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	<title>Studimpresa &#187; studimpresa</title>
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		<title>Polizza Catastrofale … tu l’hai fatta ???</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 03:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Polizze catastrofali]]></category>
		<category><![CDATA[studimpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Polizza catastrofale obbligatoria per le imprese: cosa devono fare le aziende iscritte alla CCIAA Dal 2026 entrerà a regime l’obbligo per le imprese iscritte al Registro delle Imprese di stipulare una polizza assicurativa contro i danni derivanti da eventi catastrofali. La misura nasce con l’obiettivo di rafforzare la solidità del sistema produttivo italiano, riducendo l’impatto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Polizza catastrofale obbligatoria per le imprese: cosa devono fare le aziende iscritte alla CCIAA</p>
<p>Dal 2026 entrerà a regime l’obbligo per le imprese iscritte al Registro delle Imprese di stipulare una polizza assicurativa contro i danni derivanti da eventi catastrofali.</p>
<p>La misura nasce con l’obiettivo di rafforzare la solidità del sistema produttivo italiano, riducendo l’impatto economico di calamità naturali sempre più frequenti.</p>
<p>L’obbligo riguarda tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio, tra cui:</p>
<ul>
<li>Ditte individuali</li>
<li>Imprese artigiane</li>
<li>Imprese commerciali</li>
<li>Società di persone e di capitali</li>
</ul>
<p>Sono invece generalmente esclusi i professionisti che esercitano attività ordinistica senza iscrizione al Registro delle Imprese.</p>
<p>Per micro e piccole imprese, il termine di adeguamento è fissato al 1° gennaio 2026.</p>
<p>La polizza deve garantire copertura per danni diretti ai beni aziendali causati da:</p>
<ul>
<li>Terremoto</li>
<li>Alluvione</li>
<li>Inondazione</li>
<li>Frana</li>
</ul>
<p>Negli ultimi anni il tessuto imprenditoriale italiano è stato duramente colpito da eventi di grande portata, come il terremoto de <a href="chatgpt://generic-entity?number=0">L’Aquila</a> nel 2009 o le recenti alluvioni che hanno interessato l’<a href="chatgpt://generic-entity?number=1">Emilia-Romagna</a> nel 2023, con rilevanti conseguenze economiche per molte imprese.</p>
<p>La copertura deve riguardare i beni materiali strumentali all’attività d’impresa, in particolare:</p>
<ul>
<li>Fabbricati (se di proprietà dell’impresa)</li>
<li>Impianti e macchinari</li>
<li>Attrezzature</li>
<li>Merci e scorte</li>
</ul>
<p>Nel caso di immobili in locazione, l’impresa dovrà assicurare esclusivamente i beni di propria titolarità, mentre il fabbricato rimane in capo al proprietario.</p>
<p>La normativa non prevede, allo stato attuale, sanzioni amministrative pecuniarie dirette. Tuttavia, la mancata stipula può comportare:</p>
<ul>
<li>Esclusione da contributi pubblici</li>
<li>Limitazioni nell’accesso a bandi e incentivi</li>
<li>Difficoltà nell’ottenimento di finanziamenti agevolati</li>
</ul>
<p>L’adempimento assume quindi rilievo non solo sotto il profilo della gestione del rischio, ma anche sotto quello della pianificazione finanziaria e dell’accesso alle misure di sostegno pubblico.</p>
<p>Si suggerisce alle imprese di:</p>
<ul>
<li>Verificare le coperture assicurative già in essere</li>
<li>Valutare l’adeguatezza dei massimali rispetto al valore dei beni</li>
<li>Analizzare franchigie e scoperti</li>
<li>Considerare l’impatto del premio assicurativo sulla struttura dei costi</li>
</ul>
<p>L’adeguamento non dovrebbe essere considerato un mero obbligo formale, ma uno strumento di tutela patrimoniale e di continuità aziendale.</p>
<p>La polizza catastrofale rappresenta un nuovo elemento da integrare nella gestione ordinaria dell’impresa.</p>
<p>Alla luce delle scadenze previste, è opportuno che le aziende inizino fin da ora una verifica della propria posizione, così da evitare criticità nell’accesso a contributi e agevolazioni future.</p>
<p>Il nostro Studio resta a disposizione per valutare insieme:</p>
<ul>
<li>l’inquadramento soggettivo dell’impresa</li>
<li>l’impatto economico della copertura</li>
<li>eventuali riflessi sulla pianificazione finanziaria e sugli asset aziendali</li>
</ul>
<p>Una corretta programmazione oggi consente di prevenire rischi e preservare la stabilità dell’attività nel medio-lungo periodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ZES Unica del Mezzogiorno, il bonus assunzioni che spinge il lavoro stabile nel Sud</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 08:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[bonus assunzioni nella Zes]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro al Sud]]></category>
		<category><![CDATA[studimpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Bonus assunzioni nella ZES Unica del Mezzogiorno: come funziona l’incentivo che punta a rilanciare il lavoro nel Sud Con la nascita della ZES Unica del Mezzogiorno, il Governo rafforza la strategia di rilancio economico del Sud Italia puntando su uno degli snodi più delicati: l’occupazione stabile. Tra le misure più rilevanti spicca il bonus contributivo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="179" data-end="298">Bonus assunzioni nella ZES Unica del Mezzogiorno: come funziona l’incentivo che punta a rilanciare il lavoro nel Sud</h2>
<p data-start="300" data-end="672">Con la nascita della <strong data-start="321" data-end="350">ZES Unica del Mezzogiorno</strong>, il Governo rafforza la strategia di rilancio economico del Sud Italia puntando su uno degli snodi più delicati: l’occupazione stabile. Tra le misure più rilevanti spicca il <strong data-start="525" data-end="565">bonus contributivo per le assunzioni</strong>, un incentivo pensato per sostenere le imprese che creano nuovi posti di lavoro nelle regioni meridionali.</p>
<p data-start="674" data-end="942">L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’ingresso o il reinserimento nel mercato del lavoro di soggetti disoccupati di lunga durata, dall’altro ridurre il costo del lavoro per le piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo del Mezzogiorno.</p>
<p data-start="985" data-end="1327">ll bonus consiste in un <strong data-start="1009" data-end="1086">esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro</strong>, con l’esclusione dei premi INAIL. L’agevolazione è riconosciuta per le <strong data-start="1159" data-end="1195">assunzioni a tempo indeterminato</strong>, comprese le trasformazioni di contratti a termine, effettuate all’interno della <strong data-start="1277" data-end="1326">Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno</strong>.</p>
<p data-start="1329" data-end="1535">La misura si inserisce nel quadro delle politiche attive del lavoro e si affianca agli altri strumenti previsti per la ZES, come i crediti d’imposta per gli investimenti e le semplificazioni amministrative.</p>
<p data-start="1563" data-end="1823">Il bonus è rivolto ai <strong data-start="1585" data-end="1613">datori di lavoro privati</strong>, inclusi quelli del settore agricolo, con una dimensione aziendale contenuta: l’incentivo, infatti, è riservato alle imprese che occupano <strong data-start="1752" data-end="1776">fino a 10 dipendenti</strong> nel mese in cui viene effettuata l’assunzione.</p>
<p data-start="1825" data-end="2085">Restano esclusi la pubblica amministrazione, il lavoro domestico e i rapporti di lavoro dirigenziale. Una scelta che conferma la volontà di concentrare le risorse sulle <strong data-start="1994" data-end="2021">micro e piccole imprese</strong>, spesso più esposte alle difficoltà legate al costo del lavoro.</p>
<p data-start="2119" data-end="2219">Per accedere al beneficio, l’assunzione deve riguardare lavoratori che rispettano precisi requisiti:</p>
<ul data-start="2221" data-end="2334">
<li data-start="2221" data-end="2258">
<p data-start="2223" data-end="2258"><strong data-start="2223" data-end="2257">età pari o superiore a 35 anni</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2259" data-end="2334">
<p data-start="2261" data-end="2334"><strong data-start="2261" data-end="2306">stato di disoccupazione da almeno 24 mesi</strong> al momento dell’assunzione.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2336" data-end="2592">La platea individuata riflette una criticità strutturale del mercato del lavoro meridionale: la difficoltà di reinserimento per i lavoratori adulti, spesso esclusi sia dai canali dell’occupazione giovanile sia dalle misure dedicate ai soggetti più fragili.</p>
<p data-start="2645" data-end="2819">L’incentivo si applica esclusivamente se l’attività lavorativa viene svolta in una sede o unità produttiva situata in una delle regioni comprese nella ZES Unica, che include:</p>
<p data-start="2821" data-end="2897">Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.</p>
<p data-start="2899" data-end="3118">La ZES Unica ha accorpato le precedenti ZES regionali con l’obiettivo di creare un <strong data-start="2982" data-end="3011">quadro normativo uniforme</strong> e più semplice, riducendo la frammentazione che aveva caratterizzato la fase iniziale di questo strumento.</p>
<p data-start="3146" data-end="3410">L’esonero contributivo è riconosciuto <strong data-start="3184" data-end="3195">al 100%</strong>, entro un <strong data-start="3206" data-end="3275">limite massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto</strong>. La durata dell’agevolazione può arrivare <strong data-start="3318" data-end="3336">fino a 24 mesi</strong>, rendendo il beneficio particolarmente significativo sul piano economico.</p>
<p data-start="3412" data-end="3599">In termini concreti, il bonus consente una riduzione rilevante del costo del lavoro, soprattutto nei primi due anni di rapporto, fase cruciale per la sostenibilità delle nuove assunzioni.</p>
<p data-start="3630" data-end="3881">L’accesso all’incentivo è subordinato al rispetto di alcune condizioni. In particolare, l’azienda non deve aver effettuato <strong data-start="3753" data-end="3855">licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti</strong> l’assunzione incentivata.</p>
<p data-start="3883" data-end="4122">Il bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi riferiti agli stessi contributi, ma può risultare compatibile con altre agevolazioni di natura fiscale, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.</p>
<h3 data-start="4124" data-end="4170">Un’occasione per il rilancio occupazionale</h3>
<p data-start="4172" data-end="4519">Il bonus assunzioni nella ZES Unica del Mezzogiorno rappresenta un tassello importante nella strategia di rilancio del Sud. Se da un lato l’efficacia della misura dipenderà dalla capacità delle imprese di coglierne le opportunità, dall’altro l’incentivo offre un segnale chiaro: <strong data-start="4451" data-end="4518">investire sul lavoro stabile come leva di sviluppo territoriale</strong>.</p>
<p data-start="4521" data-end="4731">Per le imprese del Mezzogiorno, soprattutto le più piccole, si tratta di uno strumento che può fare la differenza, riducendo il rischio economico delle assunzioni e favorendo una crescita più solida e duratura.</p>
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		<title>Certificazione Unica 2026: tutte le novità su modello, scadenze e bonus</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/02/04/certificazione-unica-2026-tutte-le-novita-su-modello-scadenze-e-bonus/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[CU 2026]]></category>
		<category><![CDATA[studimpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo modello CU 2026 L’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di Certificazione Unica 2026, aggiornato per recepire le modifiche introdotte dalla normativa fiscale più recente. Il modello tiene conto delle novità in materia di detrazioni, somme esenti, fringe benefit e bonus previsti dalla Legge di Bilancio. Tra le principali integrazioni figurano: nuove voci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo modello CU 2026</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di Certificazione Unica 2026, aggiornato per recepire le modifiche introdotte dalla normativa fiscale più recente. Il modello tiene conto delle novità in materia di detrazioni, somme esenti, fringe benefit e bonus previsti dalla Legge di Bilancio.</p>
<p>Tra le principali integrazioni figurano:</p>
<ul>
<li>nuove voci dedicate alle somme che non concorrono alla formazione del reddito;</li>
<li>aggiornamenti per la corretta indicazione di bonus e agevolazioni per i lavoratori dipendenti;</li>
<li>maggiore dettaglio per alcune categorie particolari di reddito, come il lavoro sportivo e le mance nel settore turistico.</li>
</ul>
<p>Cambiano le scadenze: arriva la “tripla data”</p>
<p>Una delle novità più rilevanti della CU 2026 riguarda le scadenze di trasmissione, che non sono più uniche ma differenziate in base alla tipologia di reddito certificato.</p>
<ul>
<li>16 marzo 2026: termine per l’invio telematico delle CU relative a lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati, oltre alla consegna della CU sintetica ai percipienti.</li>
<li>30 aprile 2026: nuova scadenza per le CU che contengono solo redditi di lavoro autonomo abituale e provvigioni (ad esempio professionisti, agenti e rappresentanti).</li>
<li>31 ottobre 2026 (slitta al 2 novembre): termine per le CU relative a redditi esenti o non rilevanti per la dichiarazione precompilata.</li>
</ul>
<p>Questa suddivisione consente ai sostituti d’imposta una gestione più flessibile degli adempimenti e all’Agenzia delle Entrate un migliore allineamento dei dati.</p>
<p>Impatto sulla dichiarazione precompilata</p>
<p>Lo slittamento al 30 aprile per le CU degli autonomi comporta anche un ritardo nella disponibilità della dichiarazione dei redditi precompilata, che sarà messa a disposizione più avanti rispetto agli anni precedenti. Per i lavoratori dipendenti, invece, i tempi restano sostanzialmente invariati.</p>
<p>Fringe benefit e bonus: cosa cambia</p>
<p>Il nuovo modello CU 2026 recepisce gli aggiornamenti sulle soglie di esenzione dei fringe benefit, che variano in base alla presenza di figli a carico, e introduce campi specifici per:</p>
<ul>
<li>bonus riconosciuti ai lavoratori con redditi medio-bassi;</li>
<li>detrazioni aggiuntive per determinate fasce di reddito;</li>
<li>rimborsi e agevolazioni legate all’affitto per lavoratori neoassunti che trasferiscono la residenza.</li>
</ul>
<p>La Certificazione Unica resta un documento essenziale perché:</p>
<ul>
<li>riepiloga i redditi percepiti e le ritenute fiscali subite;</li>
<li>consente il corretto accesso alla dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF);</li>
<li>alimenta la dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate.</li>
</ul>
<p>In conclusione  la CU 2026 segna un passo avanti verso una maggiore razionalizzazione degli adempimenti fiscali, con scadenze differenziate e un modello più aderente alle nuove misure fiscali. Per contribuenti e sostituti d’imposta sarà fondamentale prestare attenzione alle nuove date e alla corretta compilazione delle sezioni aggiornate, così da evitare errori e sanzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“La Legge di Bilancio 2026 riscrive la tassazione delle plusvalenze: novità e criticità operative”</title>
		<link>http://www.studimpresa.it/index.php/2026/02/03/la-legge-di-bilancio-2026-riscrive-la-tassazione-delle-plusvalenze-novita-e-criticita-operative/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 22:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nostro Blog]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte fisco e tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di bilancio 226]]></category>
		<category><![CDATA[Plusvalenze]]></category>
		<category><![CDATA[studimpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[La Legge di Bilancio 2026 introduce rilevanti modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze, con effetti significativi sia per le imprese sia per i contribuenti persone fisiche. L’intervento normativo si muove nella direzione di una anticipazione del carico fiscale, riducendo in modo sensibile gli strumenti di pianificazione basati sulla rateizzazione e rimodulando alcuni regimi agevolativi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 introduce rilevanti modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze, con effetti significativi sia per le imprese sia per i contribuenti persone fisiche. L’intervento normativo si muove nella direzione di una anticipazione del carico fiscale, riducendo in modo sensibile gli strumenti di pianificazione basati sulla rateizzazione e rimodulando alcuni regimi agevolativi.</p>
<p>Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’art. 86 del TUIR, relativo alle plusvalenze realizzate nell’esercizio d’impresa.</p>
<p>Fino al periodo d’imposta 2025, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali posseduti per almeno tre anni potevano, a scelta del contribuente, essere rateizzate fino a un massimo di cinque esercizi.</p>
<p>Dal 1° gennaio 2026:</p>
<ul>
<li>la regola generale diventa la tassazione integrale della plusvalenza nell’esercizio di realizzo;</li>
<li>la rateizzazione è ammessa solo in ipotesi specifiche e tassative, tra cui:
<ul>
<li>cessione di azienda o di ramo d’azienda (con requisiti di possesso rafforzati);</li>
<li>fattispecie particolari previste espressamente dalla norma.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Ne consegue che, per la maggior parte delle cessioni di beni strumentali (impianti, macchinari, attrezzature), non sarà più possibile diluire il reddito imponibile nel tempo.</p>
<p>L’eliminazione della rateizzazione comporta:</p>
<ul>
<li>un incremento dell’imponibile IRES/IRPEF nell’anno di realizzo;</li>
<li>possibili tensioni di liquidità per le imprese che effettuano dismissioni rilevanti.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle plusvalenze immobiliari, eliminando ogni forma di frazionamento temporale.</p>
<p>Dal 2026:</p>
<ul>
<li>la plusvalenza derivante dalla cessione di immobili imponibili ai fini IRPEF concorre interamente alla formazione del reddito dell’anno;</li>
<li>non è più consentita alcuna ripartizione pluriennale dell’imposta.</li>
</ul>
<p>Resta ferma, ove applicabile, l’opzione per l’imposta sostitutiva in sede di rogito, ma con effetti concentrati in un unico periodo d’imposta.</p>
<p>Dal 2026:</p>
<ul>
<li>le plusvalenze e gli altri proventi da cripto-attività sono assoggettati, in via generale, a imposta sostitutiva del 33%;</li>
<li>resta l’aliquota del 26% per specifiche tipologie di stablecoin in euro conformi alla normativa europea (MiCA).</li>
</ul>
<p>La scelta normativa determina una asimmetria fiscale rispetto agli strumenti finanziari tradizionali, che continuano a essere tassati al 26%.</p>
<p>La Legge di Bilancio 2026 introduce un ridimensionamento del regime di Participation Exemption (PEX).</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>l’esenzione parziale delle plusvalenze (tradizionalmente pari al 95%) viene limitata alle partecipazioni considerate “significative”, sulla base di criteri quantitativi e di valore;</li>
<li>le partecipazioni di minor rilievo potrebbero quindi perdere l’accesso al regime agevolato, con piena imponibilità della plusvalenza.</li>
</ul>
<p>La modifica incide in modo diretto sulle holding e sulle operazioni di riorganizzazione societaria.</p>
<p>In conclusione:</p>
<p>Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 delineano un quadro caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>anticipazione della tassazione delle plusvalenze;</li>
<li>riduzione degli strumenti di pianificazione fiscale basati sul differimento dell’imposta;</li>
<li>maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria delle operazioni straordinarie.</li>
</ul>
<p>In questo contesto, diventa fondamentale:</p>
<ul>
<li>valutare con attenzione il timing delle dismissioni;</li>
<li>simulare preventivamente l’impatto fiscale delle operazioni;</li>
<li>ripensare le strategie di investimento e riorganizzazione alla luce del nuovo quadro normativo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Investimenti 4.0, arriva la proroga: due mesi in più per non perdere il credito d’imposta</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studimpresa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[DECRETO 28 GENNAIO 2026: PROROGA AL 31 MARZO PER LE COMUNICAZIONI DI COMPLETAMENTO DEGLI INVESTIMENTI 4.0 Con un colpo di scena normativo che interessa migliaia di imprese italiane impegnate nella trasformazione digitale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha disposto, con decreto direttoriale del 28 gennaio 2026, una proroga straordinaria dei]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DECRETO 28 GENNAIO 2026: PROROGA AL 31 MARZO PER LE COMUNICAZIONI DI COMPLETAMENTO DEGLI INVESTIMENTI 4.0</p>
<p>Con un colpo di scena normativo che interessa migliaia di imprese italiane impegnate nella trasformazione digitale, il <strong data-start="261" data-end="316">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong> ha disposto, con decreto direttoriale del <strong data-start="359" data-end="378">28 gennaio 2026</strong>, una proroga straordinaria dei termini per l’invio delle <strong data-start="436" data-end="524">comunicazioni di completamento degli investimenti nel quadro della <em data-start="505" data-end="522">Transizione 4.0</em></strong>.</p>
<p data-start="565" data-end="948">La misura – rivolta alle aziende che hanno concluso investimenti in <strong data-start="672" data-end="696">beni strumentali 4.0</strong> entro il <strong data-start="706" data-end="726">31 dicembre 2025</strong> – estende al <strong data-start="740" data-end="757">31 marzo 2026</strong> il termine per trasmettere al <strong data-start="788" data-end="828">Gestore dei Servizi Energetici (GSE)</strong> la comunicazione di completamento necessaria per usufruire del credito d’imposta.</p>
<p data-start="950" data-end="1366">Originariamente fissata al <strong data-start="977" data-end="996">31 gennaio 2026</strong>, questa scadenza è stata giudicata troppo ravvicinata per molte imprese alle prese con adempimenti burocratici, difficoltà tecniche sulle piattaforme telematiche e la complessità delle procedure. La proroga è stata pensata come un «cuscinetto» per evitare l’esclusione dal beneficio fiscale per semplice ritardo nella trasmissione.</p>
<p data-start="1368" data-end="1559">Il decreto aggiorna l’articolo 2, comma 4, del precedente decreto direttoriale del <strong data-start="1486" data-end="1504">15 maggio 2025</strong>, rimodulando i termini di invio delle comunicazioni:</p>
<ul data-start="1560" data-end="1871">
<li data-start="1560" data-end="1643">
<p data-start="1562" data-end="1643"><strong data-start="1562" data-end="1579">31 marzo 2026</strong> per gli investimenti terminati entro il <strong data-start="1620" data-end="1640">31 dicembre 2025</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1644" data-end="1871">
<p data-start="1646" data-end="1871"><strong data-start="1646" data-end="1664">31 luglio 2026</strong> per quelli ultimati entro il <strong data-start="1694" data-end="1712">30 giugno 2026</strong> (a condizione che l’ordine sia stato accettato e sia stato versato un acconto almeno del 20% entro il 31 dicembre 2025).</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1873" data-end="2339">Il credito d’imposta per investimenti 4.0 è uno dei principali strumenti dello Stato per sostenere <strong data-start="2020" data-end="2079">digitalizzazione, automazione e innovazione tecnologica</strong> delle imprese italiane. Ottenere la proroga significa non perdere risorse rilevanti, soprattutto per quelle realtà che hanno completato l’investimento ma non avevano ancora chiuso l’iter telematico nei termini originari.</p>
<p data-start="2341" data-end="2428">Per non vanificare questa opportunità, le aziende devono:</p>
<ul data-start="2429" data-end="2848">
<li data-start="2429" data-end="2509">
<p data-start="2431" data-end="2509">Verificare che gli investimenti siano effettivamente ultimati e documentati;</p>
</li>
<li data-start="2510" data-end="2640">
<p data-start="2512" data-end="2640">Predisporre e conservare tutta la documentazione di supporto (fatture, dichiarazioni, attestazioni di interconnessione, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="2641" data-end="2848">
<p data-start="2643" data-end="2848">Trasmettere la comunicazione entro il nuovo termine <strong data-start="2695" data-end="2712">31 marzo 2026</strong> tramite la piattaforma dedicata del GSE, utilizzando l’apposito modello previsto dalla normativa.</p>
</li>
</ul>
<p>L’adempimento resta perentorio: anche un investimento tecnicamente valido può <strong data-start="2964" data-end="3007">perdere il diritto al credito d’imposta</strong> se la comunicazione di completamento non viene inviata in tempo. Per ridurre il rischio di errori formali, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente una serie di <strong data-start="3177" data-end="3194">FAQ operative</strong> sull’utilizzo del codice tributo per la compensazione in F24, contribuendo a sbrogliare dubbi interpretativi di natura tecnica.</p>
<p>La proroga al <strong data-start="3400" data-end="3417">31 marzo 2026</strong> voluta dal decreto del 28 gennaio rappresenta un <strong data-start="3467" data-end="3503">sollievo per le imprese italiane</strong>, che guadagnano due mesi supplementari per completare e comunicare i loro investimenti 4.0 senza perdere il diritto alle agevolazioni fiscali previste dal piano <em data-start="3665" data-end="3682">Transizione 4.0</em>. Un segnale di adattamento delle istituzioni alle esigenze operative delle imprese, in un momento di forte spinta verso l’innovazione digitale e produttiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Febbraio 2026, conto alla rovescia per il Fisco: tutte le date chiave”</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 01:01:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[Aliquote imposte sul reddito]]></category>
		<category><![CDATA[Scadenze fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Scadenziario 2026]]></category>
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		<description><![CDATA[Fisco, febbraio 2026 sotto pressione: tutte le scadenze per imprese e Partite IVA” Febbraio 2026 si presenta come un mese particolarmente denso di scadenze fiscali, contributive e dichiarative per imprese, professionisti, lavoratori autonomi e sostituti d’imposta. Come di consueto, il fulcro degli adempimenti cade a metà mese, ma non mancano obblighi anche nei primi e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fisco, febbraio 2026 sotto pressione: tutte le scadenze per imprese e Partite IVA”</p>
<p>Febbraio 2026 si presenta come un mese particolarmente denso di scadenze fiscali, contributive e dichiarative per imprese, professionisti, lavoratori autonomi e sostituti d’imposta. Come di consueto, il fulcro degli adempimenti cade a metà mese, ma non mancano obblighi anche nei primi e negli ultimi giorni, con alcune scadenze che slittano a marzo poiché il 28 febbraio cade di sabato.</p>
<p>2 febbraio 2026: primo appuntamento del mese</p>
<p>Il mese si apre con una serie di adempimenti rilevanti, tra cui:</p>
<ul>
<li>Trasmissione dei dati delle spese sanitarie 2025 al Sistema Tessera Sanitaria, da parte di medici, farmacie e soggetti obbligati;</li>
<li>Registrazione dei contratti di locazione stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026 e relativo versamento dell’imposta di registro tramite modello F24 ELIDE;</li>
<li>Versamento dell’IVA di gennaio 2026 per i contribuenti con liquidazione mensile;</li>
<li>Adempimenti Intrastat (INTRA-12) per enti non commerciali e produttori agricoli che hanno effettuato acquisti intracomunitari.</li>
</ul>
<p>16 febbraio 2026: la scadenza centrale del mese</p>
<p>Il 16 febbraio rappresenta, come di consueto, la data più importante del calendario fiscale:</p>
<p>•Versamento IVA mensile relativa al mese di gennaio 2026;</p>
<p>•Versamento delle ritenute IRPEF operate su redditi di lavoro dipendente, assimilato e lavoro autonomo;</p>
<p>•Versamento dei contributi previdenziali INPS, inclusi quelli per dipendenti e collaboratori;</p>
<p>•Versamento di eventuali altre imposte periodiche, come imposta sugli intrattenimenti e Tobin Tax, per i soggetti obbligati.</p>
<p>20 febbraio 2026: contributi ENASARCO</p>
<p>Entro il 20 febbraio le aziende preponenti devono provvedere al:</p>
<ul>
<li>Versamento dei contributi ENASARCO relativi al quarto trimestre 2025, dovuti per agenti e rappresentanti di commercio.</li>
</ul>
<p>25 febbraio 2026: Intrastat</p>
<p>Scadenza dedicata agli operatori che effettuano scambi intracomunitari:</p>
<p>•Presentazione degli elenchi INTRASTAT mensili, relativi alle operazioni effettuate nel mese di gennaio 2026.</p>
<p>28 febbraio 2026: scadenze di fine mese (slittano al 2 marzo)</p>
<p>Poiché il 28 febbraio 2026 cade di sabato, gli adempimenti previsti per fine mese slittano a lunedì 2 marzo 2026, salvo disposizioni particolari. Tra questi:</p>
<ul>
<li>Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relative al quarto trimestre 2025;</li>
<li>Pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel quarto trimestre 2025;</li>
<li>Compilazione e stampa del Libro Unico del Lavoro (LUL) relativo al mese di gennaio;</li>
<li>Presentazione dell’istanza OT23 INAIL, per la riduzione del tasso medio di tariffa;</li>
<li>Versamento contributi FASI per dirigenti di aziende industriali;</li>
<li>Presentazione delle domande di Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) per eventi non evitabili.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attenzione a proroghe e slittamenti</p>
<p>Come sempre, è importante ricordare che:</p>
<ul>
<li>le scadenze che cadono di sabato o in giorni festivi slittano al primo giorno lavorativo successivo;</li>
<li>gli obblighi possono variare in base al regime fiscale adottato, alla periodicità IVA e alla tipologia di contribuente.</li>
</ul>
<p>Il mese di febbraio 2026 richiede quindi particolare attenzione, soprattutto per Partite IVA e datori di lavoro, chiamati a gestire numerosi versamenti e comunicazioni. Pianificare per tempo gli adempimenti e monitorare il calendario fiscale resta fondamentale per evitare sanzioni e ritardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fisco 2026, cambia il conto per cittadini e imprese: meno Irpef, più incentivi e nuove tasse in arrivo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 20:19:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tagli alle imposte sul lavoro, nuove agevolazioni per le imprese e un riordino della tassazione sui piccoli pacchi provenienti dall’estero. Le notizie fiscali di oggi confermano l’impianto della Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore a inizio anno, e delineano i primi effetti concreti sulle tasche di cittadini e aziende. Al centro della manovra resta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tagli alle imposte sul lavoro, nuove agevolazioni per le imprese e un riordino della tassazione sui piccoli pacchi provenienti dall’estero. Le notizie fiscali di oggi confermano l’impianto della Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore a inizio anno, e delineano i primi effetti concreti sulle tasche di cittadini e aziende.</p>
<p>Al centro della manovra resta il taglio dell’Irpef, una delle misure più attese. La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% per i redditi medi produce un alleggerimento del carico fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati, con un impatto diretto sugli stipendi netti già nei primi mesi del 2026. A questo si affiancano agevolazioni su premi di produttività e incrementi contrattuali, confermando l’obiettivo del governo di sostenere il potere d’acquisto.</p>
<p>Sul fronte delle imprese, la manovra rafforza gli incentivi agli investimenti, puntando su innovazione e competitività. Tornano strumenti di iperammortamento per i beni strumentali e crediti d’imposta collegati ai programmi di transizione tecnologica ed energetica. Misure accolte con favore dalle associazioni di categoria, che vedono nella manovra un segnale di continuità a sostegno del tessuto produttivo, soprattutto per PMI e attività commerciali.</p>
<p>Tra i temi più discussi della giornata c’è anche la tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE. Dopo le criticità emerse con il contributo da 2 euro, il governo ha annunciato un adeguamento al futuro schema europeo, che prevede un prelievo armonizzato intorno ai 3 euro a partire da luglio 2026. L’obiettivo è evitare distorsioni nella logistica e ridurre il fenomeno del dirottamento delle merci verso altri hub europei.</p>
<p>Restano inoltre confermate alcune misure di gettito, come l’aumento delle accise su tabacchi e i contributi straordinari richiesti a specifici settori, tra cui banche e assicurazioni, chiamati a partecipare al finanziamento della manovra.</p>
<p>Nel complesso, le notizie fiscali di oggi restituiscono l’immagine di un sistema in fase di assestamento: da un lato il tentativo di alleggerire la pressione fiscale su lavoro e imprese, dall’altro la necessità di reperire risorse attraverso interventi mirati. Un equilibrio delicato, che continuerà a far discutere nei prossimi mesi, soprattutto alla prova dei primi dati su consumi e crescita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scuole paritarie, arriva il bonus da 1500 euro nella nuova legge di bilancio</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:37:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Legge di Bilancio 2026 contiene una nuova misura – spesso chiamata “buono scuola” o bonus per le scuole paritarie – che prevede: Un contributo economico fino a 1.500 euro per ciascuno studente iscritto a scuole paritarie; Destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro; La misura si applica per l’anno 2026 e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 contiene una nuova misura – spesso chiamata “buono scuola” o bonus per le scuole paritarie – che prevede:<br />
Un contributo economico fino a 1.500 euro per ciascuno studente iscritto a scuole paritarie;<br />
Destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro;<br />
La misura si applica per l’anno 2026 e deve essere resa operativa tramite specifico decreto attuativo. ￼</p>
<p>Importo del bonus<br />
L’importo massimo è fino a 1.500 euro per studente, ma viene modulato in base alla situazione economica familiare:<br />
ISEE più basso → contributo maggiore;<br />
ISEE più vicino ai 30.000 euro → contributo ridotto. ￼</p>
<p>Periodo di riferimento<br />
La misura è prevista anche solo per l’anno 2026 nell’ambito della legge di bilancio di quest’anno (art. 1 comma 519)</p>
<p>Per accedere al bonus bisogna soddisfare due requisiti principali: ￼<br />
1. ISEE familiare non superiore a 30.000 euro;<br />
2. Studente frequentante scuola paritaria (cioè una scuola privata riconosciuta dallo Stato) nei seguenti cicli scolastici:<br />
• Secondaria di primo grado (scuole medie);<br />
• Primo biennio della secondaria di secondo grado (primi 2 anni delle superiori).<br />
La misura è inserita nella legge di bilancio e sarà attuata tramite decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.<br />
Lo stanziamento complessivo previsto per il bonus nella legge di bilancio è di circa 20 milioni di euro per il 2026. ￼<br />
La norma è stata inserita tramite emendamenti parlamentari presentati da esponenti di varie forze politiche di maggioranza nell’ambito della manovra di bilancio.</p>
<p>La misura ha suscitato dibattito politico e opinioni contrastanti:<br />
Per i sostenitori è un aiuto alle famiglie con redditi medio-bassi per sostenere le spese scolastiche e promuovere la libertà di scelta educativa.<br />
Per i critici è considerata un trasferimento di risorse alle scuole private e una potenziale sottrazione di fondi alla scuola pubblica.</p>
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		<title>Credito immobiliare, il paracadute Consap contro tassi e incertezze</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 20:34:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Consap]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi di garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Mutui prima casa e Fondo Consap: il paracadute pubblico che sostiene il credito immobiliare Nel mercato immobiliare italiano, ancora condizionato da tassi elevati, inflazione persistente e redditi reali sotto pressione, il Fondo di Garanzia per i Mutui Prima Casa (Fondo Consap) si conferma uno degli strumenti chiave di politica economica a sostegno delle famiglie e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mutui prima casa e Fondo Consap: il paracadute pubblico che sostiene il credito immobiliare</p>
<p>Nel mercato immobiliare italiano, ancora condizionato da tassi elevati, inflazione persistente e redditi reali sotto pressione, il Fondo di Garanzia per i Mutui Prima Casa (Fondo Consap) si conferma uno degli strumenti chiave di politica economica a sostegno delle famiglie e del sistema del credito.</p>
<p>Un ruolo anticiclico nel mercato dei mutui</p>
<p>Il Fondo, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e gestito da Consap, fornisce una garanzia pubblica sul capitale del mutuo concesso dalle banche per l’acquisto della prima abitazione. In termini economici, lo Stato si fa carico di una parte del rischio di insolvenza, rendendo l’operazione più sostenibile per gli istituti di credito.</p>
<p>Secondo i dati più recenti, circa un mutuo prima casa su cinque è oggi assistito dalla garanzia Consap. Una quota significativa, che evidenzia come il Fondo non sia più uno strumento marginale, ma un pilastro strutturale del mercato del credito immobiliare.</p>
<p>Effetti su famiglie e banche</p>
<p>Dal lato della domanda, la garanzia consente l’accesso al mutuo anche a soggetti con minore capacità di anticipo, contratti di lavoro non standard o profili di rischio che, in assenza del Fondo, verrebbero esclusi. Per alcune categorie prioritarie — giovani under 36, famiglie numerose, nuclei monogenitoriali — la copertura può arrivare fino al 90% del capitale finanziato.</p>
<p>Dal lato dell’offerta, la garanzia statale riduce l’assorbimento di capitale e il rischio di credito per le banche, incentivando l’erogazione anche in fasi di incertezza macroeconomica. Il risultato è un effetto stabilizzatore sul mercato dei mutui, che mitiga la volatilità tipica dei cicli.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Polizza catastrofale 2026, ufficiale la proroga: nuova scadenza al 31 marzo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 11:37:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Primo Piamo]]></category>
		<category><![CDATA[proroga polizza catastrofale 2026]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo italiano ha confermato una ulteriore proroga della scadenza per la stipula della polizza catastrofale obbligatoria, lo strumento assicurativo destinato a coprire i danni da calamità naturali per determinate imprese. La nuova data entro cui mettere in regola le coperture è fissata al 31 marzo 2026 per specifiche categorie di piccole e microimprese. La]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo italiano ha confermato una <strong data-start="351" data-end="442">ulteriore proroga della scadenza per la stipula della polizza catastrofale obbligatoria</strong>, lo strumento assicurativo destinato a coprire i danni da calamità naturali per determinate imprese. La nuova data entro cui mettere in regola le coperture è fissata al <strong data-start="612" data-end="629">31 marzo 2026</strong> per specifiche categorie di piccole e microimprese.</p>
<p>La misura, inserita nel più ampio contesto del <strong data-start="768" data-end="798">Decreto Milleproroghe 2026</strong> varato a fine dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mira a dare maggiore tempo alle imprese più piccole affinché possano ottemperare all’obbligo senza subire penalizzazioni sulle agevolazioni pubbliche o sugli strumenti di sostegno al credito.</p>
<p data-start="1132" data-end="1409">La proroga al <strong data-start="1146" data-end="1163">31 marzo 2026</strong> riguarda in particolare le <strong data-start="1191" data-end="1218">micro e piccole imprese</strong> che operano nei settori del commercio, della somministrazione di alimenti e bevande, del turismo e della pesca, oltre alle attività turistico-ricettive.</p>
<p data-start="1411" data-end="1857">Per queste aziende, dunque, è stato spostato in avanti il termine entro cui stipulare la polizza assicurativa che copre i danni causati da eventi catastrofali quali <strong data-start="1576" data-end="1641">terremoti, inondazioni, frane e altri rischi naturali estremi</strong>. In assenza di copertura assicurativa entro la nuova scadenza, le imprese rischiano di vedersi preclusi contributi pubblici o agevolazioni finanziarie legate alla loro attività.</p>
<p data-start="1897" data-end="2229">L’obbligo di polizza catastrofale era stato introdotto dalla <strong data-start="1958" data-end="1984">Legge di Bilancio 2024</strong> e prevedeva inizialmente scadenze diverse a seconda della dimensione aziendale, con termini che andavano dal 31 marzo 2025 per le imprese in generale, fino alla fine del 2025 per le micro e piccole imprese.</p>
<p data-start="2231" data-end="2557">Con le misure approvate a fine anno, il legislatore ha riconosciuto la necessità di estendere i tempi per l’adeguamento, in considerazione delle difficoltà organizzative e dei costi che l’introduzione di questa nuova copertura assicurativa comporta per molte realtà di piccole dimensioni</p>
<p data-start="2610" data-end="2928">Per il mondo delle imprese, la proroga rappresenta una boccata d’ossigeno: <strong data-start="2685" data-end="2750">più tempo per valutare l’offerta delle compagnie assicurative</strong>, confrontare prodotti e ottenere una copertura adeguata, senza subire esclusioni dalle agevolazioni e dai canali di finanziamento pubblico.</p>
<p data-start="2930" data-end="3281">Tuttavia, gli esperti del settore avvertono che l’obbligo resta un impegno serio e non va sottovalutato: la copertura contro i rischi catastrofali può infatti rappresentare uno strumento fondamentale di protezione del patrimonio aziendale, soprattutto per settori ad alta esposizione ai fenomeni naturali estremi.</p>
<p data-start="3307" data-end="3663">La proroga fino al <strong data-start="3326" data-end="3343">31 marzo 2026</strong> per le categorie interessate dovrà ora trovare definitiva conferma nell’iter di conversione del decreto. Nel frattempo, associazioni di categoria e operatori assicurativi continuano a offrire indicazioni operative per aiutare le imprese ad adeguarsi all’obbligo nei tempi previsti.</p>
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