- 3 febbraio 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
DECRETO 28 GENNAIO 2026: PROROGA AL 31 MARZO PER LE COMUNICAZIONI DI COMPLETAMENTO DEGLI INVESTIMENTI 4.0
Con un colpo di scena normativo che interessa migliaia di imprese italiane impegnate nella trasformazione digitale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha disposto, con decreto direttoriale del 28 gennaio 2026, una proroga straordinaria dei termini per l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti nel quadro della Transizione 4.0.
La misura – rivolta alle aziende che hanno concluso investimenti in beni strumentali 4.0 entro il 31 dicembre 2025 – estende al 31 marzo 2026 il termine per trasmettere al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione di completamento necessaria per usufruire del credito d’imposta.
Originariamente fissata al 31 gennaio 2026, questa scadenza è stata giudicata troppo ravvicinata per molte imprese alle prese con adempimenti burocratici, difficoltà tecniche sulle piattaforme telematiche e la complessità delle procedure. La proroga è stata pensata come un «cuscinetto» per evitare l’esclusione dal beneficio fiscale per semplice ritardo nella trasmissione.
Il decreto aggiorna l’articolo 2, comma 4, del precedente decreto direttoriale del 15 maggio 2025, rimodulando i termini di invio delle comunicazioni:
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31 marzo 2026 per gli investimenti terminati entro il 31 dicembre 2025;
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31 luglio 2026 per quelli ultimati entro il 30 giugno 2026 (a condizione che l’ordine sia stato accettato e sia stato versato un acconto almeno del 20% entro il 31 dicembre 2025).
Il credito d’imposta per investimenti 4.0 è uno dei principali strumenti dello Stato per sostenere digitalizzazione, automazione e innovazione tecnologica delle imprese italiane. Ottenere la proroga significa non perdere risorse rilevanti, soprattutto per quelle realtà che hanno completato l’investimento ma non avevano ancora chiuso l’iter telematico nei termini originari.
Per non vanificare questa opportunità, le aziende devono:
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Verificare che gli investimenti siano effettivamente ultimati e documentati;
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Predisporre e conservare tutta la documentazione di supporto (fatture, dichiarazioni, attestazioni di interconnessione, ecc.);
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Trasmettere la comunicazione entro il nuovo termine 31 marzo 2026 tramite la piattaforma dedicata del GSE, utilizzando l’apposito modello previsto dalla normativa.
L’adempimento resta perentorio: anche un investimento tecnicamente valido può perdere il diritto al credito d’imposta se la comunicazione di completamento non viene inviata in tempo. Per ridurre il rischio di errori formali, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente una serie di FAQ operative sull’utilizzo del codice tributo per la compensazione in F24, contribuendo a sbrogliare dubbi interpretativi di natura tecnica.
La proroga al 31 marzo 2026 voluta dal decreto del 28 gennaio rappresenta un sollievo per le imprese italiane, che guadagnano due mesi supplementari per completare e comunicare i loro investimenti 4.0 senza perdere il diritto alle agevolazioni fiscali previste dal piano Transizione 4.0. Un segnale di adattamento delle istituzioni alle esigenze operative delle imprese, in un momento di forte spinta verso l’innovazione digitale e produttiva.
