Piano casa 2026: 100mila nuove opportunità per abitare

Il nuovo Piano Casa è entrato in vigore l’8 maggio con il decreto-legge 66/2026. L’obiettivo dichiarato dal Governo è creare o recuperare 100mila alloggi a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni, mobilitando oltre 10 miliardi di euro tra fondi pubblici e investimenti privati.

I tre pilastri del Piano sono:

  1. Recupero delle case popolari
    • Previsto il recupero di circa 60mila alloggi ERP oggi inutilizzabili perché degradati o non a norma.
    • Stanziati circa 1,7 miliardi, integrabili con ulteriori fondi per rigenerazione urbana.
    • Possibili anche nuove case popolari senza consumo di suolo.
  2. Housing sociale
    • Nasce un fondo dedicato gestito da Invimit SGR per concentrare risorse europee e nazionali.
    • Destinatari principali: giovani, giovani coppie, lavoratori fuori sede, studenti e genitori separati.
    • Previsti affitti calmierati e formule “rent to buy”.
  3. Coinvolgimento dei privati
    • Procedure accelerate e commissari straordinari per investimenti superiori a 1 miliardo.
    • In cambio, almeno il 70% degli alloggi dovrà essere destinato all’edilizia convenzionata.
    • Obbligatorio uno sconto minimo del 33% rispetto ai prezzi di mercato, sia per affitto sia per vendita.

Chi potrà accedere

Il Piano punta alla cosiddetta “fascia grigia”: famiglie che non riescono ad acquistare o affittare ai prezzi di mercato ma che spesso non rientrano nei requisiti delle case popolari tradizionali. Secondo le anticipazioni:

  • niente esclusioni per cittadini stranieri con permesso di soggiorno regolare;
  • ISEE sopra la soglia tipica ERP (circa 20mila euro);
    • priorità a giovani, famiglie, separati e lavoratori mobili.

    Fondo Prima Casa e mutui

    Il decreto rafforza anche il collegamento con il Fondo Prima Casa e introduce misure correlate su mutui e procedure notarili, con l’obiettivo di facilitare l’accesso all’acquisto per alcune categorie sociali.

    l’ Iter accelerato: autorizzazioni in 60 giorni

    Per alcuni progetti strategici il decreto introduce una “corsia preferenziale”:

    • autorizzazione unica;
    • commissari straordinari;
    • tempi amministrativi ridotti fino a 60 giorni.

    Critiche e nodi aperti

    Il Piano ha ricevuto anche diverse critiche:

    • dubbi sulle coperture finanziarie;
    • tensioni sulle deroghe urbanistiche e sul ruolo delle soprintendenze;
    • tempi stretti per la conversione in legge, che dovrà arrivare entro il 6 luglio 2026.


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