- 28 ottobre 2026
- Postato da: studimpresa
- Categoria: Il nostro Blog, In Primo Piamo, Senza categoria
Taglio IRPEF fino a 55.000 euro, regime forfettario fino a 100.000 euro, ZES Unica, incentivi alle imprese, sostegni alle famiglie e nuove misure per i giovani. Ecco cosa prevede il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026.
La Legge di Bilancio 2027 entra nella fase parlamentare con una manovra economica da circa 26 miliardi di euro. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026, punta a intervenire sul potere d’acquisto delle famiglie, sulla riduzione del carico fiscale, sul sostegno alle imprese e sulla natalità.
L’intervento si inserisce in un quadro di risorse limitate e prevede, secondo quanto annunciato dal Governo, la conferma di numerose misure già introdotte con la precedente manovra, alle quali si aggiungono nuovi interventi in materia fiscale, previdenziale e sociale.
Per imprese, lavoratori autonomi e professionisti sarà fondamentale seguire l’iter parlamentare: il disegno di legge potrà infatti essere modificato prima dell’approvazione definitiva e alcune misure richiederanno successivi provvedimenti attuativi.
Il valore complessivo della manovra è stato indicato dal Governo in circa 26 miliardi di euro. Una parte significativa delle risorse, pari a circa 9 miliardi, sarebbe destinata alla conferma di interventi già in vigore e in scadenza alla fine del 2026.
Le priorità annunciate riguardano:
- riduzione della pressione fiscale sui redditi;
- sostegno al potere d’acquisto delle famiglie;
- incentivi all’occupazione e alle imprese;
- rafforzamento delle misure per la natalità;
- finanziamento del Servizio sanitario nazionale;
- sostegno ai giovani e alle persone anziane.
La manovra prevede inoltre specifiche modalità di copertura finanziaria, che comprendono risorse europee, interventi sui settori bancario e assicurativo, contributi da altri comparti e riduzioni di spesa.
L’effettiva portata delle singole misure dovrà essere valutata sulla base del testo definitivo e delle relative disposizioni applicative.
Una delle principali novità riguarda la revisione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Il Governo ha annunciato l’estensione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione, con il passaggio dal 35% al 33% e l’ampliamento della fascia di reddito interessata fino a 55.000 euro.
L’intervento si inserisce nel percorso di revisione dell’IRPEF avviato negli anni precedenti, con l’obiettivo di ridurre il prelievo fiscale soprattutto sui redditi medio-alti.
Per imprese, lavoratori autonomi e professionisti sarà fondamentale seguire l’iter parlamentare: il disegno di legge potrà infatti essere modificato prima dell’approvazione definitiva e alcune misure richiederanno successivi provvedimenti attuativi.
L’intervento si inserisce in un quadro di risorse limitate e prevede, secondo quanto annunciato dal Governo, la conferma di numerose misure già introdotte con la precedente manovra, alle quali si aggiungono nuovi interventi in materia fiscale, previdenziale e sociale.
Per imprese, lavoratori autonomi e professionisti sarà fondamentale seguire l’iter parlamentare: il disegno di legge potrà infatti essere modificato prima dell’approvazione definitiva e alcune misure richiederanno successivi provvedimenti attuativi.
l beneficio massimo indicato nelle anticipazioni è di circa 500 euro annui. Il risparmio effettivo dipenderà dal reddito imponibile, dalla struttura degli scaglioni applicabili e dalle eventuali limitazioni previste dalla disciplina definitiva.
Per i professionisti e i titolari di redditi soggetti a IRPEF sarà quindi necessario attendere il testo definitivo per aggiornare le simulazioni fiscali e valutare l’effetto concreto della misura.
È importante ricordare che la riduzione dell’aliquota non equivale a un taglio generalizzato delle imposte per tutti i contribuenti: il vantaggio dipende dalla posizione fiscale individuale.
Tra le misure di maggiore interesse per i lavoratori autonomi figura l’annunciato innalzamento della soglia di ricavi e compensi per l’accesso al regime forfettario.
La soglia attualmente prevista è pari a 85.000 euro. Il disegno di legge punta a portarla a 100.000 euro, ampliando potenzialmente la platea dei contribuenti che possono beneficiare del regime agevolato.
La misura, se confermata, potrebbe interessare professionisti, consulenti, artigiani e altre categorie di lavoratori autonomi che si avvicinano al limite attuale.
Cosa dovranno verificare professionisti e commercialisti
L’aumento della soglia non deve essere interpretato come un’automatica ammissione al regime per tutti coloro che dichiarano ricavi inferiori a 100.000 euro.
Occorrerà verificare:
● il limite di ricavi o compensi effettivamente previsto dalla norma;
● le cause di esclusione dal regime;
● le regole per il passaggio dal regime ordinario a quello forfettario;
● gli effetti sulle fatture, sulla gestione dell’IVA e sugli adempimenti contabili;
● il coordinamento con la normativa europea in materia di esenzione IVA.
Le anticipazioni indicano infatti che l’eventuale estensione dell’esenzione IVA richiede un confronto con la Commissione europea. Si tratta di un aspetto distinto dalla disciplina reddituale del regime forfettario.
La manovra dedica particolare attenzione agli investimenti nelle regioni del Sud attraverso la conferma della ZES Unica, lo strumento destinato a favorire lo sviluppo economico e produttivo del Mezzogiorno.
Lo stanziamento annunciato per la misura sale a circa 2,4 miliardi di euro.
Per le imprese che operano in Campania e nelle altre regioni interessate, il credito d’imposta ZES rappresenta uno degli strumenti da monitorare con maggiore attenzione in vista degli investimenti del 2027.
Per valutare concretamente l’agevolazione sarà necessario conoscere:
● la dotazione finanziaria definitiva;
● gli investimenti ammissibili;
● le percentuali effettive del credito d’imposta;
● le finestre temporali per la presentazione delle comunicazioni;
● le modalità di prenotazione e fruizione del beneficio;
● gli eventuali limiti connessi agli aiuti di Stato e al cumulo con altre agevolazioni.
Lo stanziamento complessivo, infatti, non coincide necessariamente con il credito spettante a ciascuna impresa.
Le aziende interessate dovranno programmare gli investimenti sulla base delle disposizioni definitive e delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Per le imprese che operano in Campania e nelle altre regioni interessate, il credito d’imposta ZES rappresenta uno degli strumenti da monitorare con maggiore attenzione in vista degli investimenti del 2027.
Per valutare concretamente l’agevolazione sarà necessario conoscere:
● la dotazione finanziaria definitiva;
● gli investimenti ammissibili;
● le percentuali effettive del credito d’imposta;
● le finestre temporali per la presentazione delle comunicazioni;
● le modalità di prenotazione e fruizione del beneficio;
● gli eventuali limiti connessi agli aiuti di Stato e al cumulo con altre agevolazioni.
Lo stanziamento complessivo, infatti, non coincide necessariamente con il credito spettante a ciascuna impresa.
Le aziende interessate dovranno programmare gli investimenti sulla base delle disposizioni definitive e delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Tra le novità illustrate dal Governo è stato annunciato un possibile credito d’imposta per investimenti in software. Le condizioni operative, i beni ammissibili e le modalità di calcolo dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo.
Per le imprese sarà importante distinguere tra misure già operative, agevolazioni prorogate e nuovi incentivi ancora subordinati alla definizione normativa.
Prima di effettuare un acquisto o sottoscrivere un ordine, l’impresa dovrebbe valutare:
1. la data di effettuazione dell’investimento e le eventuali scadenze;
2. la natura dei beni e la loro ammissibilità;
3. il costo agevolabile e la percentuale di beneficio;
4. le condizioni di accesso e gli eventuali requisiti documentali;
5. la cumulabilità con altri incentivi;
6. gli obblighi di conservazione della documentazione.
Per i commercialisti sarà particolarmente importante predisporre una ricognizione degli investimenti programmati dai clienti, senza considerare automaticamente disponibili incentivi ancora privi di una disciplina completa.
Tra le misure annunciate figura un premio destinato ai lavoratori con meno di 30 anni, dell’importo indicato di 2.500 euro, con tassazione agevolata all’1%.
Il beneficio dovrebbe essere finalizzato a sostenere le retribuzioni dei giovani lavoratori e a rendere più conveniente l’occupazione in Italia.
Le anticipazioni parlano della possibilità di erogazione in un’unica soluzione oppure in dodici mensilità.
Resta necessario verificare il testo definitivo per conoscere la platea dei beneficiari, i requisiti reddituali eventualmente previsti, le tipologie di rapporto di lavoro ammesse e le modalità di applicazione dell’imposta sostitutiva.
Datori di lavoro, consulenti del lavoro e professionisti dovranno attendere le istruzioni operative prima di applicare il trattamento agevolato nelle buste paga.
La manovra introduce un fondo previdenziale dedicato ai bambini nati a partire dal 2027.
Secondo le anticipazioni, lo Stato dovrebbe versare un contributo iniziale di 100 euro per ciascun neonato, attraverso una posizione previdenziale collegata all’INPS. La misura è concepita per favorire la formazione di un capitale destinato al futuro del minore.
I familiari potrebbero avere la possibilità di alimentare ulteriormente la posizione con versamenti aggiuntivi.
Dovranno essere chiariti dalla normativa definitiva la periodicità dei contributi pubblici, le modalità di gestione delle somme, le condizioni di utilizzo e il trattamento fiscale delle contribuzioni.
L’iniziativa si colloca nell’ambito degli interventi destinati a sostenere la natalità e a incentivare una maggiore attenzione alla previdenza fin dai primi anni di vita.
Tra le misure rivolte alle famiglie sono stati annunciati interventi di rafforzamento dei congedi parentali indennizzati.
Le anticipazioni indicano un aumento dei mesi indennizzati all’80%, differenziato in funzione del numero dei figli, con un’estensione del periodo complessivo per le famiglie con due o più figli.
Sono inoltre previste misure di sostegno alle madri lavoratrici, attraverso l’estensione di agevolazioni contributive.
Per valutare l’impatto sui lavoratori e sui datori di lavoro sarà necessario conoscere le condizioni definitive, i limiti di durata, le modalità di richiesta e il coordinamento con le prestazioni già esistenti.
Le aziende dovranno aggiornare le procedure amministrative e di gestione del personale sulla base delle istruzioni che saranno emanate dagli enti competenti.
La manovra annuncia un incremento di circa 3,4 miliardi di euro delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale.
È inoltre previsto un voucher da 300 euro per determinate spese sanitarie destinato agli over 75 con pensione annua fino a 28.000 euro, secondo i requisiti che saranno definiti.
La concreta fruizione del voucher dipenderà dalle modalità attuative: sarà necessario chiarire quali spese saranno ammesse, come presentare la richiesta e quali documenti dovranno essere conservati.
Per i cittadini interessati, sarà importante distinguere il nuovo beneficio dalle altre agevolazioni sanitarie e dalle detrazioni fiscali già previste.
Tra gli interventi illustrati figurano modifiche alla tassazione delle locazioni.
Le anticipazioni indicano una riduzione della cedolare secca per gli affitti a canone concordato e un trattamento ulteriormente agevolato per determinate locazioni a favore di giovani under 35. È stata inoltre annunciata una possibile reintroduzione della cedolare secca per alcune locazioni commerciali.
Queste misure potrebbero incidere sulle scelte dei proprietari immobiliari, ma prima di formulare valutazioni fiscali occorrerà verificare il testo definitivo.
In particolare, sarà necessario conoscere:
● le aliquote effettivamente approvate;
● i requisiti richiesti al locatore e al conduttore;
● le caratteristiche dei contratti ammessi;
● le condizioni per le locazioni commerciali;
● la decorrenza delle nuove disposizioni.
Fino alla conferma normativa, le aliquote annunciate non devono essere considerate automaticamente applicabili ai contratti in corso o a quelli stipulati nel 2027.
11. Bollo auto: esenzione resa strutturale
Tra le misure annunciate figura anche la stabilizzazione dell’esenzione dal bollo per determinate categorie di veicoli.
Le anticipazioni fanno riferimento a un’esenzione per un veicolo familiare fino a 80 kW e a specifiche categorie di motocicli.
Per comprendere l’effettiva portata della novità bisognerà verificare quali veicoli saranno inclusi, quali contribuenti potranno beneficiare dell’esenzione e quali procedure saranno previste.
La conferma definitiva sarà importante anche per evitare di confondere il regime annunciato con le esenzioni già previste dalla legislazione vigente per altre categorie di veicoli.
12. Imprese artigiane ed energia
Il disegno di legge comprende inoltre interventi relativi al settore artigiano e al costo dell’energia.
Tra le misure annunciate figura una revisione delle soglie dimensionali per alcune imprese artigiane con almeno sette anni di attività. L’obiettivo dichiarato è consentire a determinate aziende di mantenere la qualifica artigiana anche in presenza di un incremento del numero dei dipendenti.
È stato inoltre illustrato un meccanismo di sostegno energetico rivolto alle piccole e medie imprese, con risorse indicate in circa un miliardo di euro.
L’effettiva applicazione di questi interventi dipenderà dalle condizioni previste dalle norme definitive, dai requisiti di accesso e dagli eventuali provvedimenti attuativi.
Per le PMI sarà quindi importante verificare la possibilità di accedere agli strumenti di sostegno energetico prima di inserirli nelle previsioni economiche aziendali.
13. Quali sono le prossime scadenze?
Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il disegno di legge di Bilancio 2027 avvia il proprio percorso parlamentare.
Il testo sarà esaminato dalle Camere e potrà essere modificato attraverso gli emendamenti presentati durante l’iter legislativo.
L’approvazione definitiva dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2026, salvo eventuali sviluppi dell’iter parlamentare.
Dopo l’approvazione, per le misure che lo richiederanno, sarà necessario attendere decreti attuativi, provvedimenti ministeriali o istruzioni degli enti competenti.
Per professionisti e imprese, il monitoraggio non dovrà quindi fermarsi alla pubblicazione della legge: in molti casi saranno proprio le disposizioni operative a determinare le modalità concrete di accesso alle agevolazioni.
14. Cosa devono fare imprese e professionisti già da ora?
In attesa del testo definitivo, è opportuno preparare una ricognizione delle principali aree interessate dalla manovra.
Per i titolari di partita IVA: verificare la possibile incidenza dell’innalzamento della soglia del regime forfettario e monitorare le regole relative ai passaggi tra regimi fiscali.
Per le imprese del Mezzogiorno: programmare gli investimenti e seguire le disposizioni attuative della ZES Unica, evitando di considerare già disponibili crediti d’imposta non ancora disciplinati.
Per i datori di lavoro: monitorare le nuove misure per i giovani e le agevolazioni connesse ai congedi e alla genitorialità.
Per i proprietari immobiliari: verificare le eventuali novità sulla cedolare secca prima di modificare la gestione fiscale dei contratti di locazione.
Per gli studi professionali: aggiornare le procedure di informazione ai clienti e le simulazioni fiscali solo dopo aver verificato le disposizioni approvate in via definitiva.
Conclusioni: la manovra 2027 tra fisco, imprese e sostegno alle famiglie
La Legge di Bilancio 2027 si presenta con un valore complessivo annunciato di circa 26 miliardi di euro e un insieme di interventi che interessano contribuenti, lavoratori autonomi, imprese e famiglie.
Il possibile innalzamento della soglia del regime forfettario, l’estensione della riduzione IRPEF, il finanziamento della ZES Unica e le nuove agevolazioni per giovani e famiglie sono tra gli elementi che richiederanno maggiore attenzione da parte degli operatori economici.
Per imprese e professionisti, tuttavia, la valutazione non può basarsi soltanto sugli annunci: occorre verificare requisiti, limiti, decorrenze e procedure previste dalla disciplina definitiva.
Studimpresa continuerà a seguire l’iter della manovra, con aggiornamenti sulle disposizioni fiscali, sulle agevolazioni per le imprese e sugli adempimenti che interesseranno contribuenti e professionisti nel 2027.
