- 25 gennaio 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Finanza, Il nostro Blog
Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (PMI) mantiene anche nel 2026 le condizioni operative già in vigore negli anni recenti, con l’obiettivo di sostenere l’accesso al credito in un contesto economico ancora incerto. La conferma arriva dalle norme della recente manovra di fine anno e da apposite circolari tecniche emanate dal gestore del Fondo, Mediocredito Centrale.
Nessuna rivoluzione, ma continuità
Il decreto Milleproroghe 2026 ha stabilito la proroga “secca” dell’attuale disciplina del Fondo fino al 31 dicembre 2026, senza modifiche sostanziali rispetto allo schema già vigente nel 2025. Le norme operative, infatti, restano invariate, confermando i punti cardine che regolano l’accesso alle garanzie pubbliche a favore delle imprese italiane.
In particolare, per le PMI e le microimprese, la garanzia concessa dal Fondo continua a essere modulata in base alla finalità del finanziamento:
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fino al 50% per operazioni di liquidità destinate a sostenere l’attività corrente dell’impresa;
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fino all’80% per finanziamenti di investimento finalizzati all’acquisto di beni strumentali o al potenziamento produttivo.
Plafond confermato e limiti di accesso
Il plafond complessivo delle garanzie che il Fondo può assumere per l’anno 2026 è stato fissato in circa 140 miliardi di euro, somma che include sia le garanzie già in essere sia quelle nuove che potranno essere concesse nel corso dell’anno.
La soglia massima di garanzia per singola impresa resta pari a 5 milioni di euro, mentre la gratuità della garanzia per le microimprese prosegue secondo le regole attuali, senza applicazione di commissioni.
Uno strumento stabile in un contesto complesso
Per operatori del credito e imprese il quadro normativo definito appare più una conferma che una riforma. La continuità delle regole dà certezza operativa agli uffici finanziari e ai consulenti che devono predisporre i piani di accesso al credito, in un momento in cui molte imprese italiane stanno riorientando le proprie strategie di investimento e liquidità alla luce delle fluttuazioni dei mercati e dell’inflazione.
Nonostante qualche proposta di revisione normativa — come quella circolata nei mesi scorsi su eventuali obblighi assicurativi e riduzione delle coperture — al momento nessuna modifica drastica è stata introdotta nel regolamento operativo per il 2026.
Guardando al futuro
Il ritorno alla stabilità normativa sul Fondo di Garanzia non esclude, comunque, l’ipotesi di ulteriori interventi strutturali in futuro, in particolare nell’ambito della riforma complessiva degli strumenti di finanziamento e di agevolazione alle imprese. Tuttavia, per l’anno corrente, imprenditori e operatori finanziari possono contare su uno strumento conosciuto e consolidato, fondamentale per sostenere l’accesso al credito delle PMI italiane.
