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	<title>Studimpresa &#187; Inps</title>
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		<title>Ricongiunzione contributi Partita IVA e lavoro autonomo: novità 2026, costi e quando conviene</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricongiunzione contributi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricongiunzione dei contributi per Partita IVA e lavoratori autonomi: tutte le novità 2026, costi, vantaggi e alternative come cumulo e totalizzazione. Guida pratica aggiornata. La gestione della posizione previdenziale rappresenta uno degli aspeti più delicati per chi ha avuto una carriera lavorativa articolata tra lavoro dipendente, attività autonoma o professionale con Partita IVA. Negli ultimi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricongiunzione dei contributi per Partita IVA e lavoratori autonomi: tutte le novità 2026, costi, vantaggi e alternative come cumulo e totalizzazione. Guida pratica aggiornata.</strong></p>
<p>La gestione della posizione previdenziale rappresenta uno degli aspeti più delicati per chi ha avuto una carriera lavorativa articolata tra lavoro dipendente, attività autonoma o professionale con Partita IVA. Negli ultimi anni, e in particolare nel 2025 e nel 2026, sono intervenute importanti novità in materia di ricongiunzione dei contributi che interessano direttamente lavoratori autonomi, professionisti e imprenditori.</p>
<p>Vediamo cosa è cambiato, quali sono le nuove opportunità e quando conviene valutare la ricongiunzione contributiva.</p>
<p>Cos’è la ricongiunzione dei contributi</p>
<p>La ricongiunzione dei contributi è la procedura che consente di trasferire tutti i contributi previdenziali versati in diverse gestioni in un’unica posizione assicurativa, al fine di ottenere una sola pensione calcolata su tutta la carriera lavorativa.</p>
<p>Si tratta di una facoltà prevista dalla normativa previdenziale e gestita dall’INPS, che consente al lavoratore di concentrare i periodi contributivi maturati, ad esempio, come dipendente e successivamente come titolare di Partita IVA o lavoratore autonomo.</p>
<p>Le ultime novità 2026 sulla ricongiunzione dei contributi</p>
<p>Le recenti indicazioni operative dell’INPS hanno introdotto alcune importanti semplificazioni e chiarimenti che rendono la ricongiunzione più accessibile e flessibile rispetto al passato.</p>
<p>Tra le principali novità si segnalano:</p>
<ul>
<li>la possibilità di ricongiungere i contributi anche tra Gestione Separata e altre gestioni previdenziali;</li>
<li>maggiore libertà nel trasferimento dei contributi tra casse previdenziali e INPS;</li>
<li>aggiornamento dei criteri di calcolo dei costi di ricongiunzione;</li>
<li>procedure completamente digitalizzate e tempi di risposta più rapidi;</li>
<li>maggiore trasparenza nella simulazione dell’onere economico.</li>
</ul>
<p>Queste innovazioni rappresentano un passo avanti significativo per i lavoratori autonomi e i titolari di Partita IVA che hanno avuto carriere discontinue o frammentate.</p>
<p>Ricongiunzione, cumulo o totalizzazione: quale scegliere</p>
<p>Quando si parla di pensione e contributi versati in più gestioni previdenziali, esistono oggi tre strumenti principali:</p>
<ul>
<li>ricongiunzione dei contributi;</li>
<li>cumulo contributivo;</li>
<li>totalizzazione nazionale.</li>
</ul>
<p>La ricongiunzione consente di ottenere una pensione unica calcolata interamente nella gestione scelta, ma generalmente comporta un costo a carico del lavoratore.</p>
<p>Il cumulo contributivo, invece, è gratuito e consente di sommare i contributi versati in diverse gestioni senza trasferirli materialmente, permettendo comunque di maturare il diritto alla pensione.</p>
<p>La totalizzazione rappresenta un’ulteriore alternativa gratuita, ma con modalità di calcolo interamente contributive che possono determinare un importo pensionistico inferiore.</p>
<p>Quando conviene la ricongiunzione dei contributi</p>
<p>La ricongiunzione può risultare conveniente in alcune situazioni specifiche, ad esempio:</p>
<ul>
<li>quando si desidera andare in pensione con una gestione previdenziale diversa da quella principale;</li>
<li>quando la concentrazione dei contributi consente di maturare prima il diritto alla pensione;</li>
<li>quando il calcolo della pensione risulta più favorevole nella gestione prescelta;</li>
<li>quando si hanno pochi anni in una gestione e molti in un’altra.</li>
</ul>
<p>Al contrario, in molti casi il cumulo contributivo rappresenta la soluzione più economica e immediata, soprattutto per chi ha carriere lavorative miste tra lavoro dipendente e attività autonoma.</p>
<p>Come presentare la domanda di ricongiunzione</p>
<p>La richiesta di ricongiunzione deve essere presentata all’INPS in modalità telematica, direttamente dal lavoratore oppure tramite un intermediario abilitato, come un consulente del lavoro, un commercialista o un patronato.</p>
<p>Per avviare la procedura sono generalmente necessari:</p>
<ul>
<li>credenziali SPID, CIE o CNS;</li>
<li>estratto conto contributivo aggiornato;</li>
<li>indicazione delle gestioni previdenziali interessate;</li>
<li>eventuale documentazione integrativa richiesta dall’ente previdenziale.</li>
</ul>
<p>Una volta presentata la domanda, l’INPS comunica l’importo dell’onere di ricongiunzione e le modalità di pagamento, che possono essere rateizzate nel tempo.</p>
<p>In conclusione le novità introdotte nel 2025 e nel 2026 rendono la ricongiunzione dei contributi uno strumento più flessibile e gestibile rispetto al passato, ma resta fondamentale valutare attentamente la convenienza economica prima di procedere.</p>
<p>Per i titolari di Partita IVA e per i lavoratori autonomi, una verifica preventiva della posizione contributiva e una simulazione della pensione rappresentano passaggi essenziali per prendere decisioni consapevoli e pianificare correttamente il proprio futuro previdenziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>INPS 2026, contributi più alti: la nuova soglia minima supera i 4.500 euro</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/02/11/inps-2026-contributi-piu-alti-la-nuova-soglia-minima-supera-i-4-500-euro/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tabelle inps]]></category>

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		<description><![CDATA[Contributi INPS 2026: aumentano i minimi per Artigiani e Commercianti Se sei artigiano, commerciante o titolare di partita IVA con attività nel commercio o nell’artigianato, il 2026 porta con sé una busta un po’ più salata in tema di contributi previdenziali. La novità arriva direttamente dall’INPS con la Circolare n. 14/2026, che aggiorna i contributi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Contributi INPS 2026: aumentano i minimi per Artigiani e Commercianti</p>
<p data-start="330" data-end="692">Se sei <strong data-start="337" data-end="390">artigiano, commerciante o titolare di partita IVA</strong> con attività nel commercio o nell’artigianato, il 2026 porta con sé una <strong data-start="463" data-end="490">busta un po’ più salata</strong> in tema di contributi previdenziali. La novità arriva direttamente dall’INPS con la <strong data-start="575" data-end="599">Circolare n. 14/2026</strong>, che aggiorna i contributi dovuti per l’anno in corso.</p>
<p data-start="330" data-end="692">Ogni anno l’INPS aggiorna il valore del <strong data-start="776" data-end="809">reddito minimo di riferimento</strong> su cui calcolare i contributi fissi. Per il 2026 questo valore sale a <strong data-start="880" data-end="892">18.808 €</strong>, in aumento rispetto al 2025 soprattutto a causa dell’inflazione (+1,4 %).</p>
<p data-start="1007" data-end="1157">Questo significa una cosa semplice ma importante: anche se non guadagni o fai poco fatturato, <strong data-start="1101" data-end="1156">il contributo minimo da versare è più alto di prima</strong>.</p>
<p data-start="1205" data-end="1318">cco i <strong data-start="1212" data-end="1232">numeri ufficiali</strong> per i contributi <strong data-start="1250" data-end="1266">minimi annui</strong> da versare, indipendentemente dal reddito prodotto:</p>
<div class="TyagGW_tableContainer">
<div class="group TyagGW_tableWrapper flex flex-col-reverse w-fit" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" data-start="1320" data-end="1471">
<thead data-start="1320" data-end="1358">
<tr data-start="1320" data-end="1358">
<th class="" data-start="1320" data-end="1332" data-col-size="sm">Categoria</th>
<th class="" data-start="1332" data-end="1358" data-col-size="sm">Contributo minimo 2026</th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="1399" data-end="1471">
<tr data-start="1399" data-end="1433">
<td data-start="1399" data-end="1415" data-col-size="sm"><strong data-start="1401" data-end="1414">Artigiani</strong></td>
<td data-start="1415" data-end="1433" data-col-size="sm"><strong data-start="1417" data-end="1431">€ 4.521,36</strong></td>
</tr>
<tr data-start="1434" data-end="1471">
<td data-start="1434" data-end="1453" data-col-size="sm"><strong data-start="1436" data-end="1452">Commercianti</strong></td>
<td data-start="1453" data-end="1471" data-col-size="sm"><strong data-start="1455" data-end="1469">€ 4.611,64</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p data-start="1473" data-end="1652">Queste somme comprendono la quota per il finanziamento <strong data-start="1528" data-end="1572">Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (IVS)</strong> e un piccolo contributo per la maternità.</p>
<p data-start="1473" data-end="1652">Anche se la tua attività è iniziata a metà anno, i contributi minimi vengono <strong data-start="1734" data-end="1764">calcolati pro-rata mensile</strong>: circa <strong data-start="1772" data-end="1803">€ 376,78/mese per artigiani</strong> e <strong data-start="1806" data-end="1840">€ 384,31/mese per commercianti</strong>.</p>
<p data-start="1936" data-end="2065">I contributi fissi sono solo la base. Se il tuo <strong data-start="1984" data-end="2013">reddito supera i 18.808 €</strong>, si applicano contributi <strong data-start="2039" data-end="2064">sulla quota eccedente</strong>:</p>
<ul data-start="2067" data-end="2240">
<li data-start="2067" data-end="2142">
<p data-start="2069" data-end="2142"><strong data-start="2069" data-end="2083">Artigiani:</strong> 24 % fino a 56.224 € di reddito; 25 % oltre tale soglia.</p>
</li>
<li data-start="2143" data-end="2240">
<p data-start="2145" data-end="2240"><strong data-start="2145" data-end="2162">Commercianti:</strong> 24,48 % fino a 56.224 €; 25,48 % oltre.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2242" data-end="2507">Queste aliquote si applicano fino a un <strong data-start="2281" data-end="2300">massimale annuo</strong> di reddito oltre il quale non si versano ulteriori contributi IVS, fissato anch’esso per il 2026 (ad esempio oltre circa 93.707 € per chi è iscritto da prima del 1996).</p>
<h2 data-start="2514" data-end="2555">Scadenze 2026: come e quando pagare</h2>
<p data-start="2557" data-end="2668">I contributi minimi <strong data-start="2577" data-end="2617">non si versano in un’unica soluzione</strong>, ma in <strong data-start="2625" data-end="2641">quattro rate</strong> attraverso il modello F24:</p>
<p data-start="2670" data-end="2785">✔ 18 maggio 2026<br data-start="2686" data-end="2689" /> ✔ 20 agosto 2026<br data-start="2705" data-end="2708" /> ✔ 16 novembre 2026<br data-start="2726" data-end="2729" /> ✔ 16 febbraio 2027</p>
<p data-start="2787" data-end="2975">Le quote <strong data-start="2796" data-end="2842">aggiuntive sui redditi eccedenti il minimo</strong> seguono invece le normali scadenze per il pagamento delle tasse sul reddito (saldo e acconti).</p>
<p data-start="3024" data-end="3527"><strong data-start="3027" data-end="3066">Non importa se fatturi poco o zero:</strong> il contributo minimo resta dovuto e quest’anno è più alto di prima. <br data-start="3172" data-end="3175" /> <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Se guadagni di più, pagherai anche <strong data-start="3213" data-end="3266">una percentuale sul reddito eccedente il minimale</strong>. <br data-start="3305" data-end="3308" /> <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ci sono <strong data-start="3319" data-end="3335">agevolazioni</strong> possibili (come riduzioni per i pensionati <strong data-start="3379" data-end="3390">over 65</strong> o per chi aderisce ai regimi agevolati come il forfettario), ma il quadro di base rimane questo.</p>
<p data-start="3024" data-end="3527">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NUOVO SOSTEGNO INPS PER FIGLI A CARICO</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2022/04/09/nuovo-sostegno-inps-per-figli-a-carico/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2022 16:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Assegno]]></category>
		<category><![CDATA[assegno unico universale]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fisco & tasse]]></category>
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		<description><![CDATA[L’assegno unico ed universale per i figli a carico è un sostegno economico che viene erogato dall’INPS alle famiglie con figli. Si tratta di una misura che sostituisce le principali agevolazioni per i figli a carico sino ai 21 anni di età. Il sostegno economico viene erogato dall’INPS dietro presentazione di una apposita domanda. L’assegno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’assegno unico ed universale per i figli a carico è un sostegno economico che viene erogato dall’INPS alle famiglie con figli. Si tratta di una misura che sostituisce le principali agevolazioni per i figli a carico sino ai 21 anni di età. Il sostegno economico viene erogato dall’INPS dietro presentazione di una apposita domanda.</span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’assegno è una misura di sostegno cumulabile con altre prestazioni sociali, come il <a href="https://fiscomania.com/reddito-di-cittadinanza-2022/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reddito di cittadinanza</a>. Tuttavia, porterà all‘abolizione di alcuni bonus, come il Premio alla nascita (Bonus mamma domani), l’Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Rimarrà invece vigente il <a href="https://fiscomania.com/bonus-asilo-nido-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bonus nido</a>. L’assegno, inoltre, è usufruibile sia dai lavoratori autonomi che dagli “<em>incapienti</em>“.Possono beneficiare dell’assegno unito, tutti i contribuenti con figli. Tutti i soggetti <a href="https://fiscomania.com/residenza-fiscale-persone-fisiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fiscalmente residenti</a> in Italia ne hanno diritto, indipendentemente dalla condizione lavorativa (occupati e disoccupati) e senza limite massimo di reddito. È possibile fare richiesta, per ogni figlio a carico, dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni d’età.    </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Lavoratori dipendenti;</strong></span></li>
<li><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Lavoratori autonomi;</strong></span></li>
<li><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Liberi professionisti;</strong></span></li>
<li><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Incapienti;</strong></span></li>
<li><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>Figli maggiorenni fino a 21 anni di età.</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’ammontare dell’assegno è individuato sulla base della condizione economica del nucleo familiare (<strong><a href="https://fiscomania.com/isee-attestazione-documenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISEE</a></strong>) e la percezione dello stesso è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La <strong>domanda può essere presentata da un genitore</strong> o da chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di <strong>affidamento esclusivo</strong>, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato. I <strong>figli maggiorenni</strong> possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.<br />
I requisiti essenziali sono :                                </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;               </span><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;<br />
</span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;</span><span style="font-size: 10pt;">Essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.</span><span style="font-size: 10pt;"><br />
</span><span style="font-size: 10pt;">L’<strong>assegno</strong> viene<strong> erogato dall’INPS</strong> dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età del figlio. L’erogazione avviene per ciascun figlio, con un importo composto da una quota fissa ed una variabile. La parte variabile è calcolata in base al numero dei figli e alla loro età, oltre che sulla base del coefficiente <strong><a href="https://fiscomania.com/isee-attestazione-documenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISEE</a></strong>. </span></span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">L’<strong>assegno è progressivo</strong>: questo significa che l’importo dell’assegno cresce al diminuire del valore dell’ISEE. Nel caso in cui non venga presentato l’ISEE al momento di presentazione della domanda, viene erogato comunque l’importo minimo previsto. In alcuni casi sono previste delle <strong>maggiorazioni</strong>: per esempio, se hai un figlio a carico con disabilità o se sei una giovane madre. I cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza non devono presentare la domanda: riceveranno l’assegno in automatico dall’INPS.                                                                       </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’assegno unico per i figli va a <strong>sostituire</strong>alcuni <em>bonus</em> precedentemente attivi, ovvero i seguenti:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a style="color: #000000;" href="https://fiscomania.com/domanda-assegni-familiari-anf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Assegni per il nucleo familiare</a> (ANF);</span></li>
<li><span style="color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a style="color: #000000;" href="https://fiscomania.com/familiari-a-carico-limiti-detrazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Detrazioni IRPEF per figli a carico</a>;</span></li>
<li><span style="color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a style="color: #000000;" href="https://fiscomania.com/bonus-bebe-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bonus Bebè</a>;</span></li>
<li><span style="color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Bonus mamma;</span></li>
<li><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Assegno 3 figlio;                       </span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> La<strong> domanda </strong>può essere presentata a partire dalla nascita del figlio, utilizzando la modalità telematica attraverso il <strong>portale dell’INPS</strong>, oppure attraverso gli <strong>istituti di patronato</strong>. È possibile presentare <strong>domanda fino a giugno 2022</strong> mantenendo il <strong>diritto agli arretrati </strong>a partire dal mese di marzo 2022. <strong>Da luglio</strong> 2022, è possibile beneficiarne soltanto dal mese di presentazione della domanda. Per la presentazione della domanda è opportuno che il contribuente richiedente si attivi per effettuare l’aggiornamento del proprio ISEE, in quanto l’importo dell’assegno decresce al crescere dell’ISEE, anche in relazione degli aggiornamenti annuali </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’INPS &amp; LE PRESTAZIONI OCCASIONALI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 21:17:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fonte fiscomania]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Prestazione occasionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si svolgono prestazioni occasionali di importo superiore a 5.000 euro (lordi) annui, devono essere versati contributi previdenziali. L&#8217;obbligo contributivo alla gestione separata INPS è ripartito tra committente (2/3) e prestatore (1/3). I rapporti di lavoro autonomo occasionale caratterizzano per i seguenti requisiti: Lo svolgimento di un’attività di tipo professionale, intellettuale; Lo svolgimento dell’attività in completa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si svolgono prestazioni occasionali di importo superiore a 5.000 euro (lordi) annui, devono essere versati contributi previdenziali. L&#8217;obbligo contributivo alla gestione separata INPS è ripartito tra committente (2/3) e prestatore (1/3).</p>
<p>I rapporti di <strong></strong>lavoro autonomo occasionale caratterizzano per i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>Lo svolgimento di un’attività di tipo professionale, intellettuale;</li>
<li>Lo svolgimento dell’attività in completa autonomia circa il tempo e il modo di effettuazione della prestazione;</li>
<li>Esecuzione istantanea del rapporto lavorativo, e cioè per un <strong>fatto contingente</strong>, <strong>eventuale</strong> ed <strong>episodico</strong>.</li>
</ul>
<p>Sostanzialmente, deve trattarsi quindi di un <strong>rapporto</strong> il cui interesse delle parti si esaurisce al raggiungimento del<strong> risultato</strong>stabilito. Terminato quell’obiettivo l’interesse delle parti viene meno e l’attività non prosegue. Infatti, nelle prestazioni occasionali è esclusa l’abitualità dell’attività. Pertanto, quando il rapporto è caratterizzato da un interesse durevole del prestatore di lavoro o del committente a svolgere o ricevere rispettivamente nel tempo, una o più prestazioni anche periodiche, non può essere utilizzata la disciplina delle prestazioni occasionali. In questi casi, bensì, deve essere obbligatoriamente aperta la partita Iva oppure avviato un rapporto di  lavoro dipendente .</p>
<p>Quando il prestatore nel lavoro autonomo occasionale supera la<strong> soglia di 5.000 euro lorde </strong>annue nel corso dell’anno, scattano per esso obblighi legati ai contributi previdenziali obbligatori. Si tratta dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps.</p>
<p>In questo contributo andrò ad analizzare le peculiarità del lavoro autonomo occasionale e i relativi obblighi contributivi.</p>
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		<title>INPS : TAGLIO CONTRIBUTI IN ARRIVO</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 22:27:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fonte fisco e tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Taglio contributi]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il decreto lavoro il  Governo propone ai sindacati il taglio sei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti con un reddito medio basso.,per un investimento di un miliardo e mezzo di euro, sconto contributivo una tantum dell’1% sui primi 20mila euro di reddito, piu risorse contro il caro bollette  nella prossima legge di bilancio. La]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto lavoro il  Governo propone ai sindacati il taglio sei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti con un reddito medio basso.,per un investimento di un miliardo e mezzo di euro, sconto contributivo una tantum dell’1% sui primi 20mila euro di reddito, piu risorse contro il caro bollette  nella prossima legge di bilancio.</p>
<p class="done">La prima  proposta del Governo  illustrata nell&#8217;incontro con i i sindacati venerdi pomeriggio fissava l&#8217;asticella dei redditi a 47mila euro e aveva  raccolto  qualche consenso in più, pur con alcuni distinguo, rispetto all&#8217;incontro precedente sulle nuove aliquote IRPEF . Le risorse complessive messe in campo dal Governo  per la riduzione del cuneo fiscale nella legge di bilancio 2022 salgono cosi di fatto a 10  miliardi.</p>
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