Assegno Unico 2026: rinnovo automatico sì, ma attenzione a ISEE e variazioni

Assegno Unico 2026: quando il rinnovo è automatico, quali variazioni comunicare all’INPS e le scadenze ISEE per non perdere gli arretrati

Con l’avvio del 2026, tornano i dubbi delle famiglie sull’Assegno Unico e Universale per i figli a carico. Anche per quest’anno, l’INPS conferma il meccanismo del rinnovo automatico, ma restano fondamentali alcuni adempimenti, in particolare l’aggiornamento dell’ISEE e la comunicazione di eventuali variazioni del nucleo familiare, per evitare riduzioni dell’importo o la perdita degli arretrati.

Rinnovo automatico della domanda: quando non serve fare nulla

Le famiglie che già percepivano l’Assegno Unico nel 2025 e hanno una domanda accolta e attiva non devono presentare una nuova richiesta nel 2026. L’INPS procede infatti al rinnovo automatico della prestazione, garantendo la continuità dei pagamenti a partire dal mese di marzo.

Il rinnovo non è invece automatico nei casi in cui la domanda precedente risulti decaduta, revocata o respinta, oppure se l’Assegno Unico non era mai stato richiesto negli anni precedenti. In queste situazioni è necessario presentare una nuova domanda.

Le variazioni da comunicare all’INPS

Anche in presenza del rinnovo automatico, l’assegno non è completamente “senza pensieri”. Alcune informazioni non vengono aggiornate d’ufficio e devono essere comunicate dal beneficiario.

Tra le principali variazioni da segnalare all’INPS rientrano:

  • la nascita di un figlio;

  • l’ingresso o l’uscita di un figlio dal nucleo familiare;

  • il raggiungimento della maggiore età del figlio;

  • modifiche all’affidamento o alla residenza;

  • il riconoscimento o la variazione della condizione di disabilità;

  • il cambio delle coordinate bancarie (IBAN).

La mancata comunicazione può comportare importi non corretti o il recupero delle somme indebitamente percepite.

ISEE 2026: le scadenze da rispettare

Il vero snodo dell’Assegno Unico resta l’ISEE, che determina l’importo spettante. Anche nel 2026, in assenza di un ISEE valido, l’INPS eroga solo l’importo minimo.

Le date da segnare in agenda sono tre:

  • 28 febbraio 2026: termine consigliato per presentare la DSU e avere da subito l’importo corretto;

  • 1° marzo 2026: senza ISEE aggiornato, l’assegno viene pagato nella misura minima;

  • 30 giugno 2026: presentando l’ISEE entro questa data, l’INPS ricalcola l’importo e riconosce tutti gli arretrati a partire da marzo.

Chi aggiorna l’ISEE dopo il 30 giugno riceverà l’importo corretto solo dal mese successivo, perdendo definitivamente gli arretrati.

Quando è obbligatoria una nuova domanda

Oltre ai casi di domanda decaduta o mai presentata, è necessario inoltrare una nuova richiesta di Assegno Unico anche in presenza di cambiamenti rilevanti del nucleo familiare o di un nuovo soggetto richiedente che subentra al precedente.

Importi rivalutati e attenzione alle tempistiche

Per il 2026 gli importi dell’Assegno Unico e le soglie ISEE sono stati rivalutati in base all’inflazione, con un adeguamento che incide sia sull’importo base sia sulle maggiorazioni.

Il consiglio per le famiglie resta invariato: aggiornare l’ISEE nei primi mesi dell’anno e verificare periodicamente lo stato della domanda sul portale INPS, così da evitare errori, ritardi o perdite economiche.

In sintesi

  • Rinnovo automatico per chi ha una domanda attiva;

  • obbligo di comunicare le variazioni familiari;

  • ISEE da aggiornare entro il 30 giugno per non perdere gli arretrati;

  • nuova domanda solo nei casi specifici previsti.

Un calendario chiaro e pochi adempimenti mirati possono fare la differenza tra l’importo minimo e quello pienamente spettante.




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