Fisco, primo banco di prova del 2026: entro il 2 marzo LIPE o modello IVA

Il calendario fiscale di inizio anno mette subito alla prova imprese e professionisti. Il 2 marzo 2026 (poiché il 28 febbraio cade di sabato) rappresenta una data chiave per l’IVA:                                                          entro questo termine occorre trasmettere la LIPE del quarto trimestre 2025, salvo scegliere un’alternativa che consente di evitare l’adempimento.

La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025 (oppure al quarto trimestre per i contribuenti trimestrali) deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 2 marzo 2026.

Sono interessati:

  • soggetti IVA mensili;

  • soggetti IVA trimestrali;

  • imprese e professionisti non rientranti nei casi di esonero.

La comunicazione riepiloga:

  • IVA a debito;

  • IVA a credito;

  • eventuale credito precedente;

  • saldo finale del periodo.

Si tratta di un adempimento esclusivamente comunicativo: non comporta nuovi versamenti, ma serve all’Amministrazione finanziaria per monitorare l’andamento delle liquidazioni periodiche.

Esiste però una possibilità per evitare l’invio della LIPE del quarto trimestre.

Chi presenta la dichiarazione annuale IVA 2026 (relativa all’anno d’imposta 2025) entro il 2 marzo 2026 non è tenuto a trasmettere la LIPE del quarto trimestre, a condizione che i dati siano coerenti.

La finestra ordinaria per l’invio della dichiarazione IVA va dal 1° febbraio al 30 aprile 2026. Tuttavia, anticipare la trasmissione può semplificare gli adempimenti, accorpando le informazioni in un unico invio.

È importante distinguere tra obblighi dichiarativi e obblighi di pagamento.

L’eventuale saldo IVA annuale risultante dalla dichiarazione deve essere versato entro il 16 marzo 2026, con possibilità di:

  • rateazione;

  • differimento nei termini previsti dalla normativa.

La scelta di anticipare la dichiarazione per evitare la LIPE non modifica le scadenze di pagamento.

La decisione tra:

  • inviare la LIPE entro il 2 marzo
    oppure

  • presentare anticipatamente la dichiarazione annuale

dipende da diversi fattori:

  • organizzazione amministrativa interna;

  • disponibilità dei dati definitivi di bilancio;

  • eventuale utilizzo del credito IVA.

Per le realtà con contabilità già chiusa e dati definitivi disponibili, l’invio anticipato della dichiarazione può rappresentare una soluzione efficiente. In altri casi, la LIPE resta il percorso più lineare.

La scadenza del 2 marzo conferma una tendenza ormai consolidata: concentrare gli adempimenti fiscali già nei primi mesi dell’anno.

Una corretta pianificazione amministrativa diventa quindi essenziale per evitare sovrapposizioni e ridurre il rischio di sanzioni.

Per imprese e professionisti, l’inizio del 2026 passa dunque anche da qui: una scelta tra LIPE e dichiarazione annuale, da valutare con attenzione e con i numeri già alla mano.



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