- 8 agosto 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
IMU, TARI, bollo auto e multe: ecco come funziona la nuova definizione agevolata dei tributi locali, chi può beneficiarne e quali sono le prossime scadenze
La Rottamazione-quinquies si estende anche ai tributi e alle entrate degli enti territoriali. La misura rappresenta un’importante opportunità per contribuenti e imprese che hanno debiti iscritti a ruolo relativi a entrate di competenza di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
Le ultime modifiche normative intervenute nel 2026 hanno inoltre modificato il calendario degli adempimenti, concedendo più tempo agli enti locali per decidere se applicare la definizione agevolata. (ANSA.it)
Quali tributi possono essere interessati
La definizione agevolata può riguardare, tra gli altri, carichi relativi a:
* IMU;
* TARI;
* bollo auto;
* multe stradali;
* altre entrate tributarie e patrimoniali di competenza degli enti territoriali.
La misura riguarda, in particolare, i carichi affidati all’agente della riscossione che rientrano nell’ambito temporale previsto dalla normativa.
Per il contribuente, il vantaggio principale consiste nella possibilità di definire il debito beneficiando dell’eliminazione delle componenti accessorie previste dalla disciplina, con un significativo abbattimento dell’importo complessivamente dovuto.
Fondamentale la decisione del Comune
La rottamazione dei tributi locali presenta una caratteristica fondamentale: non tutti i Comuni sono automaticamente obbligati ad applicarla.
È infatti necessario che il singolo ente territoriale adotti uno specifico provvedimento di adesione alla definizione agevolata.
Il termine per gli enti locali è stato prorogato al 31 luglio 2026. Entro tale data Comuni, Province, Città metropolitane e altri enti territoriali interessati dovevano adottare e comunicare il provvedimento previsto dalla normativa. (ANSA.it)
Di conseguenza, chi intende beneficiare della rottamazione deve verificare innanzitutto se il proprio Comune o ente territoriale ha aderito alla misura.
Non basta avere un debito con il Comune
Un aspetto particolarmente importante è che la rottamazione non riguarda indistintamente qualsiasi debito tributario locale.
La misura interessa i carichi affidati all’agente della riscossione e rientranti nei requisiti previsti dalla normativa.
Pertanto, un contribuente che abbia semplicemente ricevuto un avviso di accertamento dal Comune, ma che non abbia ancora un carico affidato all’agente della riscossione, dovrà verificare attentamente se la propria posizione può essere definita.
Le nuove scadenze per i contribuenti
Il calendario della procedura è stato modificato nel corso del 2026.
Secondo il nuovo cronoprogramma, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili le informazioni relative ai carichi definibili e le modalità operative entro il 15 ottobre 2026.
La presentazione delle domande da parte dei contribuenti è prevista dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. (INFORMA ENTI LOCALI)
Successivamente, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà comunicare al contribuente l’importo effettivamente dovuto e il relativo piano di pagamento.
La prima o unica rata è prevista per il 31 marzo 2027. (studioteruzzi.it)
Possibilità di pagamento rateale
Uno degli aspetti più interessanti della misura è la possibilità di distribuire il pagamento nel tempo.
Il contribuente potrà quindi scegliere, secondo le modalità stabilite dalla normativa, tra il pagamento in un’unica soluzione e il pagamento rateale.
La rateizzazione può arrivare fino a 54 rate, rendendo la definizione particolarmente interessante anche per imprese e famiglie che non dispongono della liquidità necessaria per estinguere immediatamente il debito. (INFORMA ENTI LOCALI)
E chi ha già una rateizzazione?
La situazione deve essere valutata caso per caso.
La possibilità di accedere alla definizione agevolata può riguardare anche posizioni per le quali è già presente un piano di rateizzazione, ma occorre verificare le condizioni previste dalla normativa e gli eventuali effetti della nuova definizione sul piano precedente.
In alcune procedure locali già attivate nel 2026, ad esempio, è prevista la possibilità di definire il debito residuo rinunciando al precedente piano di rateizzazione. (comune.enna.it)
Multe stradali: attenzione alle regole specifiche
Particolare attenzione deve essere prestata alle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada.
Per le multe, infatti, il meccanismo della definizione agevolata non è necessariamente identico a quello previsto per i tributi. Occorre distinguere la sanzione originaria dagli interessi e dagli altri oneri accessori.
Per questo motivo, prima di presentare la domanda è opportuno verificare esattamente quali componenti del debito possono essere eliminate.
Cosa deve fare il contribuente
Per chi ha debiti con un ente locale, il consiglio è di procedere in questo modo:
1. Verificare i propri carichi
Controllare la propria situazione debitoria presso Agenzia delle Entrate-Riscossione.
2. Verificare l’adesione dell’ente
Controllare sul sito istituzionale del Comune, della Regione o dell’ente interessato l’eventuale deliberazione di adesione.
3. Individuare i carichi definibili
Non tutti i debiti locali sono automaticamente compresi nella rottamazione.
4. Attendere le modalità operative
Le informazioni e gli strumenti per la presentazione della domanda saranno resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
5. Presentare la domanda entro il termine
La finestra prevista è dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
6. Valutare il piano di pagamento
Una volta ricevuta la comunicazione delle somme dovute, sarà possibile verificare la convenienza del pagamento in unica soluzione oppure a rate.
Un’opportunità da non sottovalutare
La nuova definizione agevolata rappresenta un’opportunità importante per chi ha accumulato negli anni debiti relativi a IMU, TARI, bollo auto, multe e altre entrate locali, soprattutto quando il debito è cresciuto considerevolmente a causa di interessi, sanzioni e oneri.
Il punto fondamentale, però, è verificare l’adesione del proprio ente territoriale e, successivamente, controllare quali singoli carichi possono essere effettivamente inseriti nella definizione.
Per contribuenti e imprese, quindi, i prossimi mesi saranno decisivi: da ottobre 2026 sarà possibile presentare le domande, mentre il primo pagamento è previsto nel 2027.
Studimpresa continuerà a seguire l’evoluzione della procedura e a fornire aggiornamenti sulle modalità di adesione e sui provvedimenti dei singoli Comuni.
