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	<title>Studimpresa &#187; Senza categoria</title>
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	<description>il nuovo modo di fare consulenza</description>
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		<title>Ultimo giorno per la comunicazione POS: scadenza oggi 20 aprile 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 08:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 20 aprile 2026, segna una data fondamentale per imprese, commercianti e professionisti: è l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con la comunicazione dei POS prevista dalla normativa fiscale introdotta quest’anno. L’obbligo, stabilito dall’Agenzia delle Entrate, riguarda tutti gli esercenti che utilizzano strumenti di pagamento elettronico e punta a rafforzare la trasparenza tra incassi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 20 aprile 2026, segna una data fondamentale per imprese, commercianti e professionisti: è l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con la comunicazione dei POS prevista dalla normativa fiscale introdotta quest’anno.</p>
<p>L’obbligo, stabilito dall’Agenzia delle Entrate, riguarda tutti gli esercenti che utilizzano strumenti di pagamento elettronico e punta a rafforzare la trasparenza tra incassi digitali e corrispettivi fiscali.</p>
<p>Cosa bisogna fare entro oggi</p>
<p>Entro la fine della giornata, chi aveva un POS attivo al 1° gennaio 2026 deve:</p>
<ul>
<li>effettuare la comunicazione online</li>
<li>associare il POS al proprio registratore telematico</li>
<li>completare l’operazione sul portale “Fatture e Corrispettivi”</li>
</ul>
<p>Non si tratta di installare nuovi dispositivi, ma di registrare correttamente quelli già in uso.</p>
<p>Attenzione: non è “attivare il POS”</p>
<p>È importante chiarire un punto su cui c’è molta confusione:<br />
la scadenza di oggi non riguarda l’attivazione del POS, ma la sua comunicazione e associazione fiscale.</p>
<p>Chi utilizza già un terminale di pagamento deve semplicemente collegarlo, a livello amministrativo, al registratore di cassa.</p>
<p>Perché questa scadenza è così importante</p>
<p>Questa novità rappresenta un passo decisivo verso un sistema fiscale più digitale e integrato. L’obiettivo è permettere all’amministrazione di:</p>
<ul>
<li>incrociare automaticamente i dati dei pagamenti elettronici</li>
<li>verificare la coerenza con gli scontrini emessi</li>
<li>ridurre errori e possibili irregolarità</li>
</ul>
<p>Cosa succede se non ti adegui</p>
<p>Chi non rispetta la scadenza rischia:</p>
<ul>
<li>sanzioni amministrative</li>
<li>possibili controlli più frequenti</li>
<li>nei casi più gravi, anche la sospensione dell’attività</li>
</ul>
<p>Per questo è fondamentale verificare subito la propria posizione.</p>
<p>E dopo oggi?</p>
<p>Terminata questa prima scadenza, il sistema entrerà a regime:</p>
<ul>
<li>ogni nuovo POS dovrà essere comunicato entro tempi precisi</li>
<li>eventuali modifiche andranno aggiornate</li>
<li>l’obbligo diventerà parte della gestione ordinaria dell’attività</li>
</ul>
<p>In conclusione</p>
<p>Oggi non è l’ultimo giorno per attivare un POS, ma è l’ultimo giorno per mettersi in regola con la sua comunicazione.</p>
<p>Per i POS nuovi o modifiche:</p>
<ul>
<li>L’associazione va fatta:
<ul>
<li>dal 6° giorno del secondo mese successivo all’attivazione</li>
<li>entro fine mese <span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Esempio:</p>
<ul>
<li>POS attivato a marzo → registrazione tra 6 e 31 maggio</li>
</ul>
<p>Un passaggio semplice, ma fondamentale per evitare problemi e continuare a lavorare in tranquillità all’interno di un sistema fiscale sempre più digitale.</p>
<p>Se non l’hai ancora fatto, questo è il momento di intervenire.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Taglio accise carburanti 2026: cosa cambia davvero per famiglie e imprese</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/03/20/taglio-accise-carburanti-2026-cosa-cambia-davvero-per-famiglie-e-imprese/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 19:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Accise su carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel ribasso prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Taglio accise]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo è intervenuto nuovamente sul caro carburanti con un taglio temporaneo delle accise su benzina e diesel, una misura pensata per alleggerire i costi in un momento di forte instabilità dei prezzi energetici. Ma cosa cambia davvero per cittadini e aziende? Il provvedimento è operativo dal 19 marzo 2026, con effetto immediato sui prezzi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo è intervenuto nuovamente sul caro carburanti con un taglio temporaneo delle accise su benzina e diesel, una misura pensata per alleggerire i costi in un momento di forte instabilità dei prezzi energetici. Ma cosa cambia davvero per cittadini e aziende?</p>
<p>Il provvedimento è operativo dal 19 marzo 2026, con effetto immediato sui prezzi alla pompa.</p>
<p>Il taglio è di circa 25 centesimi al litro, traducendosi in un risparmio concreto:</p>
<ul>
<li><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f697.png" alt="🚗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Auto privata: fino a 10–15 euro in meno a pieno</li>
<li><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f69b.png" alt="🚛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Autotrasportatori: riduzione significativa dei costi operativi</li>
<li><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f3e2.png" alt="🏢" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Imprese: minori costi di trasporto e logistica</li>
</ul>
<p>Attenzione però: si tratta di un intervento a tempo, con una durata iniziale di circa 20 giorni. Questo significa che:</p>
<ul>
<li>potrebbe essere prorogato in caso di nuovi aumenti</li>
<li>oppure sostituito da bonus mirati per alcune categorie</li>
</ul>
<p>L’aumento dei carburanti è legato a diversi fattori:</p>
<ul>
<li>tensioni geopolitiche internazionali</li>
<li>oscillazioni del prezzo del petrolio</li>
<li>dinamiche speculative sui mercati energetici</li>
</ul>
<p>Il taglio delle accise rappresenta quindi una risposta immediata per contenere gli effetti sull’economia reale.</p>
<p>Il caro carburanti incide direttamente su:</p>
<ul>
<li>prezzi dei beni di consumo</li>
<li>servizi di trasporto</li>
<li>potere d’acquisto delle famiglie</li>
</ul>
<p>Una riduzione, anche temporanea, può quindi contribuire a frenare l’inflazione nel breve periodo.</p>
<p>Le prospettive restano incerte. Possibili scenari:</p>
<ul>
<li>proroga del taglio accise</li>
<li>nuovi incentivi o bonus carburante</li>
<li>interventi strutturali sulla fiscalità energetica</li>
</ul>
<p>In conclusione taglio delle accise rappresenta un aiuto concreto ma non risolutivo. È una misura tampone che offre respiro immediato, ma il vero nodo resta legato alla stabilità dei mercati energetici e alle politiche fiscali di lungo periodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bonus ISEE sotto i 25.000 euro: tutti gli aiuti e le agevolazioni da richiedere nel 2025</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 14:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus]]></category>
		<category><![CDATA[ISEE]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere un ISEE inferiore a 25.000 euro permette di accedere a numerosi bonus e agevolazioni statali pensati per sostenere famiglie, giovani, lavoratori e persone in difficoltà economica. Molti di questi aiuti sono automatici, altri richiedono una domanda specifica, ma tutti partono da un requisito fondamentale: l’ISEE aggiornato. Vediamo quali sono i principali bonus disponibili. Assegno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avere un ISEE inferiore a 25.000 euro permette di accedere a numerosi bonus e agevolazioni statali pensati per sostenere famiglie, giovani, lavoratori e persone in difficoltà economica. Molti di questi aiuti sono automatici, altri richiedono una domanda specifica, ma tutti partono da un requisito fondamentale: l’ISEE aggiornato.</p>
<p>Vediamo quali sono i principali bonus disponibili.</p>
<p><strong>Assegno Unico e Universale per i figli</strong></p>
<p>L’Assegno Unico è un contributo mensile destinato alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli disabili).</p>
<p>Con un ISEE sotto i 25.000 euro si ha diritto a importi più alti, che diminuiscono progressivamente al crescere dell’indicatore economico.</p>
<p>B<strong>onus Asilo Nido</strong></p>
<p>È uno dei bonus più importanti per le famiglie con bambini piccoli.</p>
<p>Con ISEE inferiore a 25.000 euro si può ottenere un rimborso fino a 3.000 euro l’anno per le spese dell’asilo nido pubblico o privato, oppure per l’assistenza domiciliare in caso di gravi patologie del bambino.</p>
<p><strong>Bonus bollette luce e gas</strong></p>
<p>Chi rientra nella soglia ISEE può beneficiare del bonus sociale sulle bollette, che garantisce uno sconto automatico su luce, gas e acqua.</p>
<p>Non serve presentare domanda: basta avere l’ISEE valido e l’agevolazione viene applicata direttamente in fattura.</p>
<p><strong>Bonus Psicologo</strong></p>
<p>Con un ISEE fino a 25.000 euro è possibile ottenere il contributo massimo, fino a 1.000 euro, per sostenere spese di psicoterapia.</p>
<p>Il bonus viene riconosciuto sotto forma di voucher utilizzabile presso professionisti aderenti.</p>
<p><strong>Bonus Elettrodomestici</strong></p>
<p>È previsto uno sconto per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica.</p>
<p>Per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro lo sconto può arrivare fino a 200 euro, applicato direttamente al momento dell’acquisto.</p>
<p><strong>Bonus nuove nascite</strong></p>
<p>Le famiglie che accolgono un figlio (nascita o adozione) possono ricevere un contributo una tantum di 1.000 euro.</p>
<p>Il bonus è accessibile anche con ISEE sotto i 25.000 euro e rappresenta un aiuto concreto nelle prime spese legate al bambino.</p>
<p><strong>Bonus cultura per i giovani</strong></p>
<p>I ragazzi che compiono 18 anni possono beneficiare di un contributo da utilizzare per libri, cinema, concerti, musei e attività culturali.</p>
<p>Il bonus è riservato a chi rientra in determinate soglie ISEE, tra cui quella dei 25.000 euro.</p>
<p>Agevolazioni per scuola e università</p>
<p>Un ISEE basso consente inoltre di ottenere:</p>
<ul>
<li>riduzione o esenzione dalle tasse scolastiche</li>
<li>borse di studio</li>
<li>agevolazioni su mense, trasporti e alloggi universitari</li>
</ul>
<p>Le soglie variano in base all’ente locale o all’università.</p>
<p>Senza un ISEE valido molti bonus non vengono riconosciuti, anche se si hanno tutti i requisiti. L’ISEE può essere richiesto:</p>
<ul>
<li>online sul sito INPS</li>
<li>tramite CAF</li>
<li>con l’aiuto di un professionista</li>
</ul>
<p>Aggiornarlo ogni anno significa non perdere opportunità economiche importanti.</p>
<p>Conclusione</p>
<p>Un ISEE inferiore a 25.000 euro apre la porta a numerosi aiuti concreti, pensati per sostenere famiglie e cittadini nelle spese quotidiane. Informarsi, aggiornare l’ISEE e presentare le domande nei tempi giusti può fare una grande differenza nel bilancio familiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Bonus, detrazioni e incentivi 2026: cosa resta e cosa cambia&#8221;</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/01/16/bonus-detrazioni-e-incentivi-2026-cosa-resta-e-cosa-cambia/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 22:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2026 porta conferme importanti ma anche alcune novità significative nel panorama delle agevolazioni fiscali e del lavoro in Italia. Famiglie, cittadini e imprese devono aggiornarsi sulle misure confermate, sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio e su quelle agevolazioni che, invece, non saranno più disponibili. Bonus Casa, Ristrutturazioni ed Ecobonus Per il 2026 rimangono]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2026 porta conferme importanti ma anche alcune novità significative nel panorama delle agevolazioni fiscali e del lavoro in Italia. Famiglie, cittadini e imprese devono aggiornarsi sulle misure confermate, sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio e su quelle agevolazioni che, invece, non saranno più disponibili.</p>
<p>Bonus Casa, Ristrutturazioni ed Ecobonus</p>
<p>Per il 2026 rimangono confermate diverse detrazioni legate all’abitazione:</p>
<ul>
<li>Bonus Ristrutturazione: detrazione del 50% per la prima casa (fino a 96.000 € di spesa) e del 36% per le altre unità immobiliari.</li>
<li>Ecobonus e Sismabonus: prorogati con le stesse aliquote del 2025, destinati a interventi di efficientamento energetico e adeguamento sismico.</li>
<li>Bonus Mobili: confermato al 50%, fino a 5.000 € di spesa per arredare immobili ristrutturati.</li>
</ul>
<p>Novità importanti: la detrazione resta su 10 quote annuali, ma alcune regole sullo sconto in fattura e cessione del credito sono state rese più restrittive.</p>
<p>Agevolazioni che non saranno rinnovate</p>
<p>Alcune misure storiche terminano definitivamente:</p>
<ul>
<li>Superbonus 110%: cessato dal 1° gennaio 2026, salvo casi particolari legati a zone terremotate.</li>
<li>Bonus Barriere Architettoniche (75%): non prorogato oltre il 31 dicembre 2025.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Agevolazioni per imprese e investimenti</p>
<p>Il 2026 conferma e introduce strumenti di supporto importanti per le aziende:</p>
<ul>
<li>Credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0, con aliquote tra il 50% e il 180% a seconda del tipo di investimento.</li>
<li>Incentivi per investimenti in agricoltura, pesca e acquacoltura, fino al 40% per spese su beni strumentali innovativi.</li>
<li>ZES e ZLS: proroga dei crediti d’imposta per investimenti localizzati in zone economiche speciali.</li>
<li>Nuova Sabatini e Contratti di Sviluppo: confermati e rifinanziati per sostenere investimenti strategici delle PMI.</li>
<li>Incentivi al turismo sostenibile: contributi a fondo perduto e agevolazioni fiscali per interventi di innovazione e digitalizzazione.</li>
</ul>
<p>Misure terminate o più restrittive: alcune semplificazioni per la cessione dei crediti legati ai bonus edilizi e altre agevolazioni temporanee 2024/25 non saranno più disponibili.</p>
<p>Novità fiscali per i cittadini</p>
<ul>
<li>Riduzione dell’IRPEF: modifiche agli scaglioni e riduzione dell’aliquota nel secondo scaglione, con benefici immediati in busta paga.</li>
<li>Esonero contributivo per nuove assunzioni: agevolazioni per le aziende che assumono a tempo indeterminato nel 2026, con contributi previdenziali parzialmente ridotti.</li>
<li>Previdenza complementare: dal 1° luglio 2026, adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti, con possibilità di opt-out.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Molte detrazioni richiedono la trasmissione telematica di documentazione all’Agenzia delle Entrate o al GSE.</li>
<li>L’ISEE resta un criterio chiave per alcune agevolazioni, come il Bonus Casa.</li>
<li>Le detrazioni fiscali vengono generalmente ripartite in 10 quote annuali, quindi il risparmio effettivo si distribuisce nel tempo.</li>
</ul>
<p>In conclusione</p>
<p>Il 2026 rappresenta un anno di transizione: alcune agevolazioni storiche scompaiono, mentre altre vengono prorogate o introdotte, con un chiaro focus su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Famiglie e imprese devono pianificare attentamente gli investimenti per massimizzare i benefici fiscali ancora disponibili e rispettare le nuove regole</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Busta paga più ricca nel 2026</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/01/09/busta-paga-piu-ricca-nel-2026/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 20:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Busta paga più ricca nel 2026taglio IRPEF e sconti fiscali A partire dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una serie di novità fiscali che impattano direttamente sul reddito da lavoro dipendente, con effetti concreti sul netto in busta paga.   La modifica più importante riguarda la riduzione dell’aliquota IRPEF sul]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Busta paga più ricca nel 2026taglio IRPEF e sconti fiscali</strong><br />
A partire dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una serie di novità fiscali che impattano direttamente sul reddito da lavoro dipendente, con effetti concreti sul netto in busta paga. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La modifica più importante riguarda la riduzione dell’aliquota IRPEF sul secondo scaglione di reddito.</p>
<ul>
<li>IRPEF al 35% per la parte di reddito tra 28.001 € e 50.000 € lordi. <span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Da gennaio 2026:</p>
<ul>
<li>l’aliquota scende dal 35% al 33% su quella stessa fascia di reddito.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>In pratica: chi guadagna tra 28.000 e 50.000 € annui pagherà meno tasse su quella parte di reddito, con un risparmio che si traduce in un aumento netto in busta paga, chi ha redditi inferiori ai 28.000 € non vede cambiamenti significativi in termini di aliquote, perché quella fascia resta già tassata al 23%.</p>
<p>Oltre al taglio dell’IRPEF, la manovra 2026 introduce altri sconti fiscali e benefit che migliorano il potere d’acquisto dei lavoratori</p>
<ul>
<li>La tassazione sui premi di risultato scende da 5% a 1% fino a un limite di 5.000 € lordi l’anno.<br />
<img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ciò significa che molte aziende possono distribuire premi di produttività con una tassazione molto bassa, aumentando il netto percepito dai dipendenti. <span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>• Il valore non tassabile dei buoni pasto elettronici aumenta da 8 € a 10 €, rendendo più conveniente l’uso dei ticket per i pasti. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Inoltre c è la detassazione sugli stipendi infatti</p>
<ul>
<li>Parti di stipendio legate a straordinari, lavoro notturno e festivo possono beneficiare di agevolazioni fiscali fino a certi importi, riducendo l’imposta IRPEF su queste componenti.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Alcuni bonus in busta paga riguardano anche categorie specifiche (es. bonus famiglie e bonus mamme), mentre sono confermati o ampliati strumenti già attivi negli anni precedenti.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Il risparmio fiscale derivante dal taglio dell’IRPEF si traduce in un aumento del netto mensile in busta paga, ma non in un “aumento automatico dello stipendio” da parte del datore di lavoro. È piuttosto una riduzione dell’imposta dovuta, che si riflette in un importo più alto in tasca al lavoratore:</p>
<p>La riforma fiscale 2026 punta a ridurre il peso dell’IRPEF sui redditi da lavoro dipendente e aumentare il netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio-bassi e medi. Accanto alla semplice riduzione dell’aliquota, sono previste agevolazioni su bonus di produttività, buoni pasto e componenti variabili, che complessivamente possono dare un contributo significativo a chi lavora. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Polizza Catastrofale …. nuove scadenze</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2025/03/31/polizza-catastrofale-nuove-scadenze/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 21:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Polizze catastrofali]]></category>

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		<description><![CDATA[La tanto attesa proroga per la stipula di una polizza catastrofale per le imprese italiane e’ finalmente arrivata . È sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2025, la pubblicazione del decreto attuativo del 30 gennaio 2025 n.181, che riporta le modalità di attuazione e operatività degli schemi assicurativi e dei rischi catastrofali. Infatti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La tanto attesa proroga per la stipula di una polizza catastrofale per le imprese italiane e’ finalmente arrivata .</p>
<p>È sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2025, la pubblicazione del <strong>decreto attuativo </strong>del 30 gennaio 2025 n.18<sup class="fn" data-fn="6f75ad9f-92c8-4b9d-ae34-1bff9fc69d1f"><a id="6f75ad9f-92c8-4b9d-ae34-1bff9fc69d1f-link" href="https://www.partitaiva.it/polizze-catastrofali-proroga/#6f75ad9f-92c8-4b9d-ae34-1bff9fc69d1f">1</a></sup>, che riporta le modalità di attuazione e operatività degli schemi assicurativi e dei rischi catastrofali.</p>
<p>Infatti è arrivata la proroga alle imprese</p>
<ol class="wp-block-list inbreve">
<li>L’obbligo per le imprese di stipulare una polizza catastrofale viene <strong>prorogato dal 31 marzo 2025 al 1 ottobre 2025, ma solo per le medie imprese.</strong> Per le piccole e micro attività vale la scadenza del 1 gennaio 2026.</li>
<li>Un obbligo molto vincolante che, in caso di inadempienza, pregiudica la possibilità di ottenere contributi, <strong>sovvenzioni o sostegni finanziari pubblici</strong>, non solo in caso di eventi catastrofali.                  C Un obbligo molto vincolante che, in caso di inadempienza, pregiudica la possibilità di ottenere contributi, <strong>sovvenzioni o sostegni finanziari pubblici</strong>, non solo in caso di eventi catastrofali.</li>
<li>Le <strong>compagnie assicurative sono obbligate </strong>ad aggiornare le proprie offerte alle nuove norme, pena sanzioni amministrative pecuniarie. Beneficiano però dei cosiddetti limiti di tolleranza.</li>
<li>La scadenza prevista inizialmente al 31 marzo 2025 è stata<strong> prorogata dal governo al 1 ottobre 2025</strong> per le imprese di media dimensione, ma va ricordato che per le piccole e micro imprese c’è tempo ancora fino al 1 gennaio 2026.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Superbonus ….Aumento rendite post lavori</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 22:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[superbonus]]></category>
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		<description><![CDATA[VARIAZIONI CATASTALI PER IMMOBILI  CHE HANNO ADERITO AL SUPERBONUS … Gli incrementi di valore possono comportare una rivisitazione delle rendite catastaku E questo può portare, a cascata, a pagare più imposte, a partire dall’Imu. Le variazioni catastali vanno comunicate al termine di tutte le ristrutturazioni. In base al Testo unico dell’edilizia, infatti, alla conclusione del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG_4564.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-862" src="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG_4564.jpeg" alt="IMG_4564" width="1200" height="580" /></a>VARIAZIONI CATASTALI PER IMMOBILI  CHE HANNO ADERITO AL SUPERBONUS …</p>
<p>Gli incrementi di valore possono comportare una rivisitazione delle rendite catastaku</p>
<p>E questo può portare, a cascata, a pagare più imposte, a partire dall’Imu.</p>
<p>Le variazioni catastali vanno comunicate al termine di tutte le ristrutturazioni. In base al Testo unico dell’edilizia, infatti, alla conclusione del cantiere il direttore dei lavori deve depositare in Comune, per chiudere la pratica edilizia, prova dell’avvenuta presentazione della variazione catastale (con la procedura telematica chiamata Docfa) o una sua dichiarazione che gli interventi non hanno comportato una modifica del classamento.<br />
Il termine per fare questa operazione è di 30 giorni dalla fine dei lavori.</p>
<p>Proprio perché questo adeguamento non viene sempre effettuato, già con la legge di Bilancio 2024 (quella dell’anno scorso) era stata introdotta una norma in base alla quale l’agenzia delle Entrate va a verificare, per gli immobili sui quali è stato ottenuto il superbonus, «se sia stata presentata» la dichiarazione di variazione catastale, «anche ai fini degli eventuali effetti sulla rendita dell’immobile presente in atti nel catasto dei fabbricati». Queste verifiche vengono fatte sulla base di liste selettive e possono portare all’invio di lettere di compliance ai contribuenti.<br />
Ma in quale circostanza vanno aggiornate le rendite ?</p>
<p class="atext">In linea di principio, molti lavori di superbonus oggi non comportano l’obbligo di effettuare la variazione della rendita. Questo obbligo, infatti, c’è solo quando venga aumentato il numero di vani o quando venga incrementata la volumetria. Se, però, anche in assenza di queste condizioni, viene incrementato il valore dell’immobile di almeno il 15%, si dà luogo all’aggiornamento della rendita.<br />
Quest’ultima condizione può verificarsi, ad esempio, quando siano stati effettuati lavori come la realizzazione del cappotto termico.</p>
<aside class="acor acor--mkt">
<div class="row row--dotted"> Queste variazioni possono comportare aumenti delle rendite catastali del 16-18% nel caso del passaggio di una classe e di oltre il 30% nel caso di un salto più ampio di due classi. Lo dice il simulatore che consente di vedere quello che succede nelle diverse città con un salto di classe. A Roma, ad esempio, un’abitazione popolare A4 della classe più bassa con 6 vani catastali in zona censuaria 2 con una rendita di livello base di 759 euro arriverebbe a 883 euro con passaggio di una classe (+16%) e a 1.038 euro con il passaggio di due classi (+36%). A Milano invece, un’abitazione popolare A4 di classe intermedia con 6 vani catastali in zona censuaria 2 passerebbe da una rendita di 604 euro a 712 euro con il passaggio di una classe (+18%) e a 836 euro con il passaggio di due classi.</div>
</aside>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ULTIMI 28 GIORNI PER POTER PRESENTARE LA DICHIARAZIONE TARDIVA</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 19:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione tardiva]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 febbraio 2023 sarà l’ultimo giorno utile per poter validamente presentare il modello Redditi PF tardivo. La dichiarazione dei redditi  tardivatè quella che viene presentata oltre il termine ordinario di scadenza, quindi il 30 novembre, ma entro i 90 giorni successivi alla scadenza. Per le dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2021, l’ordinario termine di presentazione del modello è spirato lo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>28 febbraio 2023</strong> sarà l’ultimo giorno utile per poter validamente presentare il modello Redditi PF tardivo. La dichiarazione dei redditi  tardiva<span style="color: #ffffff;">t</span>è quella che viene presentata oltre il termine ordinario di scadenza, quindi il 30 novembre, ma <strong>entro i 90 giorni</strong> successivi alla scadenza. Per le dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2021, l’ordinario termine di presentazione del modello è spirato lo scorso 30 novembre 2022. Questo significa che i 90 giorni successivi utili alla presentazione di una dichiarazione tardiva scadranno il prossimo 28 febbraio 2023.</p>
<p>Naturalmente, per il ritardo nella presentazione è prevista l’applicazione delle <strong>sanzioni amministrative</strong> per il ritardo (art. 2 co. 7 del DPR n. 322/98). Possiamo dire, quindi, che entro novanta giorni dalla scadenza la dichiarazione dei redditi presentata è ancora valida, oltre i novanta la dichiarazione si considera “<strong><em><a href="https://fiscomania.com/sanzioni-omessa-dichiarazione-dei-redditi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">omessa</a></em></strong>“.</p>
<p>Per presentare una <strong>dichiarazione dei redditi oltre il termine ordinario di presentazione</strong>, ma comunque, <strong>entro i 90 giorni</strong> successivi il contribuente è chiamato a:</p>
<ul>
<li><strong>Presentare telematicamente la dichiarazione dei redditi</strong>, attraverso il portale ed i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi precompilata, oppure attraverso la presentazione telematica avvalendosi di un intermediario (dottore commercialista, consulente del lavoro, etc);</li>
<li>Il <strong>versamento</strong>, con modello F24 della <strong>sanzione amministrativa pecuniaria</strong> prevista per la dichiarazione presentata tardivamente.</li>
</ul>
<p>Deve essere evidenziato che la presentazione della dichiarazione presentata tardivamente ed il versamento della sanzione devono essere effettuati <strong>contestualmente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>modello Redditi</strong> presentato <strong>entro i 90 giorni</strong> dalla scadenza ordinaria di presentazione è considerato come <strong>validamente presentato. </strong>Tuttavia, la normativa tributaria prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria in misura fissa. Tale sanzione è applicabile in misura variabile dai 250 euro ai 1.000 euro (<strong><a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/270670/Circolare+Ministeriale+23+25011999_Circolare+del+25_01_1999+n.+23+-+Min.+Finanze+-+Dip.+Entrate+Accertamento+e+Programmazione+Uff.+del+Dir.+Centrale.pdf/0c24f287-f6c6-b55f-333a-b9ae57e73a65" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">C.M. 25.1.99 n. 23</a></strong>, cap. I, § 1.2). In buona sostanza, si tratta della sanzione prevista dall’<strong>art. 1 del D.Lgs. n. 471/97</strong> in caso di <strong>omessa dichiarazione dei redditi</strong>, nel caso in cui <strong>non siano dovute imposte</strong>.</p>
<p>Accanto a questa sanzione si rende applicabile anche la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per l’<strong>omesso versamento delle imposte</strong>. Si tratta della sanzione amministrativa prevista nella misura del <strong>30%</strong> (o del 15%) prevista dall’<strong>art. 13 del D.Lgs. n. 471/97 </strong>(vedasi la Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate).</p>
<p>n pratica, quindi, il contribuente che presenta un <strong>modello Redditi tardivo </strong>è chiamato a versare due sanzioni:</p>
<ul>
<li>La <strong>sanzione amministrativa legata alla presentazione tardiva</strong>, di importo da 250 a 1.000 euro;</li>
<li>La <strong>sanzione amministrativa del 30%</strong> legata al ritardato versamento delle imposte.</li>
</ul>
<p>Deve essere evidenziato che entrambe le sanzioni sono riducibili con l’utilizzo dello strumento del ravvedimento operoso.</p>
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