Rottamazione, escluse le multe comunali: stop anche a Tari e bollo auto

Rottamazione, stop alle multe comunali: esclusi anche Tari e bollo auto

Nessuna possibilità di rottamazione per le multe elevate dalla polizia locale, né per le cartelle relative alla tassa rifiuti o al bollo auto. A chiarirlo sono le Faq pubblicate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader), che delimitano con precisione il perimetro delle agevolazioni previste dalla definizione agevolata dei carichi.

La rottamazione, spiegano i chiarimenti ufficiali, riguarda esclusivamente i debiti affidati all’agente della riscossione da amministrazioni statali, agenzie fiscali ed enti previdenziali. Restano quindi fuori le entrate di competenza degli enti locali, come i tributi comunali e regionali e le sanzioni amministrative irrogate dai Comuni, incluse le multe stradali della polizia municipale.

In particolare, non rientrano nella sanatoria:

  • le multe della polizia locale, anche se iscritte a ruolo;

  • le cartelle relative alla Tari;

  • i debiti per il bollo auto, trattandosi di entrata regionale.

Diversa è invece la situazione per le sanzioni stradali irrogate dalle prefetture, che possono rientrare nella rottamazione limitatamente alle somme affidate all’Ader, con l’azzeramento di sanzioni e interessi di mora, ma non dell’importo principale.

Il chiarimento dell’Agenzia mette fine a una fase di incertezza che aveva alimentato aspettative tra contribuenti e amministrazioni locali. Molti Comuni, infatti, avevano sperato in un’estensione automatica della rottamazione anche ai propri crediti, ipotesi che però non trova fondamento nella normativa vigente.

Questo non significa, tuttavia, che gli enti locali siano del tutto privi di strumenti. I Comuni possono infatti introdurre forme autonome di definizione agevolata attraverso regolamenti propri, nel rispetto dell’autonomia finanziaria riconosciuta dalla Costituzione. Si tratta di sanatorie locali che possono prevedere, ad esempio, l’eliminazione di sanzioni e interessi o piani di pagamento più favorevoli per i contribuenti.

In questo contesto si inserisce il lavoro di Ifel, la Fondazione dell’Anci, che sta predisponendo uno schema tipo di regolamento per supportare Comuni e altri enti territoriali nella definizione di eventuali misure agevolative. Un modello che potrà essere adattato alle diverse realtà locali e adottato anche dopo l’approvazione dei bilanci, senza necessità di interventi legislativi nazionali.

Resta quindi una netta distinzione: da un lato la rottamazione nazionale, circoscritta ai carichi statali; dall’altro la possibilità, rimessa alla discrezionalità degli enti locali, di intervenire sui propri crediti con strumenti regolamentari. Per i contribuenti, la regola è chiara: per multe comunali, Tari e bollo auto non esiste una rottamazione automatica, ma solo eventuali agevolazioni decise caso per caso dai singoli enti.



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