- 13 maggio 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo
Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), il legislatore ha introdotto un importante riordino delle detrazioni fiscali IRPEF, destinato ad avere un impatto significativo sui contribuenti con redditi medio-alti.
La novità principale consiste nell’introduzione di un tetto massimo alle spese detraibili, determinato in funzione del reddito complessivo e della composizione del nucleo familiare, in particolare del numero di figli fiscalmente a carico.
Il nuovo limite alle detrazioni a partire dal periodo d’imposta 2025, i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro non potranno più beneficiare senza limiti delle detrazioni del 19%, ma dovranno rispettare un plafond massimo di spese agevolabili.
Il meccanismo prevede due soglie:
- 14.000 euro di spese detraibili per redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro;
- 8.000 euro di spese detraibili per redditi superiori a 100.000 euro.
Tali importi rappresentano però soltanto la base di calcolo, poiché devono essere moltiplicati per un coefficiente familiare collegato al numero di figli a carico.
La riforma attribuisce particolare rilevanza alla composizione familiare, riconoscendo una maggiore capacità di detrazione ai nuclei con figli.
I coefficienti previsti sono i seguenti:
- 0,50 in assenza di figli a carico;
- 0,70 con un figlio a carico;
- 0,85 con due figli a carico;
- 1,00 con tre o più figli oppure in presenza di almeno un figlio con disabilità.
Ne deriva che il limite effettivo di spesa varia sensibilmente da contribuente a contribuente.
Alcuni esempi:
Un contribuente con reddito pari a 90.000 euro e due figli a carico potrà beneficiare di un tetto massimo pari a:
14.000 × 0,85 = 11.900 euro.
Diversamente, un contribuente con reddito di 120.000 euro e nessun figlio avrà un limite pari a:
8.000 × 0,50 = 4.000 euro.
Quali spese restano escluse dal tetto
Il nuovo sistema non si applica indistintamente a tutte le detrazioni. La Legge di Bilancio ha infatti escluso alcune categorie di oneri considerate meritevoli di particolare tutela.
Restano fuori dal limite:
- le spese sanitarie;
- gli interessi passivi sui mutui stipulati entro il 31 dicembre 2024;
- alcune spese assicurative già agevolate;
- le spese edilizie sostenute entro il 31 dicembre 2024;
- gli investimenti in startup e PMI innovative.
L’obiettivo dichiarato è quello di evitare effetti penalizzanti su spese considerate essenziali o già maturate sulla base della normativa previgente.
Come cambiano le detrazioni per i figli ?
La riforma interviene inoltre sulla disciplina dei figli fiscalmente a carico.
Dal 2025:
- le detrazioni spettano soltanto per i figli di età compresa tra 21 e 30 anni;
- per i figli con disabilità non è previsto alcun limite anagrafico.
La modifica si inserisce nel processo di coordinamento tra detrazioni fiscali e assegno unico universale.
La nuova riforma punta alla progressività.
Il nuovo impianto normativo mira a rafforzare la progressività del sistema fiscale, riducendo il beneficio delle detrazioni per i contribuenti con redditi più elevati e concentrando maggiormente il sostegno sulle famiglie numerose.
Tuttavia, la riforma richiederà particolare attenzione in fase di pianificazione fiscale, soprattutto per i contribuenti che sostengono annualmente spese detraibili rilevanti, come istruzione, assicurazioni, erogazioni liberali o interventi edilizi.
Per professionisti e consulenti fiscali sarà quindi fondamentale valutare preventivamente il nuovo plafond disponibile, così da ottimizzare la distribuzione delle spese e prevenire la perdita di benefici fiscali.
