ISEE 2026, svolta sul patrimonio: Titoli di Stato e Buoni Postali fuori dal calcolo fino a 50.000 €

Cosa cambia e perché conviene a molte famiglie

Una delle novità più rilevanti per l’ISEE 2026 riguarda l’esclusione dal patrimonio mobiliare di Titoli di Stato, Buoni fruttiferi postali e Libretti postali fino a 50.000 euro.
Una misura attesa da tempo che può incidere in modo significativo sul valore dell’ISEE e sull’accesso a bonus e agevolazioni sociali.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la nuova regola, da quando si applica e come funziona nella pratica.

Cos’è l’ISEE e perché questa novità è importante

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) serve a valutare la condizione economica di un nucleo familiare ed è il parametro utilizzato per accedere a molte prestazioni agevolate, come:

  • Assegno unico per i figli

  • Bonus bollette

  • Bonus asilo nido

  • Agevolazioni universitarie

  • Contributi comunali e regionali

Fino a oggi, tutti i risparmi finanziari (conti correnti, investimenti, titoli) contribuivano al calcolo del patrimonio mobiliare.
Con la nuova normativa, invece, una parte di questi risparmi viene “neutralizzata”, abbassando l’ISEE finale.

Quali strumenti sono esclusi dal calcolo ISEE

Dal 2025 (con effetti sull’ISEE 2026), non concorrono al patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare:

  • Titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT, CTZ, ecc.)

  • Buoni fruttiferi postali

  • Libretti di risparmio postale

👉 L’esclusione riguarda solo questi strumenti: conti correnti, fondi, azioni e altri investimenti continuano invece a essere conteggiati normalmente.

Il limite dei 50.000 euro: come funziona davvero

Un punto fondamentale da chiarire è che:

  • la soglia di 50.000 euro è riferita all’intero nucleo familiare,

  • non è per singola persona.

Due casi pratici

1️⃣ Totale strumenti ≤ 50.000 euro
Se il nucleo possiede, ad esempio:

  • BTP: 20.000 €

  • Buoni postali: 15.000 €

➡️ Totale 35.000 €
✅ L’intero importo viene escluso dal calcolo ISEE.

2️⃣ Totale strumenti > 50.000 euro
Se il nucleo possiede:

  • BTP: 30.000 €

  • Buoni postali: 25.000 €

➡️ Totale 55.000 €
✅ 50.000 € esclusi
❌ 5.000 € conteggiati nel patrimonio mobiliare

Da quando è valida l’esclusione

La misura è stata introdotta con il DPCM n. 13/2025 ed è operativa per le DSU presentate dal 3 aprile 2025.

Questo significa che:

  • l’ISEE 2026 beneficia pienamente della nuova regola;

  • chi ha presentato una DSU prima di aprile 2025 può ripresentarla per ottenere un ISEE più basso.

Come si indica nella DSU

Nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU):

  • i titoli e i buoni vanno comunque dichiarati correttamente;

  • il sistema INPS applica in automatico l’esclusione fino a 50.000 euro;

  • solo l’eventuale parte eccedente incide sull’ISEE.

📌 È importante verificare che gli strumenti siano correttamente classificati (titoli di Stato e prodotti postali) per evitare errori di calcolo.

Perché questa misura conviene

L’esclusione fino a 50.000 euro:

  • premia il risparmio prudente

  • riduce l’ISEE senza ridurre il patrimonio reale

  • consente a più famiglie di rientrare nelle soglie per bonus e agevolazioni

In molti casi, l’ISEE può scendere anche di diverse migliaia di euro, facendo la differenza nell’accesso ai benefici.

Conclusione

La novità sull’ISEE 2026 rappresenta un cambiamento concreto e vantaggioso per chi ha scelto di investire in Titoli di Stato o strumenti postali.
Conoscere questa regola e applicarla correttamente nella DSU può tradursi in più diritti, più bonus e meno esclusioni.

👉 Se stai preparando l’ISEE 2026, vale la pena controllare con attenzione la composizione del tuo patrimonio mobiliare.



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