- 9 febbraio 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
- Cosa cambia davvero per il reddito netto
Con la Legge di Bilancio 2026, il
Governo interviene di nuovo sull’IRPEF con un doppio obiettivo: alleggerire il carico fiscale sul ceto medio e, allo stesso tempo, limitare i benefici per i redditi più elevati.
Le due misure chiave sono:
- la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%
- una revisione delle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi molto alti
Vediamo cosa cambia concretamente.
Riduzione della seconda aliquota IRPEF: dal 35% al
33%
Dal periodo d’imposta 2026, la struttura dell’IRPEF viene semplificata in tre aliquote:
- 23% fino a 28.000 euro
- 33% da 28.001 a 50.000 euro
- (prima era 35%)
- 43% oltre i 50.000 euro
La novità riguarda quindi la fascia
28.000 – 50.000 euro, che rappresenta una parte significativa di lavoratori dipendenti e autonomi.
Il taglio del 2% sull’aliquota comporta un risparmio massimo teorico di circa 440 euro l’anno, che varia in base al reddito complessivo e alla situazione personale.
Per molti contribuenti, il beneficio si traduce in un netto mensile leggermente più alto in busta paga o in minori imposte dovute in dichiarazione.
Detrazioni fiscali: più attenzione all’effetto netto
Per evitare che la riduzione dell’aliquota favorisca in modo rilevante anche i redditi molto elevati, la manovra introduce una correzione sulle detrazioni IRPEF.
Cosa cambia per i redditi alti?
Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, alcune detrazioni fiscali vengono ridotte di un importo fisso.
L’effetto pratico è una parziale o totale neutralizzazione del vantaggio derivante dal taglio dell’aliquota IRPEF.
In altre parole: e l’aliquota scende, ma il beneficio finale si riduce attraverso minori detrazioni.
Detrazioni escluse dal taglio
Restano invece pienamente fruibili alcune detrazioni considerate
“sensibili”, come:
- detrazioni per familiari a carico
- alcune detrazioni legate al reddito o all’abitazione principale
- specifiche agevolazioni previste da normative speciali
Chi ci guadagna davvero
- Redditi medio-bassi e medio-alti (28.000 – 50.000 €)
→ beneficio netto concreto e - immediato
- Redditi molto elevati (oltre
- 200.000 €)
→ vantaggio ridotto o annullato dalla revisione delle detrazioni
La riforma punta quindi a una redistribuzione più mirata, cercando di rendere il taglio fiscale più efficace per il ceto medio.
In conclusione, la riforma IRPEF 2026 non è solo un taglio di aliquote, ma un intervento più articolato che guarda al risultato finale sul reddito netto.
La riduzione dal 35% al 33% rappresenta un segnale positivo per molti contribuenti, ma viene accompagnata da correttivi pensati per mantenere l’equilibrio dei conti pubblici.
Come sempre, l’impatto reale dipende dalla situazione personale, dalle detrazioni spettanti e dalla composizione del reddito.
