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	<title>Studimpresa &#187; Fonte fiscomania</title>
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		<title>ROTTAMAZIONE QUINQUIES  IN ARRIVO</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 22:58:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Esecutivo, dopo la rottamazione quater, ancora in corso, starebbe pensando ad una nuova sanatoria: rottamazione quinquies. La delusione della precedente misura sta portando ad un rinnovo della rottamazione delle cartelle esattoriali per portare nelle casse dello Stato più denaro possibile. Per il momento non c&#8217;è ancora nulla di certo. Lo scopo sarebbe quello di portare]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Esecutivo, dopo la rottamazione quater, ancora in corso, starebbe pensando ad una nuova sanatoria: rottamazione quinquies. La delusione della precedente misura sta portando ad un rinnovo della rottamazione delle cartelle esattoriali per portare nelle casse dello Stato più denaro possibile. Per il momento non c&#8217;è ancora nulla di certo.<br />
Lo scopo sarebbe quello di portare maggiori entrate nelle casse dello Stato, dopo che la rottamazione quater, tuttora in corso, non ha portato i risultati sperati. Con questa sanatoria si è arrivati infatti solo a 200 milioni di euro (l’obiettivo era invece di almeno 300 milioni di euro), con solo poco più della metà dei contribuenti che ha approfittato dell’occasione, rivelandosi in definitiva un vero e proprio flop.</p>
<p>La legge 18 del 23 febbraio 2024 ha disposto la proroga della <strong><a href="https://fiscomania.com/rottamazione-quater-scadenza/?amp">rottamazione quater</a></strong>, iniziata nel 2023, per coloro che non hanno pagato tasse e debiti al fisco, senza applicazione di sanzioni o interessi, per il periodo compreso da gennaio 2000 al 30 giugno 2022, e con la possibilità di pagare entro un massimo di 18 rate.</p>
<p>La quarta rata ha avuto la scadenza il 5 giugno, mentre la quinta rata è prevista <strong>entro il 31 luglio</strong>2024 e la sesta rata entro il 30 novembre 2024. Tuttavia risulta che sono pochi i contribuenti che hanno effettivamente versato quanto dovuto per la quarta rata, solamente la metà di coloro che hanno avuto accesso alla misura. Nel complesso la rottamazione quater non ha dato i risultati attesi.</p>
<p>Il Governo sta pensando ad una nuova sanatoria, per recuperare i debiti non pagati dai contribuenti. Si affaccia quindi l’idea di una rottamazione quinquies.</p>
<p>Si sta parlando, in queste settimane anche di una <strong>ulteriore proroga</strong> che possa far rientrare nella rottamazione i contribuenti decaduti ma l’alternativa più probabile sembra essere una nuova sanatoria, sulla falsariga della rottamazione quater, che, oltre ai decaduti della rottamazione quater, riesca a <strong>coinvolgere anche chi da quest’ultima è rimasto escluso</strong>. Per l’esecutivo l’obiettivo è di rientrare dei 100 milioni di gettito mancante e, se va bene, anche di altre somme non preventivate.</p>
<p>Al Fisco serve una soluzione che vada in uno dei sensi indicati per finanziare la riforma fiscale (e rendere possibile un abbassamento delle tasse per tutti).</p>
<p>Al momento sembrerebbero solo voci di corridoio senza conferme o dichiarazioni ufficiali. Quel che è certo è che una proroga della rottamazione quater potrebbe essere attuata più rapidamente, mentre una nuova rottamazione richiederebbe sicuramente un lavoro maggiore e sicuramente non vedrebbe luce prima della fine dell’anno.</p>
<p>Per ora non ci sono ancora certezze. Qualcosa di più concreto si potrà sapere solo verso la fine dell’anno, quando l’Esecutivo sarà costretto a prendere una decisione e quando verranno<strong> preparate le bozze della nuova manovra fiscale 2025.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NUOVE ALIQUOTE IRPEF 2024</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 23:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2024, saranno introdotte nuove aliquote e scaglioni IRPEF, con la fusione del primo e secondo scaglione di reddito in un’unica aliquota del 23%. Il Consiglio dei Ministri il 28 dicembre, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo relativo alla riforma dell’IRPEF, in attuazione della Legge Delega per la riforma fiscale (Legge 9 agosto 2023]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 id="h-nel-2024-saranno-introdotte-nuove-aliquote-e-scaglioni-irpef-con-la-fusione-del-primo-e-secondo-scaglione-di-reddito-in-un-unica-aliquota-del-23-le-innovazioni-non-si-esauriscono-qui-includendo-anche-l-uniformita-della-no-tax-area-tra-dipendenti-e-pensionati-e-l-aggiunta-di-una-franchigia-di-260-euro-alle-detrazioni-al-19-tuttavia-e-importante-notare-che-queste-modifiche-sono-limitate-al-prossimo-anno-e-non-rappresentano-una-riforma-strutturale" class="wp-block-heading has-regular-font-size"><strong><strong>Nel 2024, saranno introdotte nuove aliquote e scaglioni IRPEF, con la fusione del primo e secondo scaglione di reddito in un’unica aliquota del 23%.</strong></strong></h4>
<p>Il <strong>Consiglio dei Ministri </strong>il 28 dicembre, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo relativo alla riforma dell’IRPEF, in attuazione della Legge Delega per la riforma fiscale (Legge 9 agosto 2023 n. 111).</p>
<p>L’<strong></strong> <strong>IRPEF </strong>è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e si applica sui redditi imponibili (definiti dall’art. 6 del TUIR) ovunque prodotti per i  soggetti fiscalmente residenti.Mentre per i non residenti solo per i redditi di fonte italiana. L’imposta, quindi, prende in considerazione diverse categorie di entrate, come stipendi, redditi da lavoro autonomo, affitti e pensioni, nella determinazione del reddito complessivo.</p>
<p>Il principale obiettivo della riforma è semplificare il sistema fiscale e ridurre la pressione fiscale per i lavoratori con redditi medio-bassi. La <strong>riduzione delle aliquote da quattro a tre</strong> rappresenta uno sforzo per snellire il sistema, facilitando le procedure di calcolo dell’imposta. In particolare, si procederà all’<strong>accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota</strong>, interessando la fascia di reddito compresa tra 15.001 e 28.000 euro, su cui verrà applicata un’aliquota del 23%.</p>
<p>Tra le novità salienti per il 2024, si evidenzia l’<strong>equiparazione della No Tax Area tra dipendenti e pensionati</strong>, mirando a garantire una parità di trattamento nell’esonero fiscale per entrambe le categorie. In aggiunta, sarà introdotta una <strong>franchigia di 260 euro sulle detrazioni al 19</strong>%, fornendo una deduzione fissa volta a ridurre la base imponibile.</p>
<p>È cruciale sottolineare che <strong>queste modifiche sono di natura temporanea e limitate all’anno 2024</strong>. Al momento, non rappresentano una riforma strutturale a causa della limitatezza delle risorse disponibili.</p>
<p>Nel corso del <strong>2023</strong>, come precedentemente menzionato, è prevista la presenza di <strong>quattro scaglioni di reddito</strong>, ciascuno associato a un’aliquote IRPEF specifica, così strutturati:</p>
<ul>
<li>23% sui redditi fino a 15.000 euro;</li>
<li>25% sui redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro;</li>
<li>35% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro;</li>
<li>43% sui redditi superiori a 50.000 euro.</li>
</ul>
<p>Nel 2024 prenderà il via una <strong>rimodulazione delle aliquote IRPEF</strong> mediante l’accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota percentuale del 23%. L’<strong>aliquota al 25% viene eliminata</strong>, mentre le altre due rimangono invariate. Di conseguenza, le nuove aliquote IRPEF per il 2024 saranno così strutturate:</p>
<ul>
<li><strong>23%</strong> sui redditi fino a <strong>28.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>35%</strong> sui redditi compresi <strong>tra 28.000 e 50.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>43%</strong> sui redditi <strong>superiori a 50.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p>Nel <strong>calcolo dell’IRPEF</strong>, le detrazioni e le deduzioni svolgono un ruolo fondamentale. Nello specifico, <strong>dopo aver applicato le aliquote IRPEF al reddito, ci si trova di fronte all’IRPEF lorda </strong>dovuta. Tuttavia, il contribuente è tenuto a versare l’imposta netta, la quale subisce una <strong>riduzione grazie alle detrazioni</strong>. Queste ultime sono calcolate in parte in base alle specifiche condizioni del contribuente. Nel corso del <strong>2024</strong>, i lavoratori dipendenti e i pensionati potranno beneficiare di <strong>detrazioni massime</strong> sul reddito prodotto pari a <strong>1.955 euro</strong>.</p>
<p>Le <strong>deduzioni</strong>, al contrario, non agiscono direttamente sull’IRPEF lorda, ma <strong>influenzano il reddito imponibile su cui si basa il calcolo dell’IRPEF</strong>. Coloro che hanno diritto a deduzioni devono sottrarle dal reddito complessivo prima di applicare le aliquote IRPEF. Questo approccio non solo evita un aumento dell’aliquota IRPEF a causa del superamento dello scaglione di reddito, ma impedisce anche una modifica dell’aliquota applicabile, poiché le deduzioni sono <strong>considerate prima di applicare le aliquote IRPEF al reddito</strong></p>
<p>una svolta significativa con la reintroduzione dell’<a href="https://fiscomania.com/no-tax-area-irpef/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>equiparazione tra lavoratori dipendenti e pensionati</strong></a> entro il 2024, riflettendo un notevole aggiornamento nelle dinamiche della no tax area dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF).<br />
Nel prossimo anno, assisteremo all’<strong>unificazione della no tax area Irpef a 8.500 euro</strong> grazie all’armonizzazione delle detrazioni applicabili ai redditi da pensione e da lavoro dipendente. Questo processo di convergenza verso una no tax area unificata per dipendenti e pensionati rappresenta un passo importante nella <strong>semplificazione delle normative fiscali</strong>, promuovendo una maggiore uniformità tra diverse categorie di contribuenti.</p>
<p>La revisione dell’IRPEF per il 2024 costituisce un passo significativo verso una riforma fiscale mirata a una maggiore <strong>efficienza e equità</strong>, semplificando notevolmente il calcolo delle imposte. L’obiettivo centrale di questa riforma è favorire la progressività e l’equità orizzontale nel sistema fiscale, affrontando in modo diretto le sfide connesse al carovita e all’inflazione.</p>
<p>La novità chiave del 2024 sarà l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF, con l’introduzione di un<strong>‘aliquota del 23% fino alla soglia di 28.000 euro</strong>. Contestualmente, ci sarà un <strong>aumento della detrazione a 1.955 euro per i redditi da lavoro dipendente fino a 15.000 euro</strong>, in linea con quanto già previsto per i pensionati.</p>
<p>Nonostante la discussione sulla possibile adozione di una flat tax, il 2024 non vede ancora la sua implementazione, evidenziando l’attenzione rivolta verso una <strong>progressività fiscale che tenga conto delle diversità di reddito</strong>. Questa revisione, pertanto, si pone come risposta alle esigenze di equità, con l’intenzione di ridurre gli oneri fiscali per i <strong>contribuenti a reddito medio-basso.</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>NUOVO ANNO NUOVE ALIQUOTE IRPEF</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 08:30:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2024, saranno introdotte nuove aliquote e scaglioni IRPEF, con la fusione del primo e secondo scaglione di reddito in un`unica aliquota del 23%. Le innovazioni non si esauriscono qui, includendo anche l`uniformità della no tax area tra dipendenti e pensionati e l`aggiunta di una franchigia di 260 euro alle detrazioni al 19%. Tuttavia, è]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024, saranno introdotte nuove aliquote e scaglioni IRPEF, con la fusione del primo e secondo scaglione di reddito in un`unica aliquota del 23%. Le innovazioni non si esauriscono qui, includendo anche l`uniformità della no tax area tra dipendenti e pensionati e l`aggiunta di una franchigia di 260 euro alle detrazioni al 19%. Tuttavia, è importante notare che queste modifiche sono limitate al prossimo anno e non rappresentano una riforma strutturale.</p>
<p>La <strong>Legge di Bilancio 2024</strong>, in linea con la legge delega per la riforma fiscale, introduce importanti cambiamenti nell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche – <strong>IRPEF</strong>. Questa imposta diretta, applicata ai redditi dei residenti in Italia, prende in considerazione diverse categorie di entrate, come stipendi, redditi da lavoro autonomo, affitti e pensioni, nella determinazione del reddito complessivo.</p>
<p>Il principale obiettivo della riforma è semplificare il sistema fiscale e ridurre la pressione fiscale per i lavoratori con redditi medio-bassi. La <strong>riduzione delle aliquote da quattro a tre</strong> rappresenta uno sforzo per snellire il sistema, facilitando le procedure di calcolo dell’imposta. In particolare, si procederà all’<strong>accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota</strong>, interessando la fascia di reddito compresa tra 15.001 e 28.000 euro, su cui verrà applicata un’aliquota del 23%.</p>
<p>Tra le novità salienti per il 2024, si evidenzia l’<strong>equiparazione della No Tax Area tra dipendenti e pensionati</strong>, mirando a garantire una parità di trattamento nell’esonero fiscale per entrambe le categorie. In aggiunta, sarà introdotta una <strong>franchigia di 260 euro sulle detrazioni al 19</strong>%, fornendo una deduzione fissa volta a ridurre la base imponibile.</p>
<p>È cruciale sottolineare che <strong>queste modifiche sono di natura temporanea e limitate all’anno 2024</strong>. Al momento, non rappresentano una riforma strutturale a causa della limitatezza delle risorse disponibili.</p>
<p>Queste innovazioni avranno un impatto diretto sulla tassazione del reddito delle persone fisiche, rendendo il <strong>sistema più accessibile</strong> e introducendo elementi di equità nella determinazione dell’imposta. Resta da chiedersi: <em>chi ne trarrà maggior beneficio da queste misure?</em> Scopriamolo insieme.</p>
<div class="container_C_1 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg"> Nel corso del <strong>2023</strong>, come precedentemente menzionato, è prevista la presenza di <strong>quattro scaglioni di reddito</strong>, ciascuno associato a un’aliquote IRPEF specifica, così strutturati:</div>
<div class="container_C_1 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg">
<ul>
<li>23% sui redditi fino a 15.000 euro;</li>
<li>25% sui redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro;</li>
<li>35% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro;</li>
<li>43% sui redditi superiori a 50.000 euro.</li>
</ul>
<p>Nel 2024 prenderà il via una <strong>rimodulazione delle aliquote IRPEF</strong> mediante l’accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota percentuale del 23%. L’<strong>aliquota al 25% viene eliminata</strong>, mentre le altre due rimangono invariate. Di conseguenza, le nuove aliquote IRPEF per il 2024 saranno così strutturate:</p>
<ul>
<li><strong>23%</strong> sui redditi fino a <strong>28.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>35%</strong> sui redditi compresi <strong>tra 28.000 e 50.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>43%</strong> sui redditi <strong>superiori a 50.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p>Nel <strong>calcolo dell’IRPEF</strong>, le detrazioni e le deduzioni svolgono un ruolo fondamentale. Nello specifico, <strong>dopo aver applicato le aliquote IRPEF al reddito, ci si trova di fronte all’IRPEF lorda </strong>dovuta. Tuttavia, il contribuente è tenuto a versare l’imposta netta, la quale subisce una <strong>riduzione grazie alle detrazioni</strong>. Queste ultime sono calcolate in parte in base alle specifiche condizioni del contribuente. Nel corso del <strong>2024</strong>, i lavoratori dipendenti e i pensionati potranno beneficiare di <strong>detrazioni massime</strong> sul reddito prodotto pari a <strong>1.955 euro</strong>.</p>
<p>Le <strong>deduzioni</strong>, al contrario, non agiscono direttamente sull’IRPEF lorda, ma <strong>influenzano il reddito imponibile su cui si basa il calcolo dell’IRPEF</strong>. Coloro che hanno diritto a deduzioni devono sottrarle dal reddito complessivo prima di applicare le aliquote IRPEF. Questo approccio non solo evita un aumento dell’aliquota IRPEF a causa del superamento dello scaglione di reddito, ma impedisce anche una modifica dell’aliquota applicabile, poiché le deduzioni sono <strong>considerate prima di applicare le aliquote IRPEF al reddito</strong>.</p>
<p>I benefici dell’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito e delle prime due aliquote IRPEF sono destinati a coloro che percepiscono un <strong>reddito compreso tra 15.000 e 50.000 euro</strong>. Questo nuovo meccanismo a tre aliquote offre vantaggi significativi per questa categoria di contribuenti. Esaminiamo più nel dettaglio gli effetti di questa modifica:</p>
<ul>
<li><strong>Reddito fino a 15.000 euro</strong></li>
</ul>
<p>In questo prima cosa, <strong>non sono previsti benefici sull’IRPEF lorda, poiché l’aliquota rimane invariata al 23%</strong>.</p>
<p>Tuttavia, i lavoratori dipendenti avranno uno sconto legato all’<strong>equiparazione della no tax area tra dipendenti e pensionati</strong>, con un aumento delle detrazioni da lavoro da 1.880 euro a<strong> 1.955 euro</strong>. Conti alla mano, il <strong>massimo beneficio previsto è di 75 euro</strong>.</p>
<p>Il secondo scaglione fa scattare un <strong>risparmio pari al 2% di tutto il reddito che supera i 15.000 euro</strong>, che altro non è che la differenza di aliquota rispetto ai primi 15.000 euro. Il vantaggio economico si manifesterebbe solo per i contribuenti il cui reddito tra 15.001 euro e i 28.000 euro, con un <strong>risparmio massimo di circa 22 euro al mese</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Reddito superiore a 50.000 euro</strong></li>
</ul>
<p>La revisione dell’IRPEF per questa fascia introduce una franchigia per l’accesso alle detrazioni, con una <strong>riduzione di 260 euro delle detrazioni fiscali</strong> complessive per i contribuenti con un reddito superiore a 50.000 euro. È stata introdotta come contropartita della rimodulazione al 43%.</p>
<p>In sintesi, l’accorpamento delle prime due aliquote <strong>non influirà su chi guadagna fino a 15.000 euro</strong>. Al contrario, <strong>solo la fascia di reddito compresa tra 15.001 e 28.000 euro potrà beneficiare di queste modifiche</strong>. Va notato che, per chi percepisce redditi superiori a 50.000 euro, l’introduzione di una franchigia per l’accesso alle detrazioni rappresenta l’unico cambiamento, senza vantaggi aggiuntivi.</p>
<p>Per concludere, la novità chiave del 2024 sarà l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF, con l’introduzione di un<strong>‘aliquota del 23% fino alla soglia di 28.000 euro</strong>. Contestualmente, ci sarà un <strong>aumento della detrazione a 1.955 euro per i redditi da lavoro dipendente fino a 15.000 euro</strong>, in linea con quanto già previsto per i pensionati.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’ITALIA IL PAESE DEI CONDONI</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 21:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Condono fiscale]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Italia e’ sempre più  il paese dei condoni,   infatti dopo la chiusura dei termini del condono Equitalia , il nostro governo sta pensando anche ad un condono fiscale , così da premiare gli evasori. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e Vice-Premier Matteo Salvini rilancia. Dopo la proposta di un condono edilizio volto a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia e’ sempre più  il paese dei condoni,   infatti dopo la chiusura dei termini del condono Equitalia , il nostro governo sta pensando anche ad un condono fiscale , così da premiare gli evasori.</p>
<p>Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e Vice-Premier Matteo Salvini rilancia. Dopo la proposta di un condono edilizio volto a sanare i piccoli abusi scaturiti da “variazioni non essenziali” si fa avanti con una nuova sanatoria: il condono fiscale. L’idea è quella di una nuova rottamazione per spingere i debitori del fisco a saldare una percentuale di quanto dovuto stralciando il resto del debito. Il riferimento sarebbe alle sole cartelle fino a 30 mila euro.</p>
<p>La strategia si fonderebbe quindi sul favorire l’adempimento spontaneo dei ‘piccoli’ evasori raggiungendo una sorta di compromesso col fisco.</p>
<p>Un modo, questo, per fare cassa, trovando risorse per la legge di bilancio anche attraverso questo éscamotage. Vediamo di seguito di conoscerne maggiori dettagli.</p>
<p>L’ipotesi su cui il leader leghista è tornato a fare pressioni consisterebbe in una pace fiscale circoscritta ai debiti fino a 30.000 euro. Questi ultimi, col condono fiscale, potrebbero essere eliminati in parte mediante il pagamento di una percentuale del debito al fisco (si sta pensando al 10%), senza aggiungervi sanzioni nè interessi. Un nuovo ‘saldo e stralcio’ dunque.</p>
<p>Non è chiaro ancora se le limitazioni precedenti verranno mantenute o se la platea di coloro che potranno richiedere questa agevolazione sarà allargata. In ogni caso secondo Salvini replicare questo meccanismo costituirebbe un’azione di “buonsenso” in grado di aiutare coloro che hanno dichiarato il debito ma non sono stati in grado di pagare le tasse. Allo stesso tempo, permetterebbe allo Stato di recuperare fondi che altrimenti rimarrebbero inesigibili.</p>
<p>Ma c’è dell’altro. La sanatoria in questione potrebbe essere estesa solo a chi ha redditi imponibili compresi entro una certa soglia. Si starebbe pensando nello specifico a un imponibile Irpef compreso tra i 40 e i 50mila euro di media negli ultimi quattro anni.                Al riguardo però non si hanno ancora certezze, e si parlerebbe anche di prendere in considerazione un ISEE entro i 25 mila euro. Tutto è quindi ancora da definire se dovesse passare.</p>
<p>Se però il condono fiscale fosse così impostato potrebbe favorire chi ha visto le proprie entrate diminuire negli ultimi anni per effetto della pandemia, evitando al contempo di favorire i ‘furbetti’ che al contrario non versano in una situazione di difficoltà economica.</p>
<p>Nel frattempo la proposta di Salvini sta facendo discutere, e non sembra mettere d’accordo tutti, nemmeno all’interno della stessa compagine governativa.</p>
<p>Il problema secondo molti risiederebbe a monte. La riforma fiscale che il governo dovrà portare a termine entro fine legislatura dovrebbe aiutare a semplificare ogni aspetto burocratico e di comunicazione tra cittadini e fisco, e se poi si aggiunge il discorso sul taglio del cuneo fiscale, dell’ampliamento della no tax area e della detassazione delle tredicesime è chiaro che una minore pressione fiscale sui contribuenti ridurrebbe anche i casi di evasione fiscale. E di questo parere sono molti professionisti, tra cui la presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano Marcella Caradonna, che da sempre reclama “un diverso rapporto fra contribuente e Stato attraverso una semplificazione e una riduzione delle norme“.</p>
<p>Si è dichiarato contrario al condono fiscale il presidente dell’Istituto nazionale dei tributaristi Riccardo Alemanno, convinto che con questa ennesima sanatoria si vada a vanificare il lavoro dei professionisti, sebbene proprio la farraginosità del sistema sia l’alibi che giustifica sanatorie e condoni. E sulla stessa linea della contrarietà anche il viceministro all’Economia e alla Finanza, Maurizio Leo: “Stiamo cercando di cambiare rotta, la flat tax è un’obiettivo di legislatura“. In buona sostanza prima di concentrarsi sui condoni si sta attendendo l’esito della rottamazione quater. Tra ottobre e novembre infatti si potrà capire se sarà andata a buon fine o se sarà l’ennesima rottamazione fallita perché prevede poche rate, troppo alte e troppo ravvicinate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BONUS INFISSI 2023</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 20:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus infissi 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge di Bilancio ha confermato il Bonus infissi 2023 in merito agli interventi edilizi da effettuare per  l’efficientamento del proprio appartamento. Pertanto,  La sostituzione o la modifica degli infissi rientra nell’ecobonus ordinario, con le aliquote dal 50 al 65%. L’agevolazione si può ottenere anche tramite i lavori di ristrutturazione con una detrazione fiscale del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La legge di Bilancio ha confermato il Bonus infissi 2023 in merito agli interventi edilizi da effettuare per  l’efficientamento del proprio appartamento.</p>
<p>Pertanto,  La sostituzione o la modifica degli infissi rientra nell’<strong>ecobonus ordinario</strong>, con le aliquote dal <strong>50 al 65%</strong>.<br />
L’agevolazione si può <strong>ottenere anche tramite i lavori di ristrutturazione</strong> con una detrazione fiscale del 50%.</p>
<p>Se la sostituzione degli infissi è collegata ad interventi volti al recupero di almeno<strong> due classi energetiche</strong>, è possibile sfruttare le agevolazioni previste per il Superbonus.</p>
<p>Tuttavia, con il decreto Cessioni è stato<strong> interrotto il meccanismo della cessione dei crediti edilizi</strong> e sono anche variate le percentuali di credito di imposta riconosciute.</p>
<p>La sostituzione o la modifica degli infissi rientra nell’<strong>ecobonus ordinario</strong>, con le aliquote dal <strong>50 al 65%</strong>. L’agevolazione si può <strong>ottenere anche tramite i lavori di ristrutturazione</strong> con una detrazione fiscale del 50%.</p>
<p>Se la sostituzione degli infissi è collegata ad interventi volti al recupero di almeno<strong> due classi energetiche</strong>, è possibile sfruttare le agevolazioni previste per il Superbonus.</p>
<p>Tuttavia, con il decreto Cessioni è stato<strong> interrotto il meccanismo della cessione dei crediti edilizi</strong> e sono anche variate le percentuali di credito di imposta riconosciute.</p>
<p>La sostituzione o la modifica degli infissi rientra nell’<strong>ecobonus ordinario</strong>, con le aliquote dal <strong>50 al 65%</strong>.<br />
L’agevolazione si può <strong>ottenere anche tramite i lavori di ristrutturazione</strong> con una detrazione fiscale del 50%.</p>
<p>Se la sostituzione degli infissi è collegata ad interventi volti al recupero di almeno<strong> due classi energetiche</strong>, è possibile sfruttare le agevolazioni previste per il Superbonus.</p>
<p>Tuttavia, con il decreto Cessioni è stato<strong> interrotto il meccanismo della cessione dei crediti edilizi</strong> e sono anche variate le percentuali di credito di imposta riconosciute.</p>
<p>Inoltre per poter beneficiare della detrazione,    del 50% prevista dall’Ecobonus occorre che, le parti rimpiazzate delimitino un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati e che garantiscano un valore di conduttività termica minore o uguale al limite stabilito per le fasce climatiche delle differenti zone (il costo massimo detraibile dei serramenti al m2 varia da 550 euro nelle zone A, B e C a 750 euro dalla D alla F).</p>
<p>La <strong>sostituzione</strong> consente di avere accesso all’ecobonus beneficiando di una <strong>detrazione fiscale del 50%</strong>. Il limite di spesa per l’intervento di sostituzione delle finestre di casa è fissato a <strong>60.000 euro </strong>per ciascuna unità immobiliare.</p>
<p><strong>Entro 90 giorni</strong> dalla fine degli interventi di restauro si dovrà trasmettere la “scheda descrittiva dell’intervento” all’<strong>ENEA</strong>,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PACCHETTO BONUS 2023</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2023/03/30/pacchetto-bonus-2023/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 20:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bonus 2023]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il 2023 per le famiglie italiane  è previsto un interessante pacchetto di bonus. Iniziamo con la Carta di risparmio , una misura rivolta solo alle famiglie in difficoltà, con ISEE non superiore a 15.000 € e permette l’acquisto di beni di prima necessità, in modo particolare quelli alimentari. Le procedure per l’erogazione del sussidio saranno di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il 2023 per le famiglie italiane <strong> </strong>è previsto un interessante pacchetto di bonus.<br />
Iniziamo con la Carta di risparmio , una misura rivolta solo alle famiglie in difficoltà, con <strong>ISEE non superiore a 15.000 €</strong> e permette l’<strong>acquisto di beni di prima necessità</strong>, in modo particolare quelli alimentari.</p>
<p>Le procedure per l’erogazione del sussidio saranno di <strong>competenza del Comune di residenza</strong>.</p>
<p>Ad oggi, è necessario attendere, per la definizione dell’importo e delle modalità di domanda al Comune, l’emanazione del decreto attuativo, che è in dirittura di arrivo.</p>
<p>Sempre a favore delle famiglie in difficoltà, è stato introdotto il reddito alimentare 2023 per coloro che si trovano in <strong>situazioni di povertà assoluta</strong> e per combattere lo spreco di cibo.</p>
<p>L’obiettivo è quello di erogare <strong>pacchi alimentari realizzati con i prodotti invenduti</strong>, che altrimenti verrebbero buttati.<br />
È una misura sperimentale, che in prima battuta, coinvolgerà coloro che vivono in condizioni di povertà assoluta nelle <strong>città metropolitane</strong>.</p>
<p>Il reddito alimentare 2023 potrà essere <strong>prenotato mediante app su smartphone</strong>, rivolgendosi alle Città metropolitane, in cui risiedono i beneficiari, che potranno contare sul <strong>supporto dei soggetti del terzo settore, aderenti all’iniziativa</strong>.<br />
Anche in questo caso, è necessario attendere il relativo decreto attuativo per le indicazioni pratiche.</p>
<p>Il nuovo bonus cultura cambia per i neo-diciottenni e prevede <strong>due nuovi buoni cumulabili da 500 euro ciascuno</strong>, in cui si uniscono requisiti di reddito e meritocrazia:</p>
<ol>
<li>la <strong>Carta Cultura</strong> è destinata ai giovani appartenenti a <strong>famiglie con ISEE sotto i 35.000 €;</strong></li>
<li>la <strong>Carta Merito</strong> si rivolge agli studenti <strong>diplomati con il massimo dei voti</strong>.</li>
</ol>
<p>Il bonus cultura e merito è <strong>valido solo per i nati 2005</strong>. Non sono previsti cambiamenti per i nati nel 2004, che continueranno a percepire il bonus cultura nella sua precedente versione. Attualmente non sono state ancora date indicazioni precise su come accedere alla carta cultura e merito. Si attendono i decreti attuativi. L’unica certezza è che <strong>resta attivo il servizio 18app</strong> per i ragazzi, che hanno già compiuto 18 anni nel 2022.</p>
<p>Anche il <strong>bonus psicologo</strong> è stato confermato e rifinanziato per l’anno 2023, con l’introduzione di una grande novità. La <strong>nuova soglia sale a 1.500 €,</strong> a differenza del precedente limite massimo di 600 €, ed è destinato a coloro in possesso di <strong>ISEE inferiore a 50.000 €.</strong></p>
<p>Per accedere al Bonus Psicologo, <strong>è necessario fare domanda all’INPS</strong>, che redige le graduatorie in base all’ISEE e all’ordine cronologico di arrivo delle richieste. L’Istituto comunica l’accoglimento o meno della richiesta, mediante l’invio di un <strong>codice univoco</strong> da comunicare allo psicologo per l’emissione della fattura elettronica. Per l’invio delle domande per il 2023, è necessario attendere il decreto attuativo, che è previsto tra pochi giorni.<br />
Ultimissimi aggiornamenti in merito al cosiddetto <strong>bonus bollette</strong>. Per mitigare l’effetto del “caro bollette”, si conferma <strong>per il secondo trimestre 2023:</strong></p>
<ul>
<li>la riduzione dell’IVA sul gas al 5%;</li>
<li>l’azzeramento degli oneri di sistema;</li>
<li>la proroga fino <strong>al 30 giugno 2023</strong>.</li>
</ul>
<p>Il Bonus Energia per l’utenza elettrica e il gas si presenta come uno <strong>sconto in bolletta</strong>, allo scopo di assicurare un risparmio alle famiglie in condizioni di disagio economico o fisico e alle famiglie numerose. Nello specifico, i <strong>requisiti </strong>per avere diritto al bonus sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>ISEE non superiore a 15.000€;</li>
<li>ISEE non superiore a 20.000 € in caso famiglia numerosa, ovvero con almeno 4 figli a carico.</li>
</ul>
<p>Inoltre, la <strong>richiesta del bonus per l’energia elettrica</strong> può essere fatta anche per motivi di <strong>disagio fisico</strong>, quando una malattia grave renda indispensabile l’uso di apparecchi elettromedicali per il mantenimento in vita. L’accesso al bonus avviene ormai con <strong>rinnovo automatico</strong>. È sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE utile per la richiesta delle agevolazioni.</p>
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		<title>NOVITÀ BONUS PRIMA CASA 2023</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 14:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Agevolazione prima casa]]></category>
		<category><![CDATA[decreto mille proroghe]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>
		<category><![CDATA[Imposte agevolate]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Decreto Milleprorpghe 2023 allunga i termini per mantenere le agevolazioni prima casa con una nuova proroga. In particolare sono slittati i termini per: il trasferimento della residenza della propria abitazione, da 18 a un massimo di 37 mesi; riacquistare la casa dopo l’alienazione dell’immobile acquistato con il bonus prima casa, e completare il passaggio di proprietà, da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Decreto Milleprorpghe 2023 allunga i termini per mantenere le agevolazioni prima casa con una nuova proroga.<br />
In particolare sono slittati i termini per:</p>
<ul>
<li>il trasferimento della residenza della propria abitazione, da 18 a un massimo di 37 mesi;</li>
<li>riacquistare la casa dopo l’alienazione dell’immobile acquistato con il bonus prima casa, e completare il passaggio di proprietà, da un anno a un massimo di 2 anni e 7 mesi;</li>
<li>ottenere un credito d’imposta, in caso di riacquisto dell’immobile, a favore del nuovo acquirente, se di una prima casa, entro un anno.</li>
</ul>
<p>L’agevolazione per l’acquisto della prima casa consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni. L’agevolazione comporta, infatti, una riduzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali e dell’IVA.</p>
<p>Quando si acquista un immobile si può beneficiare di questa agevolazione a condizione che si trasferisca la propria residenza nell’immobile acquistato come casa di abitazione entro 19 mesi dall’acquisto. Ci sono anche altri requisiti da rispettare e se non vengono rispettati entro un determinato periodo si perdono le agevolazioni avute nell’acquisto della prima casa. Il Decreto Milleproroghe ha previsto una proroga retroattiva.</p>
<p>La <em>ratio</em> normativa legata all’agevolazione prima casa è senza dubbio quella di stimolare i trasferimenti nel mercato immobiliare. Negli ultimi anni il mercato immobiliare abitativo è relativamente fermo.<br />
Gli unici movimenti significativi si registrano soltanto sul mercato del <em>nuovo</em>.</p>
<p>Per questo motivo l’Agevolazione Acquisto Prima Casa può essere un’opportunità da sfruttare.</p>
<p>In particolare, le riduzioni delle imposte indirette sull’acquisto della prima casa sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>L’<a href="https://fiscomania.com/cessione-di-fabbricati-strumentali-iva/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imposta di registro</a>, o in alternativa l’<a href="https://fiscomania.com/cessione-di-fabbricati-strumentali-iva/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IVA</a> vengono applicate in misura ridotta:
<ul>
<li>2% per l’imposta i registro e</li>
<li>4% per l’Iva;</li>
</ul>
</li>
<li>Le imposta ipotecaria sono dovute in misura fissa di € 50,00 ciascuna per gli atti soggetti ad imposta di registro. Mentre l’imposta è di € 200,00 per gli atti soggetti ad IVA</li>
</ul>
<p>Per poter beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto della <em>prima casa</em>, l’acquirente dell’immobile deve essere in possesso di alcuni requisiti, attestate con apposita dichiarazione da inserire nel rogito notarile di compravendita.</p>
<p>In particolare, l’acquirente dell’immobile dovrà dimostrare i seguenti aspetti:</p>
<ol>
<li>Presupposto negoziale dell’acquisto;</li>
<li>Presupposto legato all’ubicazione dell’immobile;</li>
<li>Non sia titolare di diritti di uso, usufrutto, abitazione su altro immobile nel medesimo Comune;</li>
<li>Avere o stabilire entro 18 mesi la residenza nel Comune in cui si desidera acquistare l’immobile;</li>
<li>Non essere titolare di abitazioni in tutto il territorio nazionale acquistati con agevolazioni o venderle entro 1 anno in caso di possesso;</li>
<li>L’immobile acquistato non sia considerato di lusso cioè non appartenga alle categorie catastali A/1, A/8, A/9.</li>
</ol>
<p>L’acquisto dell’immobile abitativo deve avvenire attraverso un atto negoziale tra più soggetti. In particolare deve trattarsi di:</p>
<ul>
<li>«<em>atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione</em>»; nonché di</li>
<li>«<em>atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse</em>»;</li>
</ul>
<p>Tali atti possono essere indifferentemente stipulati mediante atti pubblici, atti giudiziari, scritture private autenticate o scritture private non autenticate presentate per la registrazione.</p>
<p>L’acquirente deve attestare :</p>
<ul>
<li>L’immobile sia ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza. Oppure, se diverso, in Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività. Ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende. Ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquisito come “<em>prima casa</em>” sul territorio italiano;</li>
<li>Di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare;</li>
<li>Di non essere titolare anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le stesse agevolazioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ULTIME NEWS DECRETO MILLE PROROGHE</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2023/02/17/ultime-news-decreto-mille-proroghe/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 19:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Adesione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto mille proroghe]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[superbonus]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvato il 15 febbraio c.a. la prima versione del Decreto con sostanziali novità rispetto alla bozza di fine anno, arrivando il 16 febbraio alle commissioni competenti della camera in attesa dell’approvazione finale, il 27 febbraio 2023. Partiamo dalla Cessione del Credito, che viene slittato al 31 marzo 2023, ovvero, entro il 31 marzo  è ancora possibile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Approvato il 15 febbraio c.a. la prima versione del Decreto con sostanziali novità rispetto alla bozza di fine anno, arrivando il 16 febbraio alle commissioni</p>
<p>competenti della camera in attesa dell’approvazione finale, il 27 febbraio 2023.</p>
<p>Partiamo dalla Cessione del Credito, che viene slittato al 31 marzo 2023, ovvero, entro il 31 marzo  è ancora possibile comunicare,</p>
<p>tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, la volontà di accedere a questa vantaggiosa alternativa per recuperare parte degli investimenti già sostenuti sugli</p>
<p>interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico delle proprie case a lavori già avviati (mentre per quelli in fase di avviamento è appena arrivato lo stop alla cessione del credito).</p>
<p>La cessione del credito può rappresentare una soluzione più rapida per rientrare dell’investimento sostenuto, anziché aspettare il rimborso dello Stato,</p>
<p>tramite il 730, spalmato solitamente nell’arco di dieci anni. Infatti, con questa opzione si cede il proprio credito ad una banca che anticipa subito la somma spettante.</p>
<p>La cessione del credito resta valida per i lavori di ristrutturazioni già avviati e per chi ha già richiesto:</p>
<ol type="1">
<li>superbonus;</li>
<li>bonus ristrutturazione: con una detrazione fino al 50% dell’IRPEF fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa;</li>
<li>bonus condizionatori :con una detrazione dal 50 % (se richiesto per la ristrutturazione di una casa come bonus mobili)</li>
</ol>
<p>oppure al 65% (se rientra nell’Ecobonus, per il risparmio energetico);</p>
<ol type="1">
<li>ecobonus: in particolare, per il bonus tende da sole e il bonus zanzariere che rientrano in quest’agevolazione.  La detrazione spettante in sede di dichiarazione dei redditi è del 50%,</li>
</ol>
<p>su una spesa massima di 60.000 euro per abitazione. (quindi si detrae una somma massima di 30.000).</p>
<p>In alternativa, alla cessione del credito è ancora possibile, entro marzo, richiedere lo sconto diretto in fattura per i lavori avviati di riqualificazione dei propri immobili.</p>
<p id="h-bonus-prima-casa-la-proroga-del-fondo-di-garanzia-e-dei-mutui-agevolati-per-gli-under-36">Buone notizie anche per i giovani che intendono comprare la loro prima casa: il Parlamento ha deciso di posticipare al 30 giugno anziché al 30 marzo 202<strong>3,</strong></p>
<p> la possibilità di richiedere la garanzia massima dell’80% a valere sul Fondo di Garanzia dello Stato per l’accensione di mutui destinati a categorie prioritarie (con particolari requisiti di reddito ed età).</p>
<p>Inoltre, il decreto Milleproroghe dà il nulla osta per l’utilizzo dell’aliquota agevolata senza alcuna scadenza, sull’imposta di registro per l’acquisto della prima abitazione.</p>
<p>Infine, sono slittati i termini per:</p>
<ul>
<li>il trasferimento della residenza della propria abitazione, da 18 a un massimo di 37 mesi;</li>
</ul>
<ul>
<li>riacquistare la casa dopo l’alienazione dell’immobile acquistato con il bonus prima casa, e completare il passaggio di proprietà, da un anno a un massimo di 2 anni e 7 mesi;</li>
</ul>
<ul>
<li>ottenere un credito d’imposta, in caso di riacquisto dell’immobile, a favore del nuovo acquirente, se di una prima casa, entro un anno</li>
</ul>
<p>Se molti speravano in una proroga del bonus TV, rimarranno delusi. Infatti, il decreto Milleproroghe (art. 12, comma 2-bis)  prevede la possibilità solo per gli enti del Terzo settore</p>
<p>di ottenere, entro la data del 31 dicembre 2023, dispositivi idonei alla ricezione di programmi televisivi secondo i nuovi standard (DVBT2/HEVC) ad prezzo non superiore ai 30 euro.</p>
<p>Slitta anche il termine per completare gli investimenti in beni altamente tecnologici oppure ordinari, rientranti nel credito d’imposta beni strumentali 4.0. In un primo momento, i termini per</p>
<p>usufruire dell’agevolazione erano i seguenti:</p>
<ul>
<li>30 giugno di quest’anno per i beni materiali, non tecnologicamente avanzati e immateriali 4.0;</li>
</ul>
<ul>
<li>30 settembre 2023 per i beni materiali 4.0.</li>
</ul>
<p>Dopo il decreto Milleproroghe, fino al 30 novembre 2023, è possibile richiedere la detrazione IRPEF 2023 relativa alla spesa sostenuta sui beni strumentali,</p>
<p>prenotati con acconto del 20% entro il 31 dicembre 2022.</p>
<p>Anche il credito d’imposta per l’acquisto di carburante da parte delle aziende agricole, è stato posticipato dal 31 marzo al 30 giugno 2023. Entro il 16 marzo 2023, occorre inviare all’Agenzia delle</p>
<p>Entrate la documentazione che attesti l’importo del credito maturato nel 2022 (ossia le spese sostenute).</p>
<p>Con il decreto Milleproroghe arriva un’ulteriore novità per le imprese, riguardo all’IVA. Si ha tempo fino al primo gennaio 2024 per inviare i dati sulle operazioni effettuate giornalmente, attraverso metodi di</p>
<p>pagamento tracciabili, rispetto alla totalità dei corrispettivi delle operazioni imponibili.</p>
<p>Prorogata anche al 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica per il personale sanitario.</p>
<p>Per le famiglie, il Parlamento ha approvato l’estensione da 12 a 24 mesi del termine di scadenza per il Family Act, ossia di tutti quegli interventi previsti dal Governo,</p>
<p>in favore delle coppie con figli. Tra di essi, ricordiamo l’assegno unico universale nel 2023 e il rafforzamento dei  congedi parentali per i lavoratori dipendenti.</p>
<p>Novità anche nei contratti di lavoro:</p>
<p>I lavoratori fragili, pubblici e privati, potranno lavorare in smart working fino al 30 giugno 2023 (anziché fino a marzo). I lavoratori del settore privato, inoltre,</p>
<p>potranno optare per il lavoro agile anche se genitori di figli fino a 14 anni.</p>
<p>Inoltre, il testo dell’emendamento posticipa per il biennio 2024-2025, il contratto di espansione che favorisce il ricambio generazionale all’interno delle grandi aziende.</p>
<p>La misura incentiva l’esodo anticipato dal lavoro di 5 anni di chi è prossimo alla pensione e l’assunzione di giovane personale.</p>
<p>In aggiunta, se le aziende si impegnano ad assumere:</p>
<ul>
<li>almeno un lavoratore ogni tre anni possono versare meno indennità con il supporto INPS per 12 mesi;</li>
</ul>
<ul>
<li>50% dei lavoratori sotto i 35 anni, il sostegno per l’impresa dura 24 mesi.</li>
</ul>
<p>Infine, sempre in ambito lavorativo, vengono prorogati dal 2024 al 2025:</p>
<ul>
<li>gli interventi di riduzione oraria e integrazione salariale per 18 mesi e per determinate categorie di lavoratori in aziende con almeno 50 dipendenti;</li>
</ul>
<ul>
<li>i contratti di somministrazione a tempo determinato che possono durare fino 3 anni anziché 24 mesi.</li>
</ul>
<p>Anche per il 2023, viene rifinanziato il  fondo nuove competenze con 230 milioni di euro. Fino alla fine dell’anno, le aziende possono rimodulare l’orario di lavoro</p>
<p>al fine di implementare le conoscenze e le competenze dei propri dipendenti tramite corsi di formazione specifici.</p>
<p>In conclusione, con il Decreto Milleproroghe, viene esteso il termine fino dal 31 marzo per:</p>
<ul>
<li>dichiarare l’opposizione allo stralcio delle cartelle fino a 1000 euro (dal 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2015) previsto inizialmente dalla Legge di Bilancio entro il 31 gennaio 2023 da parte di enti</li>
</ul>
<p>pubblici come i Comuni;</p>
<ul>
<li>adottare disposizioni sullo stralcio in maniera completa, annullando l’intera somma dovuta, oltre agli interessi e le sanzioni, da parti di enti non statali .</li>
</ul>
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		</item>
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		<title>ROTTAMAZIONE QUATER COME ADERIRE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 21:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Adesione]]></category>
		<category><![CDATA[fonte fiaco]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la Rottamazione Quater, sta per arrivare un nuovo condono sulle cartelle esattoriali,m. Questa nuova forma di definizione agevolata delle cartelle ha trovato spazio all’interno della Legge di Bilancio 2023 e che permetterà agli italiani di avvicinarsi a quella pace fiscale più volte evocata dalla Lega in campagna elettorale. L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha fornito]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con la Rottamazione Quater, sta per arrivare un nuovo condono sulle cartelle esattoriali,m.</p>
<p>Questa nuova forma di definizione agevolata delle cartelle ha trovato spazio all’interno della Legge di Bilancio 2023 e che permetterà agli italiani di avvicinarsi a quella pace fiscale più volte evocata dalla Lega in campagna elettorale.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha fornito alcuni chiarimenti in merito, tra cui la data per presentare la domanda di adesione, le modalità di pagamento delle rate e gli importi esclusi.</p>
<p>Partiamo dalle MiniCartelle o cartelle che possono ottenere il saldo e stralcio :  per tali quelle il cui controvalore non supera i 1.000 euro. 45 della Legge di Bilancio 2023 prevede lo stralcio dei carichi fino a 1.000 euro affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.<br />
Pertanto, al contribuente non è richiesta alcuna attività per ottenere la cancellazione del debito, né l’esibizione di alcuna specifica richiesta.</p>
<p>Per la Rottamazione invece , si prendono in considerazione i carichi tributari e contributivi del periodo sopra indicato, anche se non fosse ancora stata notificata la cartella di pagamento. Per quanto riguarda i carichi contributivi delle casse di previdenza, tali ruoli rientrano nella procedura solo se l’ente previdenziale ha deliberato positivamente entro fine gennaio.</p>
<p>Rientrano nella procedura di rottamazione i carichi tributari e contributivi del periodo sopra indicato, anche se non fosse ancora stata notificata la cartella di pagamento. Per quanto riguarda i carichi contributivi delle casse di previdenza, tali ruoli rientrano nella procedura solo se l’ente previdenziale ha deliberato positivamente entro fine gennaio.</p>
<p>Rientrano nella procedura di rottamazione i carichi tributari e contributivi del periodo sopra indicato, anche se non fosse ancora stata notificata la cartella di pagamento. Per quanto riguarda i carichi contributivi delle casse di previdenza, tali ruoli rientrano nella procedura solo se l’ente previdenziale ha deliberato positivamente entro fine gennaio.</p>
<p>.Attraverso l’adesione alla procedura di definizione agevolata delle cartelle sono dovute le sole somme relative a:</p>
<ul>
<li>Tributi a <strong>titolo di capitale</strong>;</li>
<li>Spese legate alle <strong>procedure esecutive di riscossione </strong>già avviate;</li>
<li>Spese di <strong>notifica della cartella</strong> di pagamento.</li>
</ul>
<p>Con la definizione agevolata, non risulteranno più dovute:</p>
<ul>
<li>Interessi;</li>
<li>Interessi di mora;</li>
<li>Sanzioni amministrative;</li>
<li>Somme aggiuntive dovute sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali;</li>
<li>Aggio dovuto all’agente della riscossione.</li>
</ul>
<p>Con la rottamazione i seguenti importi inseriti nel ruolo, attraverso la definizione agevolata, non risulteranno più dovute:</p>
<ul>
<li>Interessi;</li>
<li>Interessi di mora;</li>
<li>Sanzioni amministrative;</li>
<li>Somme aggiuntive dovute sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali;</li>
<li>Aggio dovuto all’agente della riscossione.</li>
</ul>
<ul>
<li>In un <strong>unica soluzione</strong> entro il <strong>31 luglio 2023</strong>;</li>
<li>In forma <strong>rateale</strong> in un massimo di <strong>18 rate</strong>(in 5 anni).</li>
</ul>
<p>In caso di pagamento rateale la<strong> prima </strong>e la <strong>seconda</strong> rata, di importo pari al <strong>10%</strong> delle somme dovute complessivamente ai fini della definizione agevolata, scadono il <strong>31 luglio</strong> ed il <strong>30 novembre 2023</strong>. Le rate successive, di pari ammontare, hanno scadenza il <strong>28 febbraio</strong>, il <strong>31 maggio</strong>, il <strong>31 luglio</strong> ed il <strong>30 novembre </strong>di ciascuna annualità a partire dal 2024. Naturalmente, a partire dal 1° agosto 2023 è dovuto il versamento degli <strong>interessi</strong>, calcolati al tasso annuo del <strong>2% annuo</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>modalità di pagamento</strong>, le informazioni sinora a disposizione prevedono che:</p>
<ul>
<li>Possa essere effettuata una procedura di <strong>domiciliazione bancaria</strong> sul conto corrente del contribuente, attraverso procedura da comunicare all’agente della riscossione;</li>
<li>Mediante l’utilizzo di<strong> moduli di pagamento precompilati</strong> messi a disposizione dall’agente della riscossione al momento dell’accettazione della domanda;</li>
<li>Attraverso il <strong>pagamento diretto</strong>recandosi presso gli sportelli dell’agente della riscossione.</li>
</ul>
<p>Il contribuente è tenuto a presentare apposita <strong>domanda all’agente della riscossione</strong> per indicare la volontà di adesione alla definizione agevolata. La domanda deve essere presentata <strong>entro la scadenza del 30 aprile 2023</strong>. Agenzia delle Entrate riscossione ha messo a disposizione l’apposita <strong>domanda</strong>, che deve essere predisposta ed inviata esclusivamente con <strong>modalità telematiche</strong>.</p>
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		<title>ROTTAMAZIONE QUATER CHI PUÒ ADERIRE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 20:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelle Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>
		<category><![CDATA[Rottamazione quater]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il 10 febbraio 2023, ha chiarito chi può accedere alla Rottamazione Quarter nel 2023 e molti altri dubbi che assillano i contribuenti. La buona notizia è che tutti possono beneficiare della nuova tregua fiscale, prevista dalla Legge di Bilancio 2023: in particolare, chi non è riuscito a inviare ladomanda per la Rottamazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il 10 febbraio 2023, ha chiarito <strong>chi </strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/il-gruppo/lagenzia-comunica/novita/Rottamazione-quater-adesione-consentita-anche-ai-decaduti-della-Rottamazione-ter/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">può accedere </a></span>alla Rottamazione Quarter nel 2023 e molti altri dubbi che assillano i contribuenti.</p>
<p>La buona notizia è che tutti possono beneficiare della <strong>nuova tregua fiscale</strong>, prevista dalla Legge di Bilancio 2023: in particolare, <strong>chi non è riuscito a inviare </strong>ladomanda per la <strong>Rottamazione ter</strong>, chiusa alla fine dell’anno scorso e <strong>deve ancora saldare i carichi di riscossione affidati all’agente dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022.</strong></p>
<p>Rientrano nella nuova pace fiscale anche i <strong>cittadini</strong> che, nei primi giorni di dicembre, <strong>hanno tentato di pagare i debiti</strong>rimanenti ma a causa di un <strong>malfunzionamento del servizio online</strong>dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, <strong>non ci sono riusciti</strong></p>
<p>Le domande per la definizione agevolata delle cartelle possono essere inviate <strong>entro il 20 aprile</strong> di quest’anno e la prima rata (o la rata unica) <strong>deve essere saldata il 31 luglio 2023</strong>.</p>
<p>Capiamo subito chi può accedere alla nuova Rottamazione delle cartelle 2023 e quali sono le scadenze da rispettare, nel corso dell’anno, per essere in regola con i pagamenti.</p>
<p>I cittadini interessati possono inoltrare la richiesta per la definizione agevolata delle cartelle tramite <strong><a href="https://servizi.agenziaentrateriscossione.gov.it/DefinizioneAgevolata/defAge4.do" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">apposito form</a></strong> online <strong>entro il 30 aprile 2023</strong>.In questo modo, i <strong>contribuenti</strong> possono sanare i debiti <strong>accumulati dal 1°gennaio 2000 al 30 giugno 2022</strong> nei confronti di un Ente statale e affidati alla riscossione da parte <strong>dell’agente </strong>Ex Equitalia, ora ADER.</p>
<p>Possono inoltrare la domanda <strong>anche i cittadini che devono saldare</strong>:</p>
<ul>
<li>cartelle <strong>non riassorbite in precedenti rottamazioni</strong> che risultano, di conseguenza, decadute per mancato pagamento;</li>
<li><strong>oppure cartelle non pagate in caso di oggettivo impedimento</strong>, dovuto al malfunzionamento dei <strong>servizi telematici</strong>.</li>
</ul>
<p>La sanatoria prevista dal Governo nel 2023 (art. 1, commi 231 – 252 della Legge n. 197/2022) prevede di rottamare oltre alle cartelle di pagamento, anche gli accertamenti esecutivi e gli avvisi di addebito INPS.</p>
<p>Ciò significa che la pace fiscale 2023 riguarda le somme non pagate relative a:</p>
<ul>
<li>imposte quali Irpef, Ires, IVA;</li>
<li>tributi locali (quali l’IMU, la TARI, la vecchia TARSU);</li>
<li>bollo e multe dell’auto.</li>
</ul>
<p>Non rientrano nella tregua fiscale 2023, i carichi affidati all’agente della riscossione <strong>prima del 1° gennaio 2020 e dopo il 30 giugno 2022.</strong> Ma anche i carichi per:</p>
<ul>
<li>crediti che derivano da pronunce di condanna della Corte dei conti;</li>
<li>multe e sanzioni pecuniarie da provvedimenti o sentenze penali di condanna;</li>
<li>sanzioni diverse da quelle spettanti per violazioni tributarie;</li>
<li>sanzioni per obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali;</li>
<li>dazi doganali e IVA all’importazione (rispetto all’ex art. 5 del D.L. n. 119/2018);</li>
<li>risorse tradizionali proprie (previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a) delle decisioni 2007/436/CE Euratom del Consiglio del 7 giugno 2007 e 2014/335/UE Euratom del Consiglio del 26 maggio 2014);</li>
<li>somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato (art. 16 del regolamento UE 2015/1589 del Consiglio del 13 luglio 2015).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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