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	<title>Studimpresa &#187; Nuova Autotutela</title>
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	<description>il nuovo modo di fare consulenza</description>
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		<title>Credito ZES Unica: come ottenere fino al 14,6% in più sugli investimenti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 17:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Autotutela]]></category>
		<category><![CDATA[Zes]]></category>
		<category><![CDATA[ZES CONTRIBUTO AGGIUNTIVO]]></category>

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		<description><![CDATA[Credito d’imposta ZES Unica: al via il contributo aggiuntivo Il credito d’imposta ZES Unica si conferma uno degli strumenti più rilevanti per sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno. La recente introduzione del contributo aggiuntivo rappresenta una novità importante, che aumenta concretamente il beneficio per molte imprese che avevano già aderito alla misura. In questo articolo vediamo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Credito d’imposta ZES Unica: al via il contributo aggiuntivo</h1>
<p class="isSelectedEnd">Il <strong>credito d’imposta ZES Unica</strong> si conferma uno degli strumenti più rilevanti per sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno. La recente introduzione del <strong>contributo aggiuntivo</strong> rappresenta una novità importante, che aumenta concretamente il beneficio per molte imprese che avevano già aderito alla misura.</p>
<p>In questo articolo vediamo cosa cambia, come funziona l’agevolazione e perché questo aggiornamento può fare la differenza nelle strategie di investimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">La <strong>ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno)</strong> è un’area che comprende tutte le regioni del Sud Italia, istituita per favorire lo sviluppo economico attraverso incentivi fiscali e semplificazioni amministrative.</p>
<p>Tra questi, il principale è proprio il <strong>credito d’imposta per gli investimenti</strong>, rivolto alle imprese che acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive situate nel Sud.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’agevolazione consente di recuperare una parte significativa degli investimenti effettuati, con percentuali che variano in base alla dimensione aziendale:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>fino al 60% per le piccole imprese</strong></li>
<li><strong>fino al 50% per le medie imprese</strong></li>
<li><strong>fino al 40% per le grandi imprese</strong></li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Rientrano tra gli investimenti agevolabili:</p>
<ul data-spread="false">
<li>macchinari e impianti</li>
<li>attrezzature</li>
<li>immobili strumentali</li>
<li>terreni (entro determinati limiti)</li>
</ul>
<p>Il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, riducendo direttamente il carico fiscale dell’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vera novità riguarda l’introduzione di un <strong>contributo aggiuntivo pari al 14,6189%</strong>, riconosciuto alle imprese che avevano già presentato domanda per investimenti precedenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questa misura nasce da una situazione concreta: nel 2025 le richieste hanno superato le risorse disponibili, portando a una riduzione delle percentuali effettivamente riconosciute. Con nuovi stanziamenti, lo Stato ha deciso di integrare il beneficio.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> In pratica:</p>
<ul data-spread="false">
<li>non è necessario presentare una nuova domanda</li>
<li>il credito viene <strong>automaticamente incrementato</strong></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">l’importo è visibile nel cassetto fiscale</span></li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Un esempio pratico</span></h2>
<p class="isSelectedEnd">Immaginiamo una piccola impresa che ha effettuato un investimento di 200.000 euro.</p>
<ul data-spread="false">
<li>Credito base (60%): 120.000 euro</li>
<li>Contributo aggiuntivo (~14,6%): circa 17.500 euro</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd"><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Totale beneficio: <strong>circa 137.500 euro</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Un incremento significativo, che migliora la sostenibilità finanziaria dell’investimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il credito ZES Unica resta una delle misure più vantaggiose disponibili oggi per le imprese del Sud. I principali punti di forza sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>elevata intensità dell’aiuto</strong></li>
<li><strong>utilizzo immediato in compensazione</strong></li>
<li><strong>ampia tipologia di investimenti ammessi</strong></li>
<li><strong>nessun obbligo di restituzione</strong></li>
</ul>
<p>In conclusione, il  contributo aggiuntivo rafforza ulteriormente la misura, rendendola ancora più competitiva rispetto ad altri incentivi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nonostante i vantaggi, è importante considerare alcuni aspetti:</p>
<ul data-spread="false">
<li>le risorse sono limitate e possono portare a riduzioni proporzionali</li>
<li>è necessario rispettare tutti i requisiti tecnici e territoriali</li>
<li>i tempi e le modalità operative devono essere gestiti con attenzione</li>
</ul>
<p>Una pianificazione corretta è fondamentale per evitare problemi in fase di controllo.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’introduzione del contributo aggiuntivo nel credito d’imposta ZES Unica rappresenta un segnale positivo per il sistema produttivo del Mezzogiorno. Non solo aumenta il beneficio per chi ha già investito, ma rafforza anche la fiducia nello strumento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per le imprese che stanno valutando nuovi investimenti, il 2026 si conferma un anno strategico: sfruttare questa opportunità può significare ridurre drasticamente i costi e accelerare la crescita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Se stai pianificando un investimento e vuoi capire quanto puoi ottenere realmente, fare una simulazione personalizzata è il primo passo per prendere una decisione consapevole, contattaci info@studimpresa.it</p>
<div contenteditable="false">
<hr />
</div>
<div contenteditable="false">
<hr />
</div>
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		<title>Nuova autotutela tributaria. In una circolare le linee guida dell’Agenzia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 21:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte Agenzia Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Autotutela]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronte le indicazioni dell’Agenzia sulla nuova disciplina dell’autotutela, in seguito alle novità introdotte dal Decreto legislativo n.219/2023. Con la circolare n. 21/E &#8211; pdf le Entrate chiariscono il perimetro del nuovo istituto e le regole per la presentazione delle richieste da parte dei contribuenti. Autotutela obbligatoria – La nuova disciplina riforma l’istituto dell’autotutela tributaria, distinguendola]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_4803.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-885" src="http://www.studimpresa.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_4803.jpeg" alt="IMG_4803" width="800" height="533" /></a>Pronte le indicazioni dell’Agenzia sulla nuova disciplina dell’autotutela, in seguito alle novità introdotte dal Decreto legislativo n.219/2023. Con la circolare n. <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/6519685/Circolare_n_21_del_07_11_2024.pdf/74f4f2c1-2592-609e-09dc-f71370ed56ec">21/E &#8211; pdf</a> le Entrate chiariscono il perimetro del nuovo istituto e le regole per la presentazione delle richieste da parte dei contribuenti.</p>
<p><strong>Autotutela obbligatoria</strong> – La nuova disciplina riforma l’istituto dell’autotutela tributaria, distinguendola in obbligatoria e facoltativa. In particolare, con il nuovo articolo 10-<em>quater</em> dello Statuto dei diritti del contribuente viene disciplinato l’obbligo per l’Amministrazione finanziaria di annullare, in tutto o in parte, anche senza istanza del contribuente, gli atti di imposizione anche in pendenza di giudizio o in presenza di atti definitivi, laddove sussistano casi di manifesta illegittimità dell’atto e ricorra uno dei vizi tassativamente previsti dal primo comma della richiamata disposizione (errore di persona o di calcolo; errore sull’individuazione del tributo; errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione finanziaria; errore sul presupposto di imposta; mancata considerazione dei pagamenti di imposta regolarmente eseguiti; mancanza di documentazione successivamente sanata non oltre i termini ove previsti a pena di  decadenza). Tuttavia, l’obbligo di autotutela non sussiste in caso di sentenza passata in giudicato favorevole all’amministrazione finanziaria, nonché decorso un anno dalla definitività dell’atto viziato per mancata impugnazione.</p>
<p><strong>Autotutela facoltativa</strong> &#8211; Il nuovo articolo 10-<em>quinquies</em> dello Statuto del contribuente disciplina invece l’autotutela facoltativa stabilendo che l’Amministrazione finanziaria, qualora l’illegittimità dell’atto di imposizione non sia manifesta e, comunque, non sussista nessuno dei vizi tassativamente previsti dal primo comma dell’articolo 10<em>-quater</em>, può, comunque, annullare in tutto o in parte l’atto di imposizione, anche senza istanza di parte, laddove riconosca una illegittimità o una infondatezza dell’atto o dell’imposizione, anche in pendenza di giudizio o in caso di atti definitivi.</p>
<p><strong>Modalità di presentazione della richiesta di autotutela </strong>&#8211; La richiesta di autotutela va indirizzata all’Ufficio che ha emesso l’atto di cui si chiede l’annullamento. L’istanza deve rappresentare in modo esaustivo tutti gli elementi su cui si fonda la richiesta di autotutela e va corredata di tutta la documentazione. Per la presentazione ci si deve avvalere di strumenti atti a certificarne l’invio da parte del soggetto legittimato tramite, ad esempio, l&#8217;utilizzo dei servizi telematici, SPID, CIE o CNS, oppure via posta elettronica certificata o in alternativa consegnando l’istanza a mano con accesso fisico allo sportello.</p>
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