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	<title>Studimpresa &#187; fisco</title>
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		<title>“La Legge di Bilancio 2026 riscrive la tassazione delle plusvalenze: novità e criticità operative”</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 22:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Legge di Bilancio 2026 introduce rilevanti modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze, con effetti significativi sia per le imprese sia per i contribuenti persone fisiche. L’intervento normativo si muove nella direzione di una anticipazione del carico fiscale, riducendo in modo sensibile gli strumenti di pianificazione basati sulla rateizzazione e rimodulando alcuni regimi agevolativi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 introduce rilevanti modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze, con effetti significativi sia per le imprese sia per i contribuenti persone fisiche. L’intervento normativo si muove nella direzione di una anticipazione del carico fiscale, riducendo in modo sensibile gli strumenti di pianificazione basati sulla rateizzazione e rimodulando alcuni regimi agevolativi.</p>
<p>Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’art. 86 del TUIR, relativo alle plusvalenze realizzate nell’esercizio d’impresa.</p>
<p>Fino al periodo d’imposta 2025, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali posseduti per almeno tre anni potevano, a scelta del contribuente, essere rateizzate fino a un massimo di cinque esercizi.</p>
<p>Dal 1° gennaio 2026:</p>
<ul>
<li>la regola generale diventa la tassazione integrale della plusvalenza nell’esercizio di realizzo;</li>
<li>la rateizzazione è ammessa solo in ipotesi specifiche e tassative, tra cui:
<ul>
<li>cessione di azienda o di ramo d’azienda (con requisiti di possesso rafforzati);</li>
<li>fattispecie particolari previste espressamente dalla norma.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Ne consegue che, per la maggior parte delle cessioni di beni strumentali (impianti, macchinari, attrezzature), non sarà più possibile diluire il reddito imponibile nel tempo.</p>
<p>L’eliminazione della rateizzazione comporta:</p>
<ul>
<li>un incremento dell’imponibile IRES/IRPEF nell’anno di realizzo;</li>
<li>possibili tensioni di liquidità per le imprese che effettuano dismissioni rilevanti.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle plusvalenze immobiliari, eliminando ogni forma di frazionamento temporale.</p>
<p>Dal 2026:</p>
<ul>
<li>la plusvalenza derivante dalla cessione di immobili imponibili ai fini IRPEF concorre interamente alla formazione del reddito dell’anno;</li>
<li>non è più consentita alcuna ripartizione pluriennale dell’imposta.</li>
</ul>
<p>Resta ferma, ove applicabile, l’opzione per l’imposta sostitutiva in sede di rogito, ma con effetti concentrati in un unico periodo d’imposta.</p>
<p>Dal 2026:</p>
<ul>
<li>le plusvalenze e gli altri proventi da cripto-attività sono assoggettati, in via generale, a imposta sostitutiva del 33%;</li>
<li>resta l’aliquota del 26% per specifiche tipologie di stablecoin in euro conformi alla normativa europea (MiCA).</li>
</ul>
<p>La scelta normativa determina una asimmetria fiscale rispetto agli strumenti finanziari tradizionali, che continuano a essere tassati al 26%.</p>
<p>La Legge di Bilancio 2026 introduce un ridimensionamento del regime di Participation Exemption (PEX).</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>l’esenzione parziale delle plusvalenze (tradizionalmente pari al 95%) viene limitata alle partecipazioni considerate “significative”, sulla base di criteri quantitativi e di valore;</li>
<li>le partecipazioni di minor rilievo potrebbero quindi perdere l’accesso al regime agevolato, con piena imponibilità della plusvalenza.</li>
</ul>
<p>La modifica incide in modo diretto sulle holding e sulle operazioni di riorganizzazione societaria.</p>
<p>In conclusione:</p>
<p>Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 delineano un quadro caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>anticipazione della tassazione delle plusvalenze;</li>
<li>riduzione degli strumenti di pianificazione fiscale basati sul differimento dell’imposta;</li>
<li>maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria delle operazioni straordinarie.</li>
</ul>
<p>In questo contesto, diventa fondamentale:</p>
<ul>
<li>valutare con attenzione il timing delle dismissioni;</li>
<li>simulare preventivamente l’impatto fiscale delle operazioni;</li>
<li>ripensare le strategie di investimento e riorganizzazione alla luce del nuovo quadro normativo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Investimenti 4.0, arriva la proroga: due mesi in più per non perdere il credito d’imposta</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:18:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[investimenti 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[proroga investimenti 4.0]]></category>
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		<description><![CDATA[DECRETO 28 GENNAIO 2026: PROROGA AL 31 MARZO PER LE COMUNICAZIONI DI COMPLETAMENTO DEGLI INVESTIMENTI 4.0 Con un colpo di scena normativo che interessa migliaia di imprese italiane impegnate nella trasformazione digitale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha disposto, con decreto direttoriale del 28 gennaio 2026, una proroga straordinaria dei]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DECRETO 28 GENNAIO 2026: PROROGA AL 31 MARZO PER LE COMUNICAZIONI DI COMPLETAMENTO DEGLI INVESTIMENTI 4.0</p>
<p>Con un colpo di scena normativo che interessa migliaia di imprese italiane impegnate nella trasformazione digitale, il <strong data-start="261" data-end="316">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong> ha disposto, con decreto direttoriale del <strong data-start="359" data-end="378">28 gennaio 2026</strong>, una proroga straordinaria dei termini per l’invio delle <strong data-start="436" data-end="524">comunicazioni di completamento degli investimenti nel quadro della <em data-start="505" data-end="522">Transizione 4.0</em></strong>.</p>
<p data-start="565" data-end="948">La misura – rivolta alle aziende che hanno concluso investimenti in <strong data-start="672" data-end="696">beni strumentali 4.0</strong> entro il <strong data-start="706" data-end="726">31 dicembre 2025</strong> – estende al <strong data-start="740" data-end="757">31 marzo 2026</strong> il termine per trasmettere al <strong data-start="788" data-end="828">Gestore dei Servizi Energetici (GSE)</strong> la comunicazione di completamento necessaria per usufruire del credito d’imposta.</p>
<p data-start="950" data-end="1366">Originariamente fissata al <strong data-start="977" data-end="996">31 gennaio 2026</strong>, questa scadenza è stata giudicata troppo ravvicinata per molte imprese alle prese con adempimenti burocratici, difficoltà tecniche sulle piattaforme telematiche e la complessità delle procedure. La proroga è stata pensata come un «cuscinetto» per evitare l’esclusione dal beneficio fiscale per semplice ritardo nella trasmissione.</p>
<p data-start="1368" data-end="1559">Il decreto aggiorna l’articolo 2, comma 4, del precedente decreto direttoriale del <strong data-start="1486" data-end="1504">15 maggio 2025</strong>, rimodulando i termini di invio delle comunicazioni:</p>
<ul data-start="1560" data-end="1871">
<li data-start="1560" data-end="1643">
<p data-start="1562" data-end="1643"><strong data-start="1562" data-end="1579">31 marzo 2026</strong> per gli investimenti terminati entro il <strong data-start="1620" data-end="1640">31 dicembre 2025</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1644" data-end="1871">
<p data-start="1646" data-end="1871"><strong data-start="1646" data-end="1664">31 luglio 2026</strong> per quelli ultimati entro il <strong data-start="1694" data-end="1712">30 giugno 2026</strong> (a condizione che l’ordine sia stato accettato e sia stato versato un acconto almeno del 20% entro il 31 dicembre 2025).</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1873" data-end="2339">Il credito d’imposta per investimenti 4.0 è uno dei principali strumenti dello Stato per sostenere <strong data-start="2020" data-end="2079">digitalizzazione, automazione e innovazione tecnologica</strong> delle imprese italiane. Ottenere la proroga significa non perdere risorse rilevanti, soprattutto per quelle realtà che hanno completato l’investimento ma non avevano ancora chiuso l’iter telematico nei termini originari.</p>
<p data-start="2341" data-end="2428">Per non vanificare questa opportunità, le aziende devono:</p>
<ul data-start="2429" data-end="2848">
<li data-start="2429" data-end="2509">
<p data-start="2431" data-end="2509">Verificare che gli investimenti siano effettivamente ultimati e documentati;</p>
</li>
<li data-start="2510" data-end="2640">
<p data-start="2512" data-end="2640">Predisporre e conservare tutta la documentazione di supporto (fatture, dichiarazioni, attestazioni di interconnessione, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="2641" data-end="2848">
<p data-start="2643" data-end="2848">Trasmettere la comunicazione entro il nuovo termine <strong data-start="2695" data-end="2712">31 marzo 2026</strong> tramite la piattaforma dedicata del GSE, utilizzando l’apposito modello previsto dalla normativa.</p>
</li>
</ul>
<p>L’adempimento resta perentorio: anche un investimento tecnicamente valido può <strong data-start="2964" data-end="3007">perdere il diritto al credito d’imposta</strong> se la comunicazione di completamento non viene inviata in tempo. Per ridurre il rischio di errori formali, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente una serie di <strong data-start="3177" data-end="3194">FAQ operative</strong> sull’utilizzo del codice tributo per la compensazione in F24, contribuendo a sbrogliare dubbi interpretativi di natura tecnica.</p>
<p>La proroga al <strong data-start="3400" data-end="3417">31 marzo 2026</strong> voluta dal decreto del 28 gennaio rappresenta un <strong data-start="3467" data-end="3503">sollievo per le imprese italiane</strong>, che guadagnano due mesi supplementari per completare e comunicare i loro investimenti 4.0 senza perdere il diritto alle agevolazioni fiscali previste dal piano <em data-start="3665" data-end="3682">Transizione 4.0</em>. Un segnale di adattamento delle istituzioni alle esigenze operative delle imprese, in un momento di forte spinta verso l’innovazione digitale e produttiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fisco 2026, cambia il conto per cittadini e imprese: meno Irpef, più incentivi e nuove tasse in arrivo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 20:19:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tagli alle imposte sul lavoro, nuove agevolazioni per le imprese e un riordino della tassazione sui piccoli pacchi provenienti dall’estero. Le notizie fiscali di oggi confermano l’impianto della Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore a inizio anno, e delineano i primi effetti concreti sulle tasche di cittadini e aziende. Al centro della manovra resta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tagli alle imposte sul lavoro, nuove agevolazioni per le imprese e un riordino della tassazione sui piccoli pacchi provenienti dall’estero. Le notizie fiscali di oggi confermano l’impianto della Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore a inizio anno, e delineano i primi effetti concreti sulle tasche di cittadini e aziende.</p>
<p>Al centro della manovra resta il taglio dell’Irpef, una delle misure più attese. La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% per i redditi medi produce un alleggerimento del carico fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati, con un impatto diretto sugli stipendi netti già nei primi mesi del 2026. A questo si affiancano agevolazioni su premi di produttività e incrementi contrattuali, confermando l’obiettivo del governo di sostenere il potere d’acquisto.</p>
<p>Sul fronte delle imprese, la manovra rafforza gli incentivi agli investimenti, puntando su innovazione e competitività. Tornano strumenti di iperammortamento per i beni strumentali e crediti d’imposta collegati ai programmi di transizione tecnologica ed energetica. Misure accolte con favore dalle associazioni di categoria, che vedono nella manovra un segnale di continuità a sostegno del tessuto produttivo, soprattutto per PMI e attività commerciali.</p>
<p>Tra i temi più discussi della giornata c’è anche la tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE. Dopo le criticità emerse con il contributo da 2 euro, il governo ha annunciato un adeguamento al futuro schema europeo, che prevede un prelievo armonizzato intorno ai 3 euro a partire da luglio 2026. L’obiettivo è evitare distorsioni nella logistica e ridurre il fenomeno del dirottamento delle merci verso altri hub europei.</p>
<p>Restano inoltre confermate alcune misure di gettito, come l’aumento delle accise su tabacchi e i contributi straordinari richiesti a specifici settori, tra cui banche e assicurazioni, chiamati a partecipare al finanziamento della manovra.</p>
<p>Nel complesso, le notizie fiscali di oggi restituiscono l’immagine di un sistema in fase di assestamento: da un lato il tentativo di alleggerire la pressione fiscale su lavoro e imprese, dall’altro la necessità di reperire risorse attraverso interventi mirati. Un equilibrio delicato, che continuerà a far discutere nei prossimi mesi, soprattutto alla prova dei primi dati su consumi e crescita.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CREDITO D’IMPOSTA  PUBBLICITA’ 2024</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 21:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Credito di imposta]]></category>
		<category><![CDATA[Credito di imposta pubblicità 2024]]></category>
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		<description><![CDATA[Credito d’imposta pubblicità 2024: invio dichiarazioni dal 9 gennaio Dal 9 gennaio è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva per confermare gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati nel 2024 ai fini del riconoscimento del credito d’imposta (articolo 57-bis del Dl n. 50/2017). L’invio va effettuato attraverso l’area riservata sul sito dell’Agenzia delle entrate entro lunedì 10 febbraio,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 class="node-title article__title">Credito d’imposta pubblicità 2024: invio dichiarazioni dal 9 gennaio</h4>
<p>Dal 9 gennaio è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva per confermare gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati nel 2024 ai fini del riconoscimento del credito d’imposta (articolo 57-bis del Dl n. 50/2017). L’invio va effettuato attraverso l’area riservata sul sito dell’Agenzia delle entrate entro lunedì 10 febbraio, come previsto dal provvedimento del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 20 dicembre 2024. Una volta effettuato l’accesso, l’apposito canale è disponibile nella sezione “Servizi per”, alla voce “Comunicare”.</p>
<p>L’agevolazione è destinata alle imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali e consiste in un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online.<br />
Dal 2023, per beneficiarne, è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente.<br />
L&#8217;agevolazione è concessa nel limite massimo dello stanziamento annualmente previsto e nei limiti dei regolamenti dell&#8217;Unione europea in materia di aiuti &#8220;de minimis&#8221;.</p>
<p>L’invio della dichiarazione sostitutiva conclude l’iter preliminare a carico dei richiedenti. Per beneficiare dell’agevolazione fiscale, infatti, i soggetti interessati devono preliminarmente presentare, dal 1° al 31 marzo dell’anno per il quale si chiede l’agevolazione, la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, con i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato.<br />
Successivamente, dal 9 gennaio al 9 febbraio dell’anno successivo, devono presentare la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, con cui attestano che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti previsti dalla norma. Quest’anno, quindi per gli investimenti sostenuti nel 2024, il termine per la dichiarazione sostitutiva è stato spostato al 10 febbraio 2025, dal momento che il 9 febbraio cade di domenica.</p>
<p>L’elenco dei beneficiari sarà pubblicato sul sito del Dipartimento per l&#8217;informazione e l&#8217;editoria.</p>
<p>Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione, presentando il modello di pagamento F24 attraverso i servizi telematici dell&#8217;Agenzia delle entrate e indicando il codice tributo “6900”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Fonte : Fisco &amp; Oggi</p>
<h6 style="text-align: right;"></h6>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuova autotutela tributaria. In una circolare le linee guida dell’Agenzia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 21:43:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pronte le indicazioni dell’Agenzia sulla nuova disciplina dell’autotutela, in seguito alle novità introdotte dal Decreto legislativo n.219/2023. Con la circolare n. 21/E &#8211; pdf le Entrate chiariscono il perimetro del nuovo istituto e le regole per la presentazione delle richieste da parte dei contribuenti. Autotutela obbligatoria – La nuova disciplina riforma l’istituto dell’autotutela tributaria, distinguendola]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_4803.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-885" src="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_4803.jpeg" alt="IMG_4803" width="800" height="533" /></a>Pronte le indicazioni dell’Agenzia sulla nuova disciplina dell’autotutela, in seguito alle novità introdotte dal Decreto legislativo n.219/2023. Con la circolare n. <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/6519685/Circolare_n_21_del_07_11_2024.pdf/74f4f2c1-2592-609e-09dc-f71370ed56ec">21/E &#8211; pdf</a> le Entrate chiariscono il perimetro del nuovo istituto e le regole per la presentazione delle richieste da parte dei contribuenti.</p>
<p><strong>Autotutela obbligatoria</strong> – La nuova disciplina riforma l’istituto dell’autotutela tributaria, distinguendola in obbligatoria e facoltativa. In particolare, con il nuovo articolo 10-<em>quater</em> dello Statuto dei diritti del contribuente viene disciplinato l’obbligo per l’Amministrazione finanziaria di annullare, in tutto o in parte, anche senza istanza del contribuente, gli atti di imposizione anche in pendenza di giudizio o in presenza di atti definitivi, laddove sussistano casi di manifesta illegittimità dell’atto e ricorra uno dei vizi tassativamente previsti dal primo comma della richiamata disposizione (errore di persona o di calcolo; errore sull’individuazione del tributo; errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione finanziaria; errore sul presupposto di imposta; mancata considerazione dei pagamenti di imposta regolarmente eseguiti; mancanza di documentazione successivamente sanata non oltre i termini ove previsti a pena di  decadenza). Tuttavia, l’obbligo di autotutela non sussiste in caso di sentenza passata in giudicato favorevole all’amministrazione finanziaria, nonché decorso un anno dalla definitività dell’atto viziato per mancata impugnazione.</p>
<p><strong>Autotutela facoltativa</strong> &#8211; Il nuovo articolo 10-<em>quinquies</em> dello Statuto del contribuente disciplina invece l’autotutela facoltativa stabilendo che l’Amministrazione finanziaria, qualora l’illegittimità dell’atto di imposizione non sia manifesta e, comunque, non sussista nessuno dei vizi tassativamente previsti dal primo comma dell’articolo 10<em>-quater</em>, può, comunque, annullare in tutto o in parte l’atto di imposizione, anche senza istanza di parte, laddove riconosca una illegittimità o una infondatezza dell’atto o dell’imposizione, anche in pendenza di giudizio o in caso di atti definitivi.</p>
<p><strong>Modalità di presentazione della richiesta di autotutela </strong>&#8211; La richiesta di autotutela va indirizzata all’Ufficio che ha emesso l’atto di cui si chiede l’annullamento. L’istanza deve rappresentare in modo esaustivo tutti gli elementi su cui si fonda la richiesta di autotutela e va corredata di tutta la documentazione. Per la presentazione ci si deve avvalere di strumenti atti a certificarne l’invio da parte del soggetto legittimato tramite, ad esempio, l&#8217;utilizzo dei servizi telematici, SPID, CIE o CNS, oppure via posta elettronica certificata o in alternativa consegnando l’istanza a mano con accesso fisico allo sportello.</p>
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		<title>L’ITALIA IL PAESE DEI CONDONI</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 21:18:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Italia e’ sempre più  il paese dei condoni,   infatti dopo la chiusura dei termini del condono Equitalia , il nostro governo sta pensando anche ad un condono fiscale , così da premiare gli evasori. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e Vice-Premier Matteo Salvini rilancia. Dopo la proposta di un condono edilizio volto a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia e’ sempre più  il paese dei condoni,   infatti dopo la chiusura dei termini del condono Equitalia , il nostro governo sta pensando anche ad un condono fiscale , così da premiare gli evasori.</p>
<p>Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e Vice-Premier Matteo Salvini rilancia. Dopo la proposta di un condono edilizio volto a sanare i piccoli abusi scaturiti da “variazioni non essenziali” si fa avanti con una nuova sanatoria: il condono fiscale. L’idea è quella di una nuova rottamazione per spingere i debitori del fisco a saldare una percentuale di quanto dovuto stralciando il resto del debito. Il riferimento sarebbe alle sole cartelle fino a 30 mila euro.</p>
<p>La strategia si fonderebbe quindi sul favorire l’adempimento spontaneo dei ‘piccoli’ evasori raggiungendo una sorta di compromesso col fisco.</p>
<p>Un modo, questo, per fare cassa, trovando risorse per la legge di bilancio anche attraverso questo éscamotage. Vediamo di seguito di conoscerne maggiori dettagli.</p>
<p>L’ipotesi su cui il leader leghista è tornato a fare pressioni consisterebbe in una pace fiscale circoscritta ai debiti fino a 30.000 euro. Questi ultimi, col condono fiscale, potrebbero essere eliminati in parte mediante il pagamento di una percentuale del debito al fisco (si sta pensando al 10%), senza aggiungervi sanzioni nè interessi. Un nuovo ‘saldo e stralcio’ dunque.</p>
<p>Non è chiaro ancora se le limitazioni precedenti verranno mantenute o se la platea di coloro che potranno richiedere questa agevolazione sarà allargata. In ogni caso secondo Salvini replicare questo meccanismo costituirebbe un’azione di “buonsenso” in grado di aiutare coloro che hanno dichiarato il debito ma non sono stati in grado di pagare le tasse. Allo stesso tempo, permetterebbe allo Stato di recuperare fondi che altrimenti rimarrebbero inesigibili.</p>
<p>Ma c’è dell’altro. La sanatoria in questione potrebbe essere estesa solo a chi ha redditi imponibili compresi entro una certa soglia. Si starebbe pensando nello specifico a un imponibile Irpef compreso tra i 40 e i 50mila euro di media negli ultimi quattro anni.                Al riguardo però non si hanno ancora certezze, e si parlerebbe anche di prendere in considerazione un ISEE entro i 25 mila euro. Tutto è quindi ancora da definire se dovesse passare.</p>
<p>Se però il condono fiscale fosse così impostato potrebbe favorire chi ha visto le proprie entrate diminuire negli ultimi anni per effetto della pandemia, evitando al contempo di favorire i ‘furbetti’ che al contrario non versano in una situazione di difficoltà economica.</p>
<p>Nel frattempo la proposta di Salvini sta facendo discutere, e non sembra mettere d’accordo tutti, nemmeno all’interno della stessa compagine governativa.</p>
<p>Il problema secondo molti risiederebbe a monte. La riforma fiscale che il governo dovrà portare a termine entro fine legislatura dovrebbe aiutare a semplificare ogni aspetto burocratico e di comunicazione tra cittadini e fisco, e se poi si aggiunge il discorso sul taglio del cuneo fiscale, dell’ampliamento della no tax area e della detassazione delle tredicesime è chiaro che una minore pressione fiscale sui contribuenti ridurrebbe anche i casi di evasione fiscale. E di questo parere sono molti professionisti, tra cui la presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano Marcella Caradonna, che da sempre reclama “un diverso rapporto fra contribuente e Stato attraverso una semplificazione e una riduzione delle norme“.</p>
<p>Si è dichiarato contrario al condono fiscale il presidente dell’Istituto nazionale dei tributaristi Riccardo Alemanno, convinto che con questa ennesima sanatoria si vada a vanificare il lavoro dei professionisti, sebbene proprio la farraginosità del sistema sia l’alibi che giustifica sanatorie e condoni. E sulla stessa linea della contrarietà anche il viceministro all’Economia e alla Finanza, Maurizio Leo: “Stiamo cercando di cambiare rotta, la flat tax è un’obiettivo di legislatura“. In buona sostanza prima di concentrarsi sui condoni si sta attendendo l’esito della rottamazione quater. Tra ottobre e novembre infatti si potrà capire se sarà andata a buon fine o se sarà l’ennesima rottamazione fallita perché prevede poche rate, troppo alte e troppo ravvicinate.</p>
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		<title>NUOVA SABATINI IN ARRIVO….</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 13:14:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministro Giorgetti informa dal sito MISE che i fondi totali per la nuova Sabatini al 18 ottobre 2021 ammontano a 725 milioni di euro.Si precisa che le risorse sono stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale. Già con il Sostegni bis era]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro Giorgetti informa dal sito MISE che i fondi totali per la nuova Sabatini al 18 ottobre 2021 ammontano a 725 milioni di euro.Si precisa che le risorse sono stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale. Già con il Sostegni bis era stata garantita la continuità operativa della misura attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, che ha permesso lo scorso mese di luglio di riaprire lo sportello per la presentazione delle domande delle imprese, oggi il plafond è stato portato a 725 milioni di euro. Le PMI potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’<strong>acquisto di beni materiali</strong> (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o <strong>immateriali</strong>(software e tecnologie digitali).</p>
<p class="done">Gli <strong>investimenti in beni strumentali </strong>sono essenziali per le imprese a prescindere dalla dimensione aziendale delle stesse.</p>
<p class="done">Un’azienda, per rimanere al passo con il mercato e talvolta per ottenere una posizione di vantaggio nei confronti dei propri competitor, ha la necessità di aggiornare continuamente la propria struttura.</p>
<p class="done">Da anni, il Ministero dello sviluppo economico incentiva gli investimenti mediante <strong>contributi e finanziamenti </strong>ad un tasso d’interesse agevolato al fine di migliorare l’accesso al credito delle PMI e allo stesso tempo accrescere la competitività del sistema produttivo italiano.</p>
<p class="done">Nello specifico, una misura agevolativa per le aziende che si è rivelata molto efficace è contenuta nel testo dell’art. 2 del D. L. n. 69/2013 e successive modificazioni, meglio conosciuta come “Nuova Sabatini”.</p>
<p class="done">
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		<title>CREDITO DI IMPOSTA E FONDO PERDUTO CUMULABILI</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 20:14:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un pacchetto di misure da 1,7 miliardi complessivi per non perdere il treno del Pnrr turismo. Dal superbonus dell’80% per riqualificare alberghi, stabilimenti balneari e strutture ricettive alla sezione speciale del Fondo di garanzia Pmi per finanziare anche nuove iniziative under 35, imprese femminili e gli investimenti per le attività al Sud. Si tratta della]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un pacchetto di misure da 1,7 miliardi complessivi per non perdere il treno del <b>Pnrr turismo</b>. Dal superbonus dell’80% per riqualificare alberghi, stabilimenti balneari e strutture ricettive alla sezione speciale del Fondo di garanzia Pmi per finanziare anche nuove iniziative under 35, imprese femminili e gli investimenti per le attività al Sud.<br />
Si tratta della primo passaggio chiave di disposizioni attuative che devono entrare in vigore prima del 31 dicembre 2021, come chiede <b>Bruxelles</b>, e garantire il rinnovamento di 3.500 strutture entro la fine del 2025. Misure destinate a entrare nel più ampio nuovo decreto legge Pnrr che il Governo intende approvare entro le prossime 2 settimane. Anche un superbonus dell’80% per le imprese alberghiere, per gli agriturismi, le terme, stabilimenti balneari, porti turistici, parchi tematici, fiere e congressi. Saranno ammesse le spese effettuate per la realizzazione di uno o più interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica delle strutture, alla riqualificazione antisismica e all’eliminazione delle barriere architettoniche.<br />
Accedono all’agevolazione gli interventi dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto legge e conclusi entro il 31 dicembre 2024. Non solo, il superbonus dell’80% potrà andare a finanziarie gli investimenti e gli interventi avviati e non conclusi prima dell’entrata in vigore purché sia certificabile l’inizio lavori dopo il 1° febbraio 2020.<br />
Il superbonus potrà essere utilizzato come <b>credito d’imposta</b> per abbattere tasse e contributi dovuti o essere ceduto in tutto o in parte a soggetti terzi entro l’anno d’imposta 2025.</p>
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