- 11 maggio 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
Il nuovo Piano Casa è entrato in vigore l’8 maggio con il decreto-legge 66/2026. L’obiettivo dichiarato dal Governo è creare o recuperare 100mila alloggi a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni, mobilitando oltre 10 miliardi di euro tra fondi pubblici e investimenti privati.
I tre pilastri del Piano sono:
- Recupero delle case popolari
- Previsto il recupero di circa 60mila alloggi ERP oggi inutilizzabili perché degradati o non a norma.
- Stanziati circa 1,7 miliardi, integrabili con ulteriori fondi per rigenerazione urbana.
- Possibili anche nuove case popolari senza consumo di suolo.
- Housing sociale
- Nasce un fondo dedicato gestito da Invimit SGR per concentrare risorse europee e nazionali.
- Destinatari principali: giovani, giovani coppie, lavoratori fuori sede, studenti e genitori separati.
- Previsti affitti calmierati e formule “rent to buy”.
- Coinvolgimento dei privati
- Procedure accelerate e commissari straordinari per investimenti superiori a 1 miliardo.
- In cambio, almeno il 70% degli alloggi dovrà essere destinato all’edilizia convenzionata.
- Obbligatorio uno sconto minimo del 33% rispetto ai prezzi di mercato, sia per affitto sia per vendita.
Chi potrà accedere
Il Piano punta alla cosiddetta “fascia grigia”: famiglie che non riescono ad acquistare o affittare ai prezzi di mercato ma che spesso non rientrano nei requisiti delle case popolari tradizionali. Secondo le anticipazioni:
- niente esclusioni per cittadini stranieri con permesso di soggiorno regolare;
- ISEE sopra la soglia tipica ERP (circa 20mila euro);
- priorità a giovani, famiglie, separati e lavoratori mobili.
Fondo Prima Casa e mutui
Il decreto rafforza anche il collegamento con il Fondo Prima Casa e introduce misure correlate su mutui e procedure notarili, con l’obiettivo di facilitare l’accesso all’acquisto per alcune categorie sociali.
l’ Iter accelerato: autorizzazioni in 60 giorni
Per alcuni progetti strategici il decreto introduce una “corsia preferenziale”:
- autorizzazione unica;
- commissari straordinari;
- tempi amministrativi ridotti fino a 60 giorni.
Critiche e nodi aperti
Il Piano ha ricevuto anche diverse critiche:
- dubbi sulle coperture finanziarie;
- tensioni sulle deroghe urbanistiche e sul ruolo delle soprintendenze;
- tempi stretti per la conversione in legge, che dovrà arrivare entro il 6 luglio 2026.
