere tracciabile, senza eccezioni (salvo i casi espressamente previsti).</p>
<p class="isSelectedEnd">Per i datori di lavoro, il rischio non è solo quello di una sanzione, ma di una <strong>moltiplicazione delle sanzioni</strong>, con un impatto economico significativo. È quindi fondamentale adeguarsi alle regole, adottando strumenti di pagamento che garantiscano trasparenza e conformità alla legge.</p>
<p>In un contesto sempre più orientato alla tracciabilità e al controllo, la corretta gestione delle retribuzioni rappresenta non solo un obbligo normativo, ma anche una forma di tutela per tutte le parti coinvolte.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuova Sabatini 2026: fondi limitati e corsa alle domande</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/04/01/nuova-sabatini-2026-fondi-limitati-e-corsa-alle-domande/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[finanza agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Sabatini]]></category>

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		<description><![CDATA[La Nuova Sabatini si conferma anche per il 2026 uno degli strumenti più utilizzati dalle PMI italiane per finanziare investimenti in beni strumentali. Tuttavia, il nuovo anno si apre con una criticità importante: le risorse disponibili sono limitate e il meccanismo di accesso rischia di trasformarsi, di fatto, in una corsa contro il tempo. La]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Nuova Sabatini</strong> si conferma anche per il 2026 uno degli strumenti più utilizzati dalle PMI italiane per finanziare investimenti in beni strumentali.</p>
<p>Tuttavia, il nuovo anno si apre con una criticità importante: le risorse disponibili sono limitate e il meccanismo di accesso rischia di trasformarsi, di fatto, in una corsa contro il tempo.</p>
<p>La Legge di Bilancio ha stanziato <strong>200 milioni di euro per il 2026</strong>, una cifra sensibilmente più bassa rispetto al fabbisogno medio delle imprese.</p>
<p>Il rifinanziamento è comunque previsto anche per il 2027, con uno stanziamento più consistente, ma nel breve periodo la disponibilità ridotta rischia di generare forte pressione sulle domande.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Nuova Sabatini funziona con una procedura cosiddetta <strong>“a sportello”</strong>:</p>
<ul data-spread="false">
<li>le domande vengono esaminate in ordine cronologico</li>
<li>i fondi vengono assegnati fino a esaurimento</li>
</ul>
<p>Questo significa che <strong>non esistono graduatorie</strong>: le imprese che presentano prima la richiesta hanno maggiori probabilità di ottenere l’agevolazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Diversi fattori stanno contribuendo ad accelerare la presentazione delle richieste:</p>
<ul data-spread="false">
<li>la dotazione finanziaria ridotta per il 2026</li>
<li>l’elevata popolarità della misura</li>
<li>la possibilità di presentare le domande già da subito</li>
</ul>
<p>Il risultato è una dinamica prevedibile: molte imprese stanno anticipando i tempi per assicurarsi l’accesso ai contributi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La misura sostiene investimenti in:</p>
<ul data-spread="false">
<li>macchinari e impianti produttivi</li>
<li>attrezzature nuove</li>
<li>tecnologie digitali e soluzioni 4.0</li>
<li>software e sistemi aziendali</li>
</ul>
<p>L’agevolazione consiste in un contributo in conto interessi su finanziamenti bancari o leasing.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo contesto, la tempistica diventa un fattore decisivo. Le aziende interessate dovrebbero:</p>
<ul data-spread="false">
<li>pianificare in anticipo gli investimenti</li>
<li>predisporre la documentazione necessaria</li>
<li>coordinarsi con istituti di credito o intermediari finanziari</li>
</ul>
<p>Arrivare preparati può fare la differenza tra ottenere l’incentivo o restare esclusi.</p>
<p>Il 2027 prevede uno stanziamento più elevato, ma rimandare non è sempre la scelta migliore.</p>
<p>Posticipare un investimento può comportare costi opportunità, soprattutto in termini di competitività e innovazione.</p>
<p>In conclusione, la Nuova Sabatini 2026 resta un’opportunità concreta per le PMI, ma con risorse limitate e una procedura a sportello,</p>
<p>il fattore tempo è determinante. In uno scenario simile, la parola chiave è una sola: <strong>tempestività</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scadenze fiscali aprile 2026: calendario completo e guida pratica per imprese e professionisti</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/28/scadenze-fiscali-aprile-2026-calendario-completo-e-guida-pratica-per-imprese-e-professionisti/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/28/scadenze-fiscali-aprile-2026-calendario-completo-e-guida-pratica-per-imprese-e-professionisti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 08:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Scadenziario fiscale e lavoro aprile 2016]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studimpresa.it/?p=1343</guid>
		<description><![CDATA[Ecco lo scadenziario completo di tutte le principali imposte, tasse e IVA – aprile 2026 in Italia, organizzato in modo chiaro per date. 🔹  10 aprile 2026 • INPS colf e badanti → Versamento contributi del 1° trimestre 2026 🔹  16 aprile 2026 (giornata principale) Scadenza “classica” per i versamenti periodici: • IVA mensile →]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco lo scadenziario completo di tutte le principali imposte, tasse e IVA – aprile 2026 in Italia, organizzato in modo chiaro per date.</p>
<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f539.png" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>10 aprile 2026</p>
<p>• INPS colf e badanti</p>
<p>→ Versamento contributi del 1° trimestre 2026</p>
<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f539.png" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>16 aprile 2026 (giornata principale)</p>
<p>Scadenza “classica” per i versamenti periodici:</p>
<p>• IVA mensile</p>
<p>→ Versamento IVA relativa a marzo 2026</p>
<p>• Ritenute IRPEF</p>
<p>→ Lavoratori dipendenti, autonomi, collaboratori (modello F24)</p>
<p>• Addizionali IRPEF</p>
<p>→ Se trattenute in busta paga o compensi</p>
<p>• Contributi INPS</p>
<p>→ Dipendenti e gestione separata (se dovuti)</p>
<p>• Ritenute su provvigioni</p>
<p>→ Agenti e rappresentanti</p>
<p>• Ritenute su locazioni brevi</p>
<p>→ Intermediari immobiliari / piattaforme</p>
<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f539.png" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>25 aprile 2026</p>
<p>• Intrastat mensile (marzo 2026)</p>
<p>→ Elenchi riepilogativi operazioni UE</p>
<p>• 30 aprile 2026</p>
<p>Adempimenti dichiarativi e annuali:</p>
<p>• Dichiarazione IVA annuale 2025</p>
<p>→ Invio telematico</p>
<p>• Modello IVA TR (rimborso/ compensazione credito IVA)</p>
<p>→ 1º trimestre 2026</p>
<p>• Dichiarazione OSS (One Stop</p>
<p>Shop)</p>
<p>→ 1° trimestre 2026 (vendite B2C</p>
<p>UE)</p>
<p>• Imposta di bollo su libri e registri contabili digitali</p>
<p>→ Versamento imposta annuale</p>
<p>&#8230;</p>
<p>• Domande rottamazione cartelle (definizione agevolata)</p>
<p>→ Eventuale invio entro il termine previsto</p>
<p>Riepilogo rapido</p>
<p>10 aprile → INPS colf/badanti</p>
<p>16 aprile → IVA + ritenute +</p>
<p>contributi + F24 vari</p>
<p>25 aprile → Intrastat</p>
<p>• • 30 aprile → Dichiarazione IVA</p>
<p>+ IVA TR + OSS + bollo + altri adempimenti</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rottamazione-quinquies 2026: modello di domanda, novità su sovraindebitamento e come aderire</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/23/rottamazione-quinquies-2026-modello-di-domanda-novita-su-sovraindebitamento-e-come-aderire/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/23/rottamazione-quinquies-2026-modello-di-domanda-novita-su-sovraindebitamento-e-come-aderire/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 08:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[novità su sovraindebitamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rottamazione-quinquies 2026]]></category>
		<category><![CDATA[sovraindebitamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studimpresa.it/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[Rottamazione-quinquies 2026, modello di domanda, accesso per chi è in sovraindebitamento: sono queste le parole chiave più cercate del momento da contribuenti e professionisti. La nuova definizione agevolata dei debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe cambiare radicalmente le regole del gioco, soprattutto per chi è già in difficoltà economica. Ma è davvero possibile aderire anche]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p data-start="259" data-end="443"><strong data-start="259" data-end="290">Rottamazione-quinquies 2026</strong>, modello di domanda, accesso per chi è in <strong data-start="333" data-end="355">sovraindebitamento</strong>: sono queste le parole chiave più cercate del momento da contribuenti e professionisti.</p>
<p data-start="445" data-end="633">La nuova definizione agevolata dei debiti con l’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Agenzia delle Entrate-Riscossione</span></span> potrebbe cambiare radicalmente le regole del gioco, soprattutto per chi è già in difficoltà economica.</p>
<p data-start="635" data-end="759">Ma è davvero possibile aderire anche con una procedura di sovraindebitamento in corso? E quando uscirà il modello ufficiale?</p>
<p data-start="829" data-end="937">La <strong data-start="832" data-end="858">rottamazione-quinquies</strong> è la nuova pace fiscale allo studio del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</span></span>.</p>
<p data-start="939" data-end="968">Se confermata, permetterà di:</p>
<ul data-start="970" data-end="1139">
<li data-section-id="1q88ogy" data-start="970" data-end="1015">cancellare <strong data-start="983" data-end="1015">sanzioni e interessi di mora</strong></li>
<li data-section-id="nuf2vo" data-start="1016" data-end="1054">pagare solo il <strong data-start="1033" data-end="1054">debito principale</strong></li>
<li data-section-id="15pt3s1" data-start="1055" data-end="1101">bloccare pignoramenti e fermi amministrativi</li>
<li data-section-id="1xgdg2d" data-start="1102" data-end="1139">rateizzare il pagamento in più anni</li>
</ul>
<p>In pratica: una riduzione significativa del debito complessivo.</p>
<p data-start="1281" data-end="1390">La vera novità riguarda chi ha già attivato una procedura prevista dal <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Codice della crisi d&#8217;impresa e dell&#8217;insolvenza</span></span>.</p>
<p data-start="1392" data-end="1417">Secondo le anticipazioni:</p>
<p data-start="1419" data-end="1606">✔ anche i soggetti in sovraindebitamento potrebbero aderire<br data-start="1478" data-end="1481" /> ✔ i debiti fiscali inseriti nel piano potrebbero essere ricalcolati<br data-start="1548" data-end="1551" /> ✔ la rottamazione potrebbe integrarsi nella procedura</p>
<p data-start="1608" data-end="1643">Ma attenzione: non è automatico.</p>
<p data-start="1645" data-end="1673">Per aderire sarà necessario:</p>
<ul data-start="1675" data-end="1834">
<li data-section-id="ygif3g" data-start="1675" data-end="1739">passare dall’<strong data-start="1690" data-end="1737">OCC (Organismo di composizione della crisi)</strong></li>
<li data-section-id="h9k50e" data-start="1740" data-end="1784">verificare la compatibilità con il piano</li>
<li data-section-id="1ydk1io" data-start="1785" data-end="1834">ottenere eventuale autorizzazione del giudice</li>
</ul>
<p data-start="1960" data-end="2000">Ad oggi, <strong data-start="1972" data-end="1999">NON è ancora pubblicato</strong>.</p>
<p data-start="2002" data-end="2106">Il modulo ufficiale sarà reso disponibile sul sito dell’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Agenzia delle Entrate-Riscossione</span></span> solo dopo:</p>
<ul data-start="2108" data-end="2188">
<li data-section-id="5sodwm" data-start="2108" data-end="2148">approvazione definitiva della misura</li>
<li data-section-id="lnuoiy" data-start="2149" data-end="2188">pubblicazione dei decreti attuativi</li>
</ul>
<h3 data-section-id="39hjdd" data-start="2190" data-end="2237">🧾 Cosa conterrà il modello (anticipazioni)</h3>
<ul data-start="2239" data-end="2384">
<li data-section-id="17f4m5" data-start="2239" data-end="2264">dati del contribuente</li>
<li data-section-id="fwzh3a" data-start="2265" data-end="2290">elenco delle cartelle</li>
<li data-section-id="10yp6ao" data-start="2291" data-end="2336">scelta pagamento (unica soluzione o rate)</li>
<li data-section-id="1e6niqf" data-start="2337" data-end="2384">indicazione di eventuale sovraindebitamento</li>
</ul>
<p data-start="2449" data-end="2504">Chi è in sovraindebitamento deve fare molta attenzione.</p>
<p data-start="2506" data-end="2527">Gli errori più gravi:</p>
<ul data-start="2529" data-end="2629">
<li data-section-id="20n0fu" data-start="2529" data-end="2562">aderire senza informare l’OCC</li>
<li data-section-id="2dv0za" data-start="2563" data-end="2590">non aggiornare il piano</li>
<li data-section-id="1ijwyjd" data-start="2591" data-end="2629">sottovalutare l’impatto sulle rate</li>
</ul>
<p data-start="2631" data-end="2689">Rischio concreto: <strong data-start="2652" data-end="2688">compromettere l’intera procedura</strong>.</p>
<p data-start="2750" data-end="2795">La rottamazione-quinquies potrebbe diventare:</p>
<ul data-start="2797" data-end="2951">
<li data-section-id="laaioq" data-start="2797" data-end="2840">un’uscita strategica dai debiti fiscali</li>
<li data-section-id="u6g9q2" data-start="2841" data-end="2907">un modo per rendere sostenibile un piano di sovraindebitamento</li>
<li data-section-id="1izvaco" data-start="2908" data-end="2951">una leva per ripartire finanziariamente</li>
</ul>
<p data-start="2953" data-end="3003">Soprattutto per chi è già sotto pressione fiscale.</p>
<p data-start="2953" data-end="3003">In conclusione, al momento, la rottamazione-quinquies è una misura <strong data-start="3111" data-end="3151">molto attesa ma non ancora operativa</strong>.</p>
<p data-start="2953" data-end="3003"> Il consiglio è monitorare costantemente:</p>
<ul data-start="3199" data-end="3287">
<li data-section-id="eo27y8" data-start="3199" data-end="3242">l’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Agenzia delle Entrate-Riscossione</span></span></li>
<li data-section-id="13h75tc" data-start="3243" data-end="3287">il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</span></span></li>
</ul>
<p data-start="3289" data-end="3386">Non appena sarà pubblicato il modello di domanda, i tempi per aderire potrebbero essere limitati.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Resto al Sud 2.0: fino al 75% a fondo perduto per under 35</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/19/resto-al-sud-2-0-fino-al-75-a-fondo-perduto-per-under-35/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/19/resto-al-sud-2-0-fino-al-75-a-fondo-perduto-per-under-35/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 16:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[finanza agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[Resto al Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi si sta parlando molto di Resto al Sud 2.0, una nuova versione dell’incentivo pensata per sostenere i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno. Tra titoli accattivanti e promesse importanti, è facile confondersi. Ma cosa prevede davvero questa misura? E soprattutto: è davvero così conveniente? Resto al Sud 2.0 è un incentivo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi si sta parlando molto di <strong>Resto al Sud 2.0</strong>, una nuova versione dell’incentivo pensata per sostenere i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno.</p>
<p>Tra titoli accattivanti e promesse importanti, è facile confondersi. Ma cosa prevede davvero questa misura? E soprattutto: è davvero così conveniente?</p>
<p class="isSelectedEnd">Resto al Sud 2.0 è un incentivo pubblico pensato per favorire la nascita di nuove imprese nel Sud Italia.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’obiettivo è semplice: aiutare i giovani a mettersi in proprio, riducendo al minimo il rischio economico iniziale.</p>
<p>Rispetto alla versione precedente, il programma è stato completamente rinnovato, con un focus ancora più forte sui contributi a fondo perduto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il punto che attira più attenzione è proprio questo: la possibilità di ottenere <strong>fino al 75% dell’investimento senza obbligo di restituzione</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel dettaglio:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">fino a <strong>120.000 euro</strong> → contributo fino al <strong>75% a fondo perduto</strong></p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">fino a <strong>200.000 euro</strong> → contributo fino al <strong>70% a fondo perduto</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">A questo si aggiunge un <strong>voucher iniziale</strong>, completamente a fondo perduto, che può arrivare fino a circa 40.000–50.000 euro per coprire le prime spese.</p>
<p>È importante chiarire però un aspetto fondamentale:<br />
una parte dell’investimento resta comunque a carico del beneficiario (circa 25–30%).</p>
<p class="isSelectedEnd">Il bando è rivolto a:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">giovani tra i <strong>18 e i 35 anni non compiuti</strong></p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">disoccupati, inattivi o con redditi bassi</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">persone che vogliono avviare un’attività nel Sud Italia</p>
</li>
</ul>
<p>Non è necessario essere già imprenditori: anzi, l’incentivo è pensato proprio per chi parte da zero.</p>
<p class="isSelectedEnd">Resto al Sud 2.0 copre un’ampia gamma di settori, tra cui:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">commercio e servizi</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">turismo e ristorazione</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">artigianato</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">attività professionali</p>
</li>
</ul>
<p>Sono invece esclusi alcuni ambiti specifici, come agricoltura, pesca e acquacoltura.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una delle differenze più importanti rispetto al passato è l’eliminazione della parte di finanziamento bancario.</p>
<p class="isSelectedEnd">Oggi il sostegno è basato principalmente su contributi a fondo perduto, senza la necessità di accendere un prestito.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questo rende la misura molto più accessibile, soprattutto per chi non ha garanzie o capitali iniziali.</p>
<p class="isSelectedEnd">La richiesta si presenta online e segue una logica “a sportello”:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">non ci sono vere e proprie scadenze</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">le domande vengono valutate in ordine di arrivo</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">i fondi sono limitati</p>
</li>
</ul>
<p>Per questo motivo, preparare un buon progetto e muoversi rapidamente può fare la differenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Resto al Sud 2.0 è, ad oggi, una delle opportunità più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nel Sud Italia.</p>
<p class="isSelectedEnd">I vantaggi principali sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">riduzione drastica del capitale iniziale necessario</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">alto contributo a fondo perduto</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">accesso facilitato per i giovani</p>
</li>
</ul>
<p>Detto questo, non è “denaro facile”: serve un’idea concreta, un business plan solido e la capacità di portare avanti un’attività nel tempo.</p>
<p>In conclusione, Resto al Sud 2.0 è, ad oggi, una delle opportunità più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nel Sud Italia.</p>
<p class="isSelectedEnd">I vantaggi principali sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">riduzione drastica del capitale iniziale necessario</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">alto contributo a fondo perduto</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">accesso facilitato per i giovani</p>
</li>
</ul>
<p>Detto questo, non è “denaro facile”: serve un’idea concreta, un business plan solido e la capacità di portare avanti un’attività nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NASpI di marzo 2026: meno beneficiari, più regole. Cosa cambia davvero</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/19/naspi-di-marzo-2026-meno-beneficiari-piu-regole-cosa-cambia-davvero/</link>
		<comments>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/19/naspi-di-marzo-2026-meno-beneficiari-piu-regole-cosa-cambia-davvero/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[naspi 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2026 la NASpI cambia volto. A partire da marzo, infatti, si registra una stretta significativa sulla platea dei beneficiari, accompagnata da nuove regole che rendono l’accesso all’indennità di disoccupazione più selettivo. Ma cosa significa concretamente per lavoratori e disoccupati? Vediamolo insieme. Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda le dimissioni: chi lascia volontariamente il lavoro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Nel 2026 la NASpI cambia volto. A partire da marzo, infatti, si registra una <strong>stretta significativa sulla platea dei beneficiari</strong>, accompagnata da nuove regole che rendono l’accesso all’indennità di disoccupazione più selettivo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma cosa significa concretamente per lavoratori e disoccupati? Vediamolo insieme.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda le dimissioni:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">chi lascia volontariamente il lavoro rischia di perdere il diritto alla NASpI</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">anche comportamenti che portano indirettamente alla cessazione del rapporto possono essere penalizzati</p>
</li>
</ul>
<p>In altre parole, il sistema diventa meno tollerante verso chi interrompe il rapporto di lavoro senza una causa riconosciuta come valida.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un punto particolarmente delicato è quello delle cosiddette <strong>dimissioni implicite</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ad esempio, <strong>assenze ingiustificate e prolungate</strong> possono essere interpretate come una volontà di abbandonare il posto di lavoro. In questi casi, il lavoratore può perdere il diritto all’indennità, anche senza aver formalizzato le dimissioni.</p>
<p>Si tratta di una misura pensata per contrastare comportamenti opportunistici, ma che richiede maggiore attenzione da parte dei lavoratori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un’altra novità importante riguarda la modalità di erogazione:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">non sarà più possibile richiedere la NASpI in anticipo in un’unica soluzione</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">l’indennità verrà corrisposta esclusivamente in forma mensile</p>
</li>
</ul>
<p>Questa modifica penalizza soprattutto chi utilizzava l’anticipo per <strong>avviare un’attività autonoma o imprenditoriale</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Parallelamente alla stretta, aumentano anche gli obblighi per i beneficiari:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">partecipazione attiva ai programmi di reinserimento lavorativo</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">comunicazione tempestiva di eventuali redditi</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">disponibilità ad accettare offerte di lavoro congrue</p>
</li>
</ul>
<p>Il mancato rispetto di queste condizioni può comportare <strong>sanzioni, sospensioni o la perdita definitiva del beneficio</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nonostante le restrizioni, c’è anche una nota positiva:</p>
<p class="isSelectedEnd">nel 2026 il massimale della NASpI aumenta leggermente, arrivando a circa <strong>1.584,70 euro mensili</strong> per i nuovi beneficiari.</p>
<p>Un incremento che, tuttavia, riguarda una platea più ristretta.</p>
<p class="isSelectedEnd">La NASpI del 2026 segna un cambio di rotta:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd"><strong>più controlli</strong></p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd"><strong>regole più rigide</strong></p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd"><strong>meno beneficiari</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">A fronte di importi leggermente più elevati, il sistema diventa complessivamente più selettivo.</p>
<p>Per i lavoratori, questo significa una cosa sola: <strong>prestare maggiore attenzione alle modalità di cessazione del rapporto di lavoro e agli obblighi successivi</strong>, per non rischiare di perdere un sostegno economico fondamentale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CU 2026 non ricevuta: cosa fare se la Certificazione Unica non arriva</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 15:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[CU 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno milioni di lavoratori e pensionati in Italia attendono la Certificazione Unica (CU), il documento fiscale che riepiloga i redditi percepiti e le imposte versate nell’anno precedente. Tuttavia può capitare che, arrivato il periodo delle dichiarazioni dei redditi, la CU non sia stata ancora ricevuta. In questo articolo vediamo cosa fare se la CU]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno milioni di lavoratori e pensionati in Italia attendono la <strong>Certificazione Unica (CU)</strong>, il documento fiscale che riepiloga i redditi percepiti e le imposte versate nell’anno precedente. Tuttavia può capitare che, arrivato il periodo delle dichiarazioni dei redditi, la CU non sia stata ancora ricevuta. In questo articolo vediamo cosa fare se la <strong>CU 2026</strong> non è arrivata e come recuperarla rapidamente.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Certificazione Unica (CU) è il documento che il sostituto d’imposta — ad esempio il datore di lavoro o l’ente pensionistico — rilascia per certificare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">i redditi da lavoro dipendente o pensione</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">le ritenute fiscali applicate</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">eventuali detrazioni e bonus</p>
</li>
</ul>
<p>Questo documento è indispensabile per compilare la dichiarazione dei redditi, come il modello 730 o il modello Redditi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Generalmente i sostituti d’imposta devono consegnare la Certificazione Unica entro il <strong>16 marzo</strong> dell’anno successivo rispetto ai redditi dichiarati. Nel caso della <strong>CU 2026</strong>, il documento riguarda i redditi percepiti nel <strong>2025</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La CU può essere consegnata in diversi modi:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">in formato cartaceo</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">via email</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">tramite portale aziendale</p>
</li>
<li>tramite posta</li>
</ul>
<p>Se non hai ricevuto la Certificazione Unica, puoi seguire alcuni passaggi per recuperarla rapidamente.</p>
<p class="isSelectedEnd">La prima cosa da fare è contattare l’azienda o l’ente che ha erogato il reddito. In molti casi la CU è già stata emessa ma non è stata visualizzata perché:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">è stata inviata via email ed è finita nello spam</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">è disponibile nell’area riservata del portale aziendale</p>
</li>
<li>è stata spedita per posta ma non è ancora arrivata</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Se hai percepito pensione, NASpI o altre prestazioni previdenziali, la Certificazione Unica può essere scaricata direttamente dal sito dell’INPS accedendo con:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">SPID</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">Carta d’Identità Elettronica (CIE)</p>
</li>
<li>Carta Nazionale dei Servizi (CNS)</li>
</ul>
<p>In alternativa puoi rivolgerti ad un CAF o un professionista abilitato può recuperare la CU dal sistema dell’Agenzia delle Entrate quando si prepara la dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Questa è spesso la soluzione più rapida se si deve presentare il modello 730.</p>
<p>Spesso i dati della Certificazione Unica sono già presenti nella dichiarazione precompilata disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Anche se non hai ricevuto il documento fisicamente, potresti trovare i dati già caricati nel sistema.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il rilascio della Certificazione Unica è un obbligo per il sostituto d’imposta. Se il datore di lavoro non fornisce la CU:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">è consigliabile inviare una richiesta scritta (email o PEC)</p>
</li>
<li>in caso di mancata risposta, è possibile segnalare la situazione all’Agenzia delle Entrate</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">La Certificazione Unica è fondamentale perché permette di:</p>
<ul data-spread="false">
<li>
<p class="isSelectedEnd">verificare i redditi percepiti</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">controllare le imposte già pagate</p>
</li>
<li>
<p class="isSelectedEnd">compilare correttamente la dichiarazione dei redditi</p>
</li>
</ul>
<p>In assenza della CU potrebbe essere più difficile presentare il modello 730 o verificare eventuali rimborsi fiscali.</p>
<p class="isSelectedEnd">In conclusione non ricevere la <strong>CU 2026</strong> può creare preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi si tratta solo di un ritardo o di un problema di consegna. Contattare il sostituto d’imposta,</p>
<p class="isSelectedEnd">controllare i portali online o rivolgersi a un CAF permette quasi sempre di recuperare rapidamente il documento necessario per la dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Rimanere informati e agire tempestivamente è il modo migliore per evitare problemi fiscali e presentare correttamente la propria dichiarazione.</p>
]]></content:encoded>
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