- 19 marzo 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
Negli ultimi mesi si sta parlando molto di Resto al Sud 2.0, una nuova versione dell’incentivo pensata per sostenere i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno.
Tra titoli accattivanti e promesse importanti, è facile confondersi. Ma cosa prevede davvero questa misura? E soprattutto: è davvero così conveniente?
Resto al Sud 2.0 è un incentivo pubblico pensato per favorire la nascita di nuove imprese nel Sud Italia.
L’obiettivo è semplice: aiutare i giovani a mettersi in proprio, riducendo al minimo il rischio economico iniziale.
Rispetto alla versione precedente, il programma è stato completamente rinnovato, con un focus ancora più forte sui contributi a fondo perduto.
Il punto che attira più attenzione è proprio questo: la possibilità di ottenere fino al 75% dell’investimento senza obbligo di restituzione.
Nel dettaglio:
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fino a 120.000 euro → contributo fino al 75% a fondo perduto
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fino a 200.000 euro → contributo fino al 70% a fondo perduto
A questo si aggiunge un voucher iniziale, completamente a fondo perduto, che può arrivare fino a circa 40.000–50.000 euro per coprire le prime spese.
È importante chiarire però un aspetto fondamentale:
una parte dell’investimento resta comunque a carico del beneficiario (circa 25–30%).
Il bando è rivolto a:
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giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti
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disoccupati, inattivi o con redditi bassi
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persone che vogliono avviare un’attività nel Sud Italia
Non è necessario essere già imprenditori: anzi, l’incentivo è pensato proprio per chi parte da zero.
Resto al Sud 2.0 copre un’ampia gamma di settori, tra cui:
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commercio e servizi
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turismo e ristorazione
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artigianato
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attività professionali
Sono invece esclusi alcuni ambiti specifici, come agricoltura, pesca e acquacoltura.
Una delle differenze più importanti rispetto al passato è l’eliminazione della parte di finanziamento bancario.
Oggi il sostegno è basato principalmente su contributi a fondo perduto, senza la necessità di accendere un prestito.
Questo rende la misura molto più accessibile, soprattutto per chi non ha garanzie o capitali iniziali.
La richiesta si presenta online e segue una logica “a sportello”:
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non ci sono vere e proprie scadenze
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le domande vengono valutate in ordine di arrivo
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i fondi sono limitati
Per questo motivo, preparare un buon progetto e muoversi rapidamente può fare la differenza.
Resto al Sud 2.0 è, ad oggi, una delle opportunità più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nel Sud Italia.
I vantaggi principali sono:
-
riduzione drastica del capitale iniziale necessario
-
alto contributo a fondo perduto
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accesso facilitato per i giovani
Detto questo, non è “denaro facile”: serve un’idea concreta, un business plan solido e la capacità di portare avanti un’attività nel tempo.
In conclusione, Resto al Sud 2.0 è, ad oggi, una delle opportunità più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nel Sud Italia.
I vantaggi principali sono:
-
riduzione drastica del capitale iniziale necessario
-
alto contributo a fondo perduto
-
accesso facilitato per i giovani
Detto questo, non è “denaro facile”: serve un’idea concreta, un business plan solido e la capacità di portare avanti un’attività nel tempo.
